Biografia Giulio Dionigi Baciocchi., figlio del barone Angelo Benedetto (*1717 †1791) e di Vittoria Tedeschi, nacque ad Alessandria in una famiglia proveniente dalla Corsica. e di ascendenza genovese. Il padre, infeudato di Montale con Celli il 29 aprile 1774,. apparteneva a una linea discendente da Tommaso, trasferitosi dalla Corsica nel 1549. Girolamo, primogenito di Tommaso, diede origine alla linea di Montale, estintasi con Giulio Dionigi e con la figlia Giovanna. Il secondogenito Martino fu invece capostipite del ramo rimasto in Corsica, noto come Baciocchi Adorno. Il Consiglio Supremo corso ne riconobbe la nobiltà antica con decreto del 25 febbraio 1771..
Avviato precocemente alla carriera militare, divenne ufficiale dell’esercito sabaudo. Nel 1793 risulta presente tra gli ufficiali del reggimento provinciale di Asti e nel 1798 entrò a far parte del comitato militare di Alessandria. Successivamente fu designato municipalista dal generale francese Emmanuel de Grouchy e quindi confermato nell’incarico dal generale Bertrand Clauzel.
La municipalità ebbe durata limitata: il 26 maggio 1799 le truppe austro-russe guidate dal generale Aleksandr Vasil'evič Suvorov occuparono Alessandria. Baciocchi, orientato su posizioni filo-francesi, si rifugiò nel Genovesato.
Nel 1800, in seguito alla vittoria napoleonica nella battaglia di Marengo, che assicurò alle forze francesi il controllo di larga parte dell’Italia settentrionale, poté rientrare in città e riprendere l’attività pubblica quale aggiunto all’amministrazione comunale alessandrina. In seguito gli furono affidati ulteriori incarichi, tra cui la nomina al consiglio generale di dipartimento e la presidenza dell’assemblea cantonale intramuros..
I prefetti Brayda e Campana lo proposero alla carica di maireI sindaci-maire, non più scelti dal Consiglio comunale ma nominati dal Prefetto, hanno compiti meramente amministrativi., che egli assunse il 6 maggio 1805, succedendo a Pio Prati, nominato direttamente da Napoleone Bonaparte nel corso della visita imperiale in città. In quella circostanza furono designati maires aggiunti Bartolomeo Lazzari, Simone Barberis e Filippo Bolla; commissario di polizia G. Delle Piane; comandante della Guardia Nazionale Cristoforo Lombardi.. Baciocchi fu quindi riconfermato nell’incarico nel 1808 e nel 1813.
Nonostante il vincolo di parentela con Felice Baciocchi, coniuge di Elisa e cognato di Napoleone, non riuscì a impedire il trasferimento a Casale del vescovado e dei principali organi giudiziari e scolastici. La soppressione del liceo indusse il maire a indirizzare una lettera di protesta all’autorità imperiale. Il ministro Jean-Baptiste Nompère de Champagny rispose giustificando il provvedimento con il progetto di rafforzamento militare di Alessandria, destinata a essere configurata come "Boulevard des Alpes".La lettera di risposta, spedita da Milano il 1º pratile dell’anno XIII [21 maggio 1805], è conservata nell’Archivio storico di Casale Monferrato.
Si distinse inoltre per essere stato colui che istituì la prima biblioteca civica di Alessandria, con il decreto del 9 nevoso anno XIV30 dicembre 1805., avviandone ufficialmente l’attività il successivo 1º gennaio 1806. L’istituzione fu dotata di un regolamento organico che disciplinava orari, modalità d’accesso, comportamento degli utenti e procedure per la consultazione dei volumi. Il testo prevedeva quanto segue:
Nel corso dei primi anni di amministrazione, Baciocchi dovette fronteggiare il fenomeno del brigantaggio mediante operazioni di polizia rivolte in particolare contro la banda di Giuseppe Mayno. L’azione repressiva si concluse con la morte del bandito il 14 aprile 1806. L’operato del maire fu pubblicamente elogiato dal principe Camillo II Borghese, governatore del Piemonte e della Liguria; egli ottenne la concessione della Legion d'onore e, il 23 giugno 1810, il titolo di cavaliere dell'Impero...
Il sindaco alessandrino fu inoltre esponente di rilievo della massoneria, affiliato alla loggia "La Bienfaisance"In italiano: La Beneficenza. Sotto il dominio francese vengono aperte due logge massoniche composte da rispettabili cittadini e da francesi funzionari di governo. che nel 1808 contava circa 200 iscritti.
Uomo di solida formazione culturale, fondò l’Istituto Litteris et bonis artibus fovendis, accademia dedicata alla promozione delle produzioni letterarie. Pubblicò inoltre un Piano d’opera delle Nazionali Finanze e un Memoire presentè a S.M. Imperiale Napoleone I in merito all’opportunità di realizzare un canale dalla Bormida ad Alessandria..
Con il crollo dell’Impero francese e la conseguente Restaurazione sabauda in Piemonte, tentò senza esito di ottenere il riconoscimento del re Vittorio Emanuele I, sino ad allora esiliato in Sardegna. Nel maggio 1814, sbarcato a Genova per dirigersi a Torino, il sovrano «scioglie l’amministrazione comunale di Baciocchi, ripristina l’ordinamento ante-rivoluzione, nomina sindaco di prima classe il marchese Cesare Cuttica di Cassine che apre la serie dei sindaci codiniL’espressione "sindaci codini", nel lessico politico del primo Ottocento piemontese, designa in senso polemico i sindaci nominati durante la Restaurazione sabauda, dopo il 1814. Il termine "codino" era usato in chiave dispregiativa per indicare i sostenitori dell’ordine monarchico tradizionale, legati all’assetto pre-rivoluzionario e contrari alle innovazioni introdotte nel periodo napoleonico. Richiamava simbolicamente la "coda" dell’acconciatura settecentesca, divenuta emblema di conservatorismo politico e sociale. Nel caso alessandrino, l’espressione si riferisce alla serie di sindaci nominati dal re Vittorio Emanuele I dopo lo scioglimento dell’amministrazione di Giulio Baciocchi nel maggio 1814, a partire da Cesare Cuttica di Cassine. Indica dunque una fase amministrativa caratterizzata dal ripristino dell’ordinamento antecedente alla stagione rivoluzionaria e imperiale.»..
Baciocchi si ritirò quindi a vita privata in una casa acquistata a Gavi, luogo di nascita del padre Angelo Benedetto. La morte del barone, avvenuta nel 1818,Il testamento di Giulio Baciocchi si trova presso l’Archivio di Stato di Alessandria. è registrata nelle Memorie di Pietro Civalieri nei seguenti termini: «lascia unica figlia Gioannina, tutori Cavalier Agosti ed Emanuele Balbi di Genova, autorizzandoli a maritarla con chi esso progettava, del cui segreto n’è depositaria la Moglie. La suddetta Damigella sposava nel 1820 il conte Gioanni Figarolo di Groppello»..
Matrimonio e discendenza Nel periodo in cui si ritirò nel Genovesato convolò a nozze con Maria Benedetta Belleni (*? †1844). Dal matrimonio nacque una sola figlia: Giovanna Maria (*1802 †1872), sposa nel 1821 Sebastiano Giovanni Antonio Figarolo (*1794 †1873). Con Giovanni Antonio avranno tre figli: Felicita (*1824 †1902), sposa il 1° luglio 1845 Emilio Luigi Guasco (*1814 †1884) dei marchesi di Bisio e Solero; Giulio (*1827 †1901), sposa il 21 settembre 1858 Maria Anna von Bray-Steinburg (*1839 †?) figlia del nobile e diplomatico bavarese Otto von Bray-Steinburg (*1807 †1899); Luigi Maria (*1833 †1904), sposa il 29 aprile 1856 Teresa dal Pozzo (*1836 †?).
Ascendenza
Armoriale StemmaRamoTitoliBlasonaturaPeriodoBaciocchi di AlessandriaBarone di Montale e CelliD'oro, al pino al naturale, uscente da fiamme di rosso, moventi dalla punta dello scudo..1791 – 1818Barone di Montale e Celli, cavaliere dell'ImperoInterzato in palo: d'azzurro alla colonna ionica d'argento: di rosso al muro d'argento, movente dalla punta, merlato di tre pezzi, d'argento al pino di nero fruttato di oro, uscente dalle fiamme di rosso; colla campagna di rosso carica del segno dei cavalieri legionari.1810 – 1815
Onorificenze
Note Esplicative
Bibliografiche
Bibliografia
Fonti documentarie e cartari medievali
Raccolte erudite, genealogiche e araldiche
Storica, annalistica e trattatistica
Ricerche, studi storici e critici, convegni e pubblicazioni
Risorse digitali
Voci correlate Sindaci di Alessandria Primo Impero francese Battaglia di Marengo Restaurazione Alessandria (Italia) Corsica
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