La chiamavano Bilbao (Bilbao) è un film del 1978 diretto da Bigas Luna.
Trama Leo è sposato con Maria. La loro relazione sentimentale è in crisi. Per fuggire dalla routine quotidiana, il protagonista frequenta alcuni locali notturni di Barcellona. Una sera, si esibisce Bilbao, una seducente ballerina che diventa, per l'uomo, una vera ossessione. Decide, quindi, di attuare un gesto estremo: rapirla e imprigionarla in un luogo segreto.
Produzione L'attrice Isabel Pisano ebbe qualche problema con la scena in cui il personaggio di Àngel Jové le depila il pube. Pisano era stata avvertita della sequenza e del fatto che Bigas Luna non avrebbe accettato una controfigura, e l'attrice si limitò a chiedere che durante le riprese di quella scena fossero presenti esclusivamente il cameraman e il regista. "Ho dovuto spiegarle", disse poi Bigas, "che buona parte della troupe, soprattutto gli elettricisti, era stata ingaggiata per quattro spicci e che se avevano accettato era solo perché sapevano dell'esistenza di quella scena. Lei capì perfettamente e non fece storie."
Come spiega ampiamente nel suo libro autobiografico "Sombras de Bigas, Luces de Luna", Isabel Pisano raccontò dell'esperienza di lavorare con Bigas Luna che ritenne molto costruttiva quanto estrema. Eppure, nonostante il grande successo di pubblico e critica del film, e in particolare della sua interpretazione, non fu richiamata per alcun ruolo successivo. Pisano raccontò come, a causa del suo ruolo nel film, sia stata etichettata come una persona di basso livello e come, nonostante avesse fatto di tutto per dissociarsi dal film e dal regista per anni sperando di ottenere così un nuovo ruolo nel cinema, da allora non le sia mai stato offerto un ruolo significativo, scomparendo in brevissimo tempo dal mondo del cinema.
Distribuzione Il film venne presentato fuori concorso al Festival di Cannes.
Fu il primo lungometraggio di Bigas Luna a essere stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane (nonostante il suo esordio sia Tatuaggio). Ciò è stato possibile grazie all'intervento di Marco Ferreri, il cui nome compare in tutte le locandine nostrane.
È stato, in seguito, edito in formato home video (VHS). Non sono presenti, tuttavia, edizioni DVD o Blu-Ray in lingua italiana.
Accoglienza Critica Paolo Mereghetti commenta la pellicola come «uno dei più coinvolgenti, cupi e morbosi ritratti di un maniaco».
Morando Morandini giudica il lungometraggio come un'analisi perfetta del «fetido mondo borghese», comparando il ruolo del regista a quello di un entomologo.
Lo studioso Ramon Espelt esamina il film come un «rimando continuo alle fantasie uterine». Ciò è evidente dalla preferenza di luoghi scuri e chiusi, marcati da atmosfere notturne. Citazioni e omaggi Il film di Pedro Almodóvar Légami! prende spunto dalla trama e omaggia più volte il lavoro di Luna.
Note
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