Importante boiardo della Repubblica di Novgorod, si opponeva all'espansione del Granducato di Mosca e guidò le truppe repubblicane alla battaglia del fiume Šelon' del 1471, dove fu tuttavia sconfitto, catturato e giustiziato.

Biografia Era il figlio maggiore di Isaak Boreckij, posadnik di Novgorod (sorta di sindaco russo medievale), e della moglie Marfa Boreckaja. Alla morte del padre teoricamente fu Dmitrij ad assumere il controllo della famiglia, ma di fatto era la madre Marfa, donna potente e carismatica, a detenere il vero controllo del clan Boreckij, e quindi della politica della stessa Novgorod.

Durante gli anni 1460 sostenne la madre nella sua politica di rafforzamento e indipendentismo della Repubblica di Novgorod, tesa ad emanciparsi dal controllo di Mosca, uscita vincitrice da un confronto armato del 1456. Fu quindi tra i boiardi che nel 1470 sostennero la rottura definitiva con Mosca e l'alleanza con re Casimiro IV di Polonia, e quindi anche la successiva elezione a principe di Michele Olel'kovič. Tuttavia sia Michele che Casimiro abbandonarono presto la causa di Novgorod, e nell'estate del 1471 lo zar Ivan III di Russia invase i territori novgorodiani per sottomettere la città ribelle.

In quanto figlio maggiore della Posadnica Marfa, spettò proprio a Dmitrij guidare l'armata repubblicana per tentare di respingere l'invasione moscovita. In realtà l'esercito di Novgorod era piuttosto malmesso e raccogliticcio: gli esponenti del partito pro-Mosca si erano infatti rifiutati di sostenere lo sforzo bellico repubblicano, istigati dal vescovo filo-moscovita Teofilo di Novgorod, e quindi Dmitrij poteva contare unicamente sulla forza della milizia cittadina, numerosa ma poco addestrata e coesa. Nonostante questo, marciò comunque verso il nemico e occupò la sponda sinistra del fiume Šelon', che Ivan doveva necessariamente attraversare se voleva attaccare Novgorod.

La battaglia del fiume Šelon' ebbe luogo il 14 luglio 1471. I moscoviti tentarono di attraversare il fiume, ma le truppe di Dmitrij per un frangente riuscirono a tener loro testa; solo una successiva carica della temibile cavalleria tatara mandò in crisi lo schieramento novgorodiano, che fu quindi travolto e spazzato via. Molti novgorodiani furono uccisi e molti altri catturati, tra cui anche Dmitrij Boreckij che non riuscì a fuggire a Novgorod. Il comandante prigioniero fu portato in catene a Ruza, dove fu giustiziato mediante decapitazione il successivo 24 luglio per aver osato opporsi al volere dello zar.

Nonostante la vittoria di Ivan e la morte del primogenito, Marfa Boreckaja fu lasciata libera e continuò a complottare contro il potere di Mosca, determinando una nuova insurrezione di Novgorod nel 1477 e la definiva sconfitta e dissoluzione della repubblica nel 1478, col resto della famiglia deportata da Ivan.

Note

Boreckij