Attivo alla fine del regno dello zar Ivan III di Russia, fu per alcuni anni il dominatore della politica russa e uno dei capi della cosiddetta eresia dei giudaizzanti.
Biografia Importante funzionario della corte dello zar Ivan III di Russia, fin dagli anni 1480 si adoperò per sostenere la causa moscovita all'estero, cercando alleati soprattutto contro il potente Granducato di Lituania, allora nemico della Russia. Nel 1482 fu trattenuto a Belgrado dai turchi ottomani, ma rilasciato su intercessione di re Mattia Corvino d'Ungheria e del khan di Crimea Meñli I Giray, in virtù del suo ruolo di importante e rispettato diplomatico.
Grazie agli sforzi di Kuricyn, nel 1483 la Russia concluse un'alleanza col principato di Moldavia tramite il matrimonio tra il principe ereditario Ivan il Giovane ed Elena di Moldavia. Sempre in funzione anti-lituana, Kuricyn nel 1486 riuscì a concludere un trattato di amicizia col regno d'Ungheria di Mattia Corvino, mentre mantenne rapporti cordiali con l'imperatore Massimiliano I d'Austria e re Giovanni di Danimarca. Con la mediazione del khan di Crimea, riuscì anche a stabilire una pace duratura col sultano ottomano Bayezid II.
Nel frattempo, privatamente Kuricyn aveva aderito alla cosiddetta eresia dei giudaizzanti, un nuovo movimento religioso nato a Novgorod verso il 1470 e che promuoveva un riavvicinamento del cristianesimo ortodosso alle tradizioni bibliche, soprattutto quelle antiche. Kuricyn intuì subito il potenziale del movimento, che rigettava anche la gerarchia ecclesiastica e lo strapotere del clero ortodosso, e cominciò a promuoverlo all'interno della corte di Mosca. I giudaizzanti erano sostenuti anche da Ivan il Giovane ed Elena di Moldavia, ed erano tollerati da Ivan III che desiderava porre un freno all'influenza del clero ortodosso; dopo la morte del principe ereditario nel 1490, Kuricyn e la principessa divennero i capi del partito giudaizzante, che entrò in opposizione sempre più violenta con gli ortodossi, capeggiati dalla zarina Zoe Paleologa e dal principe Basilio, intrecciandosi col conflitto dinastico derivato dalla mancanza di un chiaro erede per Ivan III. Nella sua denuncia dell'eresia allo zar, il vescovo Gennadio di Novgorod non osò includere nella lista degli eretici anche il potente Kuricyn, che quindi non soffrì alcuna ripercussione. Durante gli anni 1490 furono Kuricyn e i giudaizzanti a prevalere, e Ivan III dichiarò come proprio erede il principe Demetrio di Mosca, figlio di Ivan il Giovane ed Elena. Come ritorsione contro il vescovo di Novgorod, Kuricyn fece in modo di nominare a varie cariche ecclesiastiche alcuni aderenti al movimento giudaizzante, persino nella stessa Novgorod.
L'ultima menzione certa di Fëdor Kuricyn in vita risale al 1500, dopodiché non è più citato dalle cronache russe. Probabilmente morì di lì a poco, perché dopo la presa di potere da parte degli ortodossi e la deposizione di Elena e Demetrio nel 1502, nella feroce repressione dei giudaizzanti non viene menzionato il nome del diplomatico, che pure avrebbe dovuto essere il principale bersaglio delle autorità. Dopo la scomparsa del potente diplomatico, il movimento giudaizzante perse rapidamente il controllo della situazione e fu dichiarato fuorilegge, con numerosi aderenti condannati alla morte sul rogo, come capitò a suo fratello Volk Kuricyn.
Da molti filologi Fëdor Kuricyn è ritenuto l'autore della prima biografia in lingua russa di Vlad III di Valacchia, ovvero Povest' o Drakule, Voevode Vološskom ("Storia di Dracula, voivoda di Valacchia"). Tale ipotesi nascerebbe da una dichiarazione dell'altrimenti anonimo autore nel prologo, dove dice come nel 1482 si trovasse in Ungheria e avesse visto i figli di Dracula, occorrenza compatibile con una contemporanea missione diplomatica di Kuricyn.
Note