Marmi () è un'opera teatrale di Iosif Aleksandrovič Brodskij, completata nel 1982 e pubblicata per la prima volta nel 1984. Come per il resto della produzione teatrale dell'autore, anche Marmi è stato ideato per la lettura e non per la rappresentazione sulle scene.
Trama
In un futuro distopico in cui l'Impero romano non è mai crollato, il barbaro Publio Marcello e il romano Tullio Varrone sono rinchiusi nella Torre, un grattacielo cilindrico alto mille metri. La torre è una prigione che fa parte del progetto imperiale: dato che la pena di morte è stata abolita, circa il 3% della popolazione è stata incarcerata (anche se innocente) per far modo che il numero di abitanti resti contenuto.
Publio e Tullio dividono la cella 1750, il cui unico accesso è un ascensore e un montavivande. I due sono diversi: Publio è godereccio e materialista, mentre Tullio è un intellettuale colto che si interessa di poesia e indaga sul Tempo. L'ambiente in cui vivono è confortevole: la direzione della prigione concede loro tutto ciò che vogliono (purché diano qualcosa in cambio) e Tullio ha riempito la cella con oltre una dozzina di busti di poeti romani, come Ovidio, Properzio, Catullo e Orazio. Le statue fanno da testimoni alle conversazioni tra i due, che oscillano tra il filosofico e il mondano, ma Tullio finirà per disfarsene prima di fuggire dalla cella.
La fuga di Tullio, però, è di breve durata: da bravo romano, Tullio non si ribella allo scopo e alla funzione della Torre, ma anzi abbraccia l'anacronismo vivente in cui lui e Publio esistono. Infatti, Tullio è scappato di prigione solo per vincere una scommessa fatta con Publio, che gli deve quindi dare in premio i suoi sonniferi. Grazie ad essi, Tullio intraprende un nuovo esperimento, quello di trascorrere la gran parte del giorno dormendo, nel tentativo di diventare un tutt'uno con il Tempo.
Edizioni
Note
Collegamenti esterni
Categoria:Opere teatrali di autori russi