Aḫlamū è il termine con cui viene identificato un gruppo di semiti occidentali – abitanti l'area a est dell'Eufrate, tra la foce del Khabur e Palmira – caratterizzati da un stile di vita semi-nomade.

Gli Aḫlamū agivano come predoni o potevano essere ingaggiati come mercenari, come fecero gli Ittiti e Mitanni.

Etimologia Il termine appartiene sicuramente a una lingua semitica, anche se l'etimologia e il significato rimangono incerti. Infatti, persiste il dibattito sul fatto che il termine sia effettivamente un etnonimo o se, piuttosto, non designi un gruppo sociale, dato che in alcuni contesti vengono ascritti a questo gruppo entità tribali identificate altrove come aramee o amorree.

Riguardo l'aspetto linguistico, un'ipotesi interpretativa fu avanzata da Wayne T. Pitard, che propose di tradurre il termine come "compagno", paragonandolo alla radice araba ح ل ف. Tuttavia, la correlazione non è stata accettata dalla comunità dei linguisti. Un'altra ipotesi è stata avanzata da Edward Lipiński, che ha proposto una parentela con le radici arabe غ ل م e ح ل م, che semanticamente si riferiscono a un ragazzo o un giovane uomo e che presentano un plurale fratto che ricorda molto il termine antico.

Storia Gli Aḫlamū, Aramei o Amorrei che fossero, agivano insieme ai Sutei, compiendo diverse incursioni nel Golfo Persico, potenzialmente danneggiando il commercio con Dilmun.

Gli Aḫlamū sono menzionati per la prima volta un alcuni fonti sumere del XIX secolo a.C., risalenti al regno di Rîm-Anum di Uruk, nei testi di Mari e, infine, in una delle lettere di Amarna, risalente al regno di Akhenaton, si afferma che gli Aḫlamū erano avanzati fino all'Eufrate.

In una lettera inviata al re ittita Ḫattušili III, il re cassita Kadashman-Enlil II si lamentò di come gli Aḫlamū avessero interrotto l'interruzione dell'invio di messaggeri tra le due corti.

In una delle iscrizioni del re assiro Adad-nirari II si afferma che suo padre, Ashur-dan II, sconfisse diversi popoli delle montagne, compresi gli Aḫlamū, mentre nell'iscrizione di Shalmaneser I viene celebrata la vittoria del re assiro sul re di Mitanni Shattuara II, di cui gli Aḫlamū erano alleati. Successivamente il re Ashur-resh-ishi I e il suo successore Tiglat-Pileser I celebrarono le proprie vittorie sugli Aḫlamū e sui Gutei. Quando Arik-den-ili fece la sua spedizione nel Levante, il sovrano assiro riuscì a soggiogare i Sutei, gli Aḫlamū e gli Yauru, abitanti la regione di Katmuḫi, nel medio Eufrate. Tiglatpileser III menzionò nelle sue iscrizioni reali gli Aḫlamū (LÚ. aḫ-la-am-ak-ka-<di>) della terra di Ulluba. Riguardo alla sua guerra con Marduk-apla-iddina II, un'iscrizione di Sargon II riporta che il sovrano assiro fece costruire un canale per annegare l'avanguardia nemica, nella quale figuravano anche gli Aḫlamū. Infine, Sennacherib si vantò di aver eradicato la minaccia rappresentata dagli Aḫlamū e dai Sutei.

Note

Voci correlate Habiru Shasu Sutei

Categoria:Culture semitiche occidentali Categoria:II millennio a.C. Categoria:Pagine con traduzioni non revisionate