La Chiesa di Santa Caterina è un edificio religioso cattolico situato nel centro storico di Orune, in provincia di Nuoro, Sardegna. È dedicata a Santa Caterina d’Alessandria ed è anche posta sotto l’invocazione della Vergine dell’Altura e di Santa Lucia.
Storia L’attuale chiesa fu edificata nel 1860 a spese del sacerdote Giovanni Antonio Chessa, in sostituzione di un precedente edificio ritenuto strutturalmente e formalmente inferiore.
Una prima chiesa era stata costruita nel 1832, sempre per iniziativa dello stesso sacerdote Giovanni Chessa, con il sostegno della nobile Donna Maria Pirella. Tale edificio andò distrutto da un incendio il 12 dicembre 1859, pochi anni dopo la morte della benefattrice.
La ricostruzione del 1860 avvenne dalle fondamenta, su progetto dell’architetto Galfrè. I lavori furono eseguiti dal capo muratore Nino da Biella. Secondo l’iscrizione commemorativa, l’edificio risultò nel suo insieme “grazioso e pregevole”.
Il sacerdote Giovanni Chessa accolse la richiesta degli eredi della famiglia Pirella di essere riammessi alla partecipazione del patronato. Di comune accordo fu destinato alla chiesa un tratto di terreno a pascolo nella regione di Ortadesavide, la cui rendita era destinata alla manutenzione, al culto e all’abbellimento dell’edificio.
Interventi del XX secolo Nel 1927, sotto l’amministrazione del canonico teologo Serafino Monni, cappellano della chiesa, furono eseguiti importanti lavori di miglioramento. Alla presenza del dott. Ennio Delogu, in rappresentanza degli eredi Pirella, si provvide:
alla posa delle pianelle in tutta l’estensione della chiesa; al restauro interno; alla sistemazione degli altari; al livellamento del piazzale esterno; ad altri interventi strutturali.
La lapide conclude con un’espressione celebrativa che definisce la chiesa “monumento perenne” a memoria della sua storia.
Interventi del XXI secolo Nel 2017 è stato avviato il restauro della chiesa, sotto l'amministrazione del parroco della Cattedrale di Nuoro, il sacerdote Giovanni Maria Chessa. La chiesa è attualmente chiusa al pubblico.
Architettura L’edificio presenta una pianta rettangolare a navata unica, con struttura semplice e lineare, tipica delle chiese di piccole dimensioni dei centri storici della Barbagia. La facciata è sobria, con portale centrale e profilo essenziale.
La ricostruzione ottocentesca conferì alla chiesa un carattere più solido e armonico rispetto alla precedente struttura.
All'interno della chiesa è presente il dipinto ottocentesco di Antonio Caboni intitolato Madonna con Bambino tra Santa Caterina e Santa Lucia raffigurante la Madonna col Bambino su un trono di nubi con le SS. Caterina e Lucia; in basso, il sacerdote Giovanni Antonio Chessa con tre donne in costume orunese.
Note
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