Gli ordini di Adolf Hitler, o direttive del Führer (), furono istruzioni e piani strategici emanati da Adolf Hitler durante la seconda guerra mondiale. Tali provvedimenti coprivano una vasta gamma di ambiti, dalle disposizioni dettagliate sulle operazioni delle forze armate alla governance dei territori occupati. Oltre a riflettere la personalità e gli interessi strategici del dittatore, essi incarnavano la filosofia ideologica del regime nazista: questi ordini erano assolutamente vincolanti e dovevano essere seguiti alla lettera, avevano precedenza su qualsiasi altra legge dello Stato, compreso l'ordinamento costituzionale; queste disposizioni non devono essere confuse con i singoli decreti che Hitler emanò, sia scritti che orali, nel corso del conflitto.

Molti degli atti costituiscono prove dirette dei crimini di guerra, come il noto Ordine Commando. Altre disposizioni simili documentano invece la pianificazione dei crimini contro l'umanità, tra cui l'autorizzazione che diede inizio al programma di eutanasia forzata (Aktion T4) nel 1939 e il decreto Nacht und Nebel, volto all'eliminazione della resistenza civile nei paesi occupati.

Contesto storico Il fallimento del tentativo di colpo di Stato del 1923 indusse i vertici del Partito Nazista a comprendere che la forza bruta non rappresentasse il metodo più efficace per consolidare il potere. Tale evento dimostrò la necessità di una partecipazione di massa e di una solida base giuridica per inquadrare il principio della Volksgemeinschaft entro un preciso dovere civico e legale. Hitler mise in pratica questa strategia non appena nominato Cancelliere.

In seguito all'incendio del Reichstag del febbraio 1933, ottenne dal presidente Paul von Hindenburg la firma del decreto omonimo che sospese le libertà civili e permise l'eliminazione degli oppositori politici. A marzo, il Parlamento approvò la Legge dei pieni poteri, conferendo alla figura del Cancelliere la facoltà di emanare leggi senza l'approvazione legislativa. Alla morte di Hindenburg nel 1934, Hitler unificò le cariche di capo dello Stato e di governo nel titolo di Führer und Reichskanzler.

Grazie a questo potere illimitato, Hitler si assicurò il controllo operativo delle forze armate, specialmente durante il conflitto. Tale autorità veniva esercitata attraverso disposizioni e ordini che gli garantivano il comando diretto sulle operazioni militari. Gran parte della storiografia attribuisce alle interferenze strategiche di Hitler e al suo processo decisionale, col tempo sempre più erratico, la responsabilità di gravi sconfitte belliche; parallelamente, viene evidenziata l'incapacità dell'alto comando della Wehrmacht di contrastare tali ordini per timore di apparire sleale verso il Führer.

Ordine del 21 ottobre 1938 Poche settimane dopo la firma dell'Accordo di Monaco, il 21 ottobre 1938, Hitler emanò una nuova disposizione per la Wehrmacht con lo scopo di definire la strategia militare del Reich in vista di tre possibili scenari:

Messa in sicurezza dei confini: protezione delle frontiere della Germania e difesa preventiva contro eventuali attacchi aerei a sorpresa; Liquidazione della Cecoslovacchia: distruzione di quanto restava della Seconda Repubblica cecoslovacca nel caso in cui avesse intrapreso una linea politica ostile agli interessi tedeschi. Occupazione del territorio di Memel: annessione della regione di Memel, all'epoca parte della Lituania ma con una forte minoranza tedesca.

Aktion T4

Nell'ottobre 1939, Hitler firmò una lettera (retrodatata al 1º settembre dello stesso anno) che fornì la base pseudo-giuridica per lo sterminio di bambini e adulti con disabilità fisica o mentale, nell'ambito della cosiddetta Aktion T4. Sebbene non fosse un decreto formale, tale documento conferì ai medici incaricati l'autorità di concedere una "morte misericordiosa" ai pazienti considerati incurabili.

Questo programma è storicamente considerato il precursore della Shoah, in quanto introdusse l'uso del gas come metodo di uccisione di massa. Il personale delle SS che aveva acquisito esperienza tecnica nella gestione delle camere a gas durante l'Aktion T4 fu successivamente trasferito ad Auschwitz e negli altri campi di sterminio, applicando su scala industriale le medesime procedure di eliminazione.

Ordine Fall Weiß Il 3 aprile 1939 venne predisposta la direttiva per il Fall Weiß ("Caso Bianco"), il piano strategico per l'invasione della Polonia. Il documento fu ufficialmente emanato da Hitler l'11 aprile successivo.

La prima sezione della direttiva, redatta personalmente dal Führer, delineava gli obiettivi politici e militari dell'operazione:

La Wehrmacht ricevette l'ordine di completare i preparativi per essere pronta all'attuazione del Fall Weiss in qualsiasi momento a partire dal 1º settembre 1939.

Ordine del commissario

Il famigerato Ordine del commissario (), datato 6 giugno 1941, fu emanato dall'Oberkommando der Wehrmacht (OKW) in stretta correlazione con il decreto Barbarossa. Il documento, ufficialmente intitolato "Istruzioni sul trattamento dei commissari politici", stabiliva il rifiuto delle convenzioni internazionali per i quadri del Partito Comunista Sovietico inseriti nell'Armata Rossa:

L'ordine impose ai reparti combattenti della Wehrmacht di identificare ed eliminare sistematicamente i funzionari politici sovietici, segnando una radicalizzazione criminale della condotta bellica tedesca sul fronte orientale.

Nacht und Nebel

Nacht und Nebel ("Notte e nebbia") fu una direttiva (NN-Erlass) emanata da Hitler il 7 dicembre 1941, finalizzata all'arresto e alla detenzione segreta di attivisti politici, esponenti della resistenza e di chiunque altro fosse sospettato di «mettere in pericolo la sicurezza tedesca» () nei territori occupati. Nel febbraio 1942, il comandante dell'Alto comando della Wehrmacht, il feldmaresciallo Wilhelm Keitel, estese l'applicazione del decreto a tutte le persone rimaste in stato di fermo per più di otto giorni nei paesi occupati.

Il nome della direttiva derivava da una formula magica legata al Tarnhelm, l'elmo dell'invisibilità presente nell'opera L'oro del Reno di Richard Wagner: nell'opera, l'incantesimo permetteva a chi indossava l'elmo di svanire e riapparire altrove. Coerentemente con tale simbologia, il decreto mirava a terrorizzare le popolazioni locali attraverso la tecnica della "sparizione forzata", negando a parenti e amici ogni informazione sulla sorte o sul luogo di detenzione dei deportati, le autorità naziste privavano i prigionieri di ogni tutela legale. Gli arrestati venivano trasportati segretamente in Germania e internati nei campi di concentramento, scomparendo di fatto senza lasciare traccia.

Ordine del Führer n° 46 L'ordine del Führer n° 46, "Istruzioni per l'intensificazione dell'azione contro il banditismo nell'Est" (), fu emanato il 18 agosto 1942 segnando la radicalizzazione della guerra contro i partigiani. Il provvedimento imponeva alle forze di sicurezza di agire con «estrema brutalità» per ottenere il «completo annientamento delle bande», garantendo al contempo l'impunità legale per qualsiasi atto commesso dai militari durante le operazioni.

La direttiva designava ufficialmente le SS come l'ente responsabile della sicurezza nelle zone sotto amministrazione civile. Nei territori sotto giurisdizione militare la responsabilità rimaneva in capo all'Alto Comando dell'Esercito (OKH). Il documento equiparava l'intera popolazione dei territori controllati dai partigiani ai combattenti nemici: ciò significava che l'obiettivo non era più la pacificazione dell'area, bensì la distruzione sistematica e lo spopolamento dei distretti "minacciati", trasformandoli in vere e proprie «zone morte» ().

Ordine Commando

L'Ordine Commando () fu emanato da Hitler il 18 ottobre 1942. Tale provvedimento stabiliva che tutti i membri dei reparti commando alleati catturati dalle forze tedesche in Europa e in Africa dovessero essere messi a morte immediatamente e senza processo, anche qualora indossassero uniformi regolari o manifestassero l'intenzione di arrendersi.

L'ordine specificava che ogni piccolo gruppo di forze speciali, agenti o sabotatori, anche se privi di divisa, caduti in mano tedesca attraverso canali diversi dal combattimento diretto (ad esempio se arrestati dalla polizia nei territori occupati), dovesse essere consegnato immediatamente al Sicherheitsdienst (SD). La direttiva, diffusa in forma segreta, chiariva espressamente che l'inosservanza di tali disposizioni da parte di comandanti o ufficiali sarebbe stata considerata un atto di negligenza punibile secondo il codice penale militare tedesco.

Questo atto costituì una violazione diretta delle leggi e consuetudini di guerra allora vigenti, in particolare della Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra.

Decreto Nerone

Il Decreto Nerone () fu un ordine di "terra bruciata" emanato da Hitler il 19 marzo 1945. Il provvedimento imponeva la distruzione sistematica delle infrastrutture civili e industriali tedesche per impedire che cadessero in mano alle forze alleate durante la loro avanzata nel cuore del Reich. Il titolo ufficiale del documento era "Decreto sulle demolizioni nel territorio del Reich" (); il nome con cui è passato alla storia si riferisce all'imperatore romano Nerone, al quale la tradizione storiografica attribuì la responsabilità del grande incendio di Roma. Hitler giustificò l'ordine sostenendo che, in caso di sconfitta militare, il popolo tedesco avrebbe perso il proprio diritto all'esistenza e non avrebbe più avuto bisogno di infrastrutture per la propria sopravvivenza.

L'attuazione del decreto fu tuttavia ampiamente ostacolata e sabotata da Albert Speer, Ministro degli armamenti e della produzione bellica. Speer, consapevole dell'inevitabilità della sconfitta, scelse di disobbedire agli ordini del Führer per preservare le strutture strategiche essenziali (centrali elettriche, acquedotti, reti ferroviarie) necessarie alla popolazione civile nel dopoguerra.

Note

Bibliografia

Voci correlate Conferenza di Wannsee Soluzione finale della questione ebraica

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Categoria:Nazismo Categoria:Teatro europeo della seconda guerra mondiale