Fu uno degli ultimi membri della scuola franco-fiamminga polifonica, spiccando nella composizione di madrigali con uno stile proprio, caratterizzato da elementi italiani ed idiomi musicali popolareschi del suo paese.

Biografia Cornelis Verdonck nacque a Turnhout nel 1563, vivendo fin dalla più tenera in casa del senatore e tesoriere di Anversa Cornelis Pruenen. Fino all'età di nove anni, il piccolo prestò servizio come chierichetto e cantore presso il coro della cattedrale, quando nel 1572 si recò in Spagna per entrare a far parte della cappella musicale di Filippo II e restarvi sino al 1580 circa, anno nel quale subì il cambio della voce e dovette rientrare nei Paesi Bassi. A questo punto della sua vita, il giovane incominciò a studiare sotto la guida di Séverin Cornet e probabilmente anche di Hubert Waelrant, pubblicando i suoi lavori iniziali insieme al primo.

Nel 1584 Verdonck tornò in Spagna, cantando ancora una volta nel coro di Filippo II e rimanendo a Madrid fino al 1598/1599, anno nel quale, oltre ad il suo ritorno ad Anversa, partecipò ivi all'elaborata processione d'ingresso degli arciduchi Alberto d'Austria e Isabella Clara Eugenia d'Asburgo appena sposati, componendo per l'occasione un mottetto Prome, novas. Questo fu eseguito da ensemble di sei voci bianche a dorso di un elefante, che cavalcava insieme alla coppia. Anche se le versioni dell'epoca differiscono se si trattasse di un animale reale o artificiale, quest'opera rimane l'unica musica del suddetto genere composta per un'occasione di questo tipo.

Molto probabilmente Cornelis rimase nei Paesi Bassi fino alla sua morte, avvenuta il 5 luglio 1625. Negli ultimi anni della sua vita mantenne una prebenda a Eindhoven fino al 1622 e, fatta eccezione per il periodo spagnolo, sembra che sia stato al servizio di ricchi borghesi per tutta la vita. Uno dei suoi datori di lavoro fu tra l'altro Johannes Carolus de Cordes, nipote del suo mecenate originario, come testimonia la dedica di un libro musicale pubblicato autonomamente nel 1603.

Musica e influenza Cornelis Verdonck è stato un tardo esponente dello stilema madrigalistico italiano nel nord Europa, nonostante non abbia mai visitato il bel Paese. Musicalmente era un conservatore, rifiutando le innovazioni del primo barocco come il basso continuo e la monodia e preferendo continuare la tradizione polifonica vocale del tardo XVI secolo. In una prefazione di una collezioni di canti del 1599 il compositore espresse risentimento riguardo al declino musicale che stava colpendo il suo paese, un tempo stato il punto di riferimento dell'arte dei suoni del vecchio continente, con le seguenti parole:

La maggior parte della produzione sopravvissuta di Verdonck è costituita da musica profana, composta sia da chansons francesi che madrigali italiani. Alcune delle prime sono per gruppi di voci insolitamente numerosi, come nel Poésies françaises de divers autheurs mises en musique par C. Verdonck, risalente al 1599 e previsto per 10 voci indipendenti, e la loro tessitura è prevalentemente contrappuntistica, con sincopi a volte vivaci. Uno dei suoi madrigali, Donna bella e gentile, apparve nella raccolta Musica transalpina del 1588 edita da Nicholas Yonge, inaugurando la moda del genere in Inghilterra.

Cornelis scrisse anche musica sacra, tra i quali diversi mottetti: da questi spicca il Magnificat, ideato per quattro, cinque o sei voci. È sopravvissuta solo la seconda versione del 1585, grazie all'incisione originale in rame.

Note

Voci correlate

Compositori rinascimentali Jan Pieterszoon Sweelinck Hubert Waelrant

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