Le elezioni parlamentari in Danimarca del 2026 si sono tenute il 24 marzo per il rinnovo del Folketing, il parlamento del paese.
Esse sono state indette in anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura (prevista sette mesi dopo), su richiesta della stessa Prima ministra uscente, Mette Frederiksen, per motivazioni di tipo politico, essendo emerso dai sondaggi un contesto favorevole nei confronti del proprio partito politico a seguito della risposta del governo alle importanti tensioni generatesi con gli Stati Uniti sulla Groenlandia.
Le elezioni, considerate dagli osservatori come una vera e propria “scommessa” da parte della Prima ministra uscente Mette Frederiksen volta a tentare la realizzazione di un effetto del raggruppamento attorno alla bandiera, hanno visto, come anche anticipato dagli exit-poll, la vittoria relativa del blocco di centro-sinistra guidato dai Socialdemocratici (A-SD) che, con l’ottenimento di 84 seggi complessivi, è così risultato essere il principale raggruppamento politico in assemblea. Questa situazione tuttavia, essendo stata accompagnata allo stesso tempo anche da una crescita in seno al blocco di centro-destra a guida Venstre (V), vincitore complessivo ben 77 seggi, ha rapidamente portato, contrariamente alle speranze iniziali, alla formazione di un parlamento in bilico (complice la forte frammentazione fisiologica della politica danese) ed alla ricaduta dell’onere di ago della bilancia nuovamente sulla formazione Moderati (M) che, ripresasi nell’ultima fase della campagna elettorale, è riuscita a consolidare un solido quarto posto grazie all’ottenimento di ben 14 seggi.
Gli eventi più rilevanti della tornata elettorale, tuttavia, si sono resi evincibili solo a seguito dell’esame del dato politico all’interno dei singoli blocchi, in quanto in ciascuno di essi si è esplicitamente manifestato un riorientamento centrifugo dalle formazioni tradizionali che, difatti, sono contestualmente emerse alquanto ridimensionate: nello specifico, nell’ambito del blocco di centro-sinistra, i Socialdemocratici (A-SD) hanno visto il proprio peso politico ridursi drasticamente a 38 seggi, pur essendo giunti primi, a causa di una forte emorragia di consensi interna (inedita sin dal 1903) da cui hanno beneficiato, rispettivamente, il Partito Popolare Socialista (F-SF), asceso sorprendentemente a seconda forza politica nazionale con ben 20 seggi, Lista dell'Unità - I Rosso-Verdi (Ø-EL), giunta a 11 seggi e Sinistra Radicale (B-RV), giunta a 10 seggi, così come varie formazioni minori; contemporaneamente, nell’ambito del blocco di centro-destra, Venstre (V) è giunta a mala pena terza con 18 seggi, anche qui complice una forte emorragia di consensi interna di cui hanno beneficiato Alleanza Liberale (I-LA), giunta quarta con ben 16 seggi, il Partito Popolare Danese (O-DF), assurto alla quinta posizione con altrettanti scranni, il Partito Popolare Conservatore (C-KF), vincitore di ben 13 seggi ed altre formazioni minori. Fatti altresì rilevanti della tornata, infine, sono stati l’ingresso del nuovo Partito dei Cittadini (H-BP) che, complice una crisi contestuale anche in seno ai Democratici Danesi (Æ-DD) ed a Nuova Destra (D-NB), ha così potuto ottenere ben 4 seggi e, in quota groenlandese, del partito politico indipendentista radicale Naleraq (N) al posto del più moderato Siumut (S).
Sistema elettorale Per le elezioni parlamentari, che vedono l’elezione di rappresentanti al Folketing da parte di tutte le nazioni costitutive del Regno di Danimarca (175 dalla Danimarca e 2 ciascuno dalle Fær Øer e dalla Groenlandia), la legge elettorale danese prevede l’applicazione di un sistema proporzionale in 10 collegi plurinominali, dal peso politico variabile in base alla popolazione, con successiva traduzione delle preferenze tramite il metodo D'Hondt.
Poiché però questo sistema prevede l’assegnazione di solo 139 seggi su 179 (ossia i c.d “seggi fissi”, in quanto semplicemente attribuiti sulla base dei risultati elettorali in ogni circoscrizione elettorale), la legge elettorale prevede, a completamento, ulteriori 40 seggi, detti “seggi di livellamento”, assegnati ai partiti al fine di compensare qualsiasi squilibrio nella distribuzione dei seggi fissi. La soglia di sbarramento per ottenere un livellamento dei seggi è pari al 2%.
Sondaggi politici
Risultati Danimarca
Fær Øer
Groenlandia
Note Esplicative
Bibliografiche
Collegamenti esterni
2026 Danimarca