Il Martirio dei santi Giovanni e Paolo è un dipinto a olio su tela di 310×204 cm, realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino. La commissione dell'opera fu formalizzata con rogito notarile del 30 giugno 1627. Il dipinto è conservato presso il Musée des Augustins di Tolosa. Il titolo dell'opera è quello attribuito da Denis Mahon, mentre altri autori usano titoli leggermente diversi. Il museo registra l'opera come Martyre de saint Jean et saint Paul; Artioli e Monducci la intitolano Madonna della Neve con il martirio dei santi Giovanni e Paolo; Stone e Salerno usano il titolo la Madonna con il Bambino e il Martirio dei santi Giovanni e Paolo.
Storia Guercino aveva già lavorato per la cattedrale di Reggio Emilia dove aveva realizzato la pala d’altare della cappella Fiordibelli-Giroldi, dell'Assunta con i santi Pietro e Girolamo, consegnata nella primavera del 1626 e tuttora conservata in loco.»
Nel Libro dei conti del Guercino, registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649 (anno della sua morte) e proseguito dai familiari fino al 1666, alla data 7 giugno 1632 si legge: «Dal Sig.r Messori di Reggio per intiero et hultimo pagam.to delli duoi Quadri fatti per la Chiesa Cathedrale di Reggio, ciove una Visitazione della Madonna, et nell’altro il Martirio di San Giovanni e Paoli, ducat.ni di Firenze n.° 300, che fano Schudi 400. Dal Medesimo Sig.r Messori si è rieceuto per le spese di oltemarini et delle tele Schudi 53.».
Nella Felsina pittrice Carlo Cesare Malvasia sotto l'anno 1632 annota: «Fece per li Canonici di Reggio una tavola, cioè la Visitazione di S. Elisabetta, & il Martirio di San Gio. e Paolo, che sono nel Duomo di detta città.» Tutti e tre i dipinti sono citati da Charles-Nicolas Cochin, nel Voyage d'Italie.
Un altro manoscritto della Biblioteca Capitolare (Fondo Saccani, I.60, p. 87) registra i quadri trasportati da Reggio a Modena negli anni 1783 e 1784. Le due tele compaiono infatti nella Descrizione de’ Quadri del ducale appartamento di Modena, stampata nel 1784, e risultano ancora presenti nella terza edizione con aggiunte del 1787. I numeri d’inventario e i riferimenti di pagina qui riportati sono quelli di quest’ultima edizione: il Martirio dei santi Giovanni e Paolo vi figura nella Prima Camera, al n. 18, p. 20, mentre la Visitazione compare nella Terza Camera, al n. 7, p. 23.
Furono requisiti dalle truppe napoleoniche nel 1796 ed esposti al Louvre.. Poco tempo dopo i due quadri furono divisi: la Visitazione andò al Musée des beaux-arts de Rouen nel 1803, e il Martirio dei santi Giovanni e Paolo a Tolosa al Musée des Augustins nel 1812.
Descrizione Il dipinto è impostato su due registri sovrapposti. Nella metà inferiore si svolge il martirio dei santi Giovanni e Paolo: in primo piano è raffigurato il carnefice, visto di spalle, con la spada ancora in mano. Alla sua sinistra uno dei martiri, avvolto in un ampio drappo scuro, è inginocchiato e attende l’esecuzione; sulla destra l’altro santo giace già decapitato, con il corpo disteso su un gradino e la testa recisa deposta in primo piano. La scena terrena è ambientata accanto a una massa architettonica scura, costruita per gradoni, che chiude il lato sinistro della composizione; sullo sfondo l’orizzonte è basso e digrada verso una fascia più scura, mentre un lembo di cielo azzurro si apre sul margine sinistro. Nella metà superiore compare la visione celeste: la Madonna col Bambino, seduta su una nube, osserva il supplizio dall'alto. Il fondo del cielo è dominato da tonalità calde e rossastre, che contrastano con l'apertura azzurra laterale.
Stile Il dipinto appartiene alla fase post-romana dell'artista e mostra, accanto alla forza narrativa del soggetto, una tendenza a un impianto più controllato e bilanciato. Denis Mahon ha osservato che il vigoroso Martirio dei santi Giovanni e Paolo conserva ancora alcuni legami con la fase precedente della pittura del Guercino, pur mostrando una «studiata perfezione dell'equilibrio» nella costruzione della composizione.
La costruzione per registri e la distribuzione dei pesi tra il gruppo terreno e la visione superiore evidenziano una ricerca di equilibrio complessivo; il blocco compatto della scena inferiore, con figure robuste e fortemente modellate, è controbilanciato dall'apparizione della Madonna col Bambino, disposta in modo raccolto e stabile sulla nube.
In letteratura il Martirio è stato accostato a soluzioni di ascendenza carraccesca (con una maggiore vicinanza a Ludovico), mentre la Visitazione del pendant è stata riferita a un orientamento più prossimo a Guido Reni; Stone considera inoltre entrambe le tele tra gli esiti più alti del periodo post-romano.
Esposizioni Mostra del Guercino, Bologna, Palazzo dell'Archiginnasio, 1968, con il n° 66. Alessandro Tiarini. La grande stagione della pittura del '600 a Reggio, Reggio Emilia, Palazzo Magnani et Chiostri di san Domenico, 2002, n° 89. Palettes italiennes - La collection de peinture italienne du musée des Augustins, Toulouse, Musée des Augustins, dal 22 febbraio al 26 maggio 2003.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Martiri cristiani Categoria:Dipinti in Francia Categoria:Dipinti sulla Madonna col Bambino