Lestrema destra italiana è l'insieme di partiti, movimenti e correnti ideologiche che sin dagli inizi del Novecento fino ad oggi si sono collocati alla destra dello spettro politico in Italia, rifiutando il sistema liberale e democratico, caratterizzandosi per il loro richiamo storico al nazionalismo e all'autoritarismo. Le radici si intrecciano al nazionalismo radicale di inizio '900; un esempio chiaro è dato dalla Associazione Nazionalista Italiana, partito politico nazionalista che ha influenzato anche il fascismo italiano.
Poiché nel 1896 le ambizioni coloniali italiane furono letteralmente ridimensionate dopo la sconfitta della Battaglia di Adua e dopo la perdita dell'Abissinia, le idee nazionaliste iniziarono a diffondersi sempre di più; in particolare i nazionalisti si ispirarono al modello francese, a quello inglese e a quello giapponese.
Durante la prima guerra mondiale e soprattutto nel dopoguerra, si diffuse un grande nazionalismo, che confluì nella nascita del fascismo, movimento autoritario, ultranazionalista e antisocialista guidato da Benito Mussolini.
Il regime fascista di Benito Mussolini durò dal 1922 sino al 1945, portando l'Italia alla partecipazione alla seconda guerra mondiale. Nel 45' il fascismo si concluse e Mussolini venne ucciso. Nel secondo dopoguerra, l'area dell'estrema destra italiana si riorganizzò nel Movimento Sociale Italiano, partito di estrema destra italiana, di matrice neofascista e parlamentare.
A partire dagli anni '60, nacquero altri movimenti di estrema destra italiana come Avanguardia Nazionale, oppure Ordine Nuovo, sino ad oggi con CasaPound.
Le origini dell'estrema destra italiana Le origini dell'estrema destra italiana risalgono alla fine dell'Ottocento. La guerra di Abissinia combattuta tra il Regno d'Italia e l'Impero d'Etiopia si concluse con la sconfitta delle truppe italiane contro l'esercito abissino. Questa disfatta non rappresentò solo una sconfitta coloniale, ma generò un profondo senso di umiliazione nazionale, che alimentò i primi sentimenti di nazionalismo rivoluzionario e di antiliberalismo.
In particolare, in questo periodo storico, figure come Enrico Corradini, iniziarono a teorizzare il modello di un'Italia interventista. Nel 1910 Corradini fondò Associazione Nazionalista Italiana, uno dei primi movimenti di estrema destra in Italia, basato sul nazionalismo italiano, sull'interventismo, sull'irredentismo, sul conservatorismo nazionale e sul monarchismo.
Nel 1914, con lo scoppio della Grande guerra, l'Associazione Nazionalista Italiana prese una posizione netta, sostenendo un intervento in guerra al fianco degli Alleati. Corradini in particolare sosteneva un intervento dell'Italia, affermando che se l'Italia avesse conquistato nuovi territori, si sarebbe anche arricchita. L'estrema destra italiana sostenne anche l'occupazione di Fiume, capeggiata da Gabriele d'Annunzio.
Poco dopo, quasi tutte i militanti dell'Associazione Nazionalista Italiana e di estrema destra aderirono al fascismo.
Il fascismo
Nel 23 marzo 1919 a piazza San Sepolcro Benito Mussolini fondò il fascismo, movimento di estrema destra, un movimento rivoluzionario che aveva lo scopo di capovolgere il sistema liberale presente in Italia. Questo movimento, dopo il fallimento elettorale alle elezioni del 1919, decise di creare le squadre d'azione, ossia delle organizzazioni paramilitari, le quali si occupavano di applicare la violenza contro sindacalisti, socialisti e comunisti. Nel 1921, questo movimento si trasformò in un partito, ossia il Partito Nazionale Fascista; il programma divenne monarchico, autoritario e opposto al liberalismo.
Il 28 ottobre del 1922 venne organizzata la marcia su Roma, una manifestazione con la quale il fascismo riuscì a prendere il potere in Italia. Il re Vittorio Emanuele III, rifiutandosi di firmare lo stato d'assedio proposto dal governo Facta, decise di affidare l'incarico di formare il governo a Mussolini. Nel febbraio del 1923 ci fu la fusione tra l'Associazione Nazionalista Italiana e il Partito Nazionale Fascista.
Dopo le elezioni del 1924, il deputato socialista Giacomo Matteotti denunciò l'illegalità del voto e, pochi giorni dopo, venne barbaramente ucciso. La crisi che ne seguì portò Mussolini a una rottura definitiva con il sistema parlamentare e, il 3 gennaio del 1925, decise di instaurare una dittatura all'interno della nazione.
Tra il 1925 e il 1926 vennero emanate le leggi fascistissime, con le quali tutti i partiti furono sciolti, tranne il Partito Nazionale Fascista. Inoltre, con le leggi fascistissime, Il potere esecutivo fu reso indipendente dal Parlamento e responsabile solo verso il Re. Nel 1925 venne lanciata dal regime la Battaglia del grano, per perseguire l'autosufficienza produttiva di frumento in Italia.
Nel 1929 vennero firmati i Patti Lateranensi, con i quali venne introdotto l'insegnamento della religione Cattolica nelle scuole e con i quali il cattolicesimo venne trasformato in religione di Stato.
Agli inizi degli anni 30', il regime fascista puntò su un'economia di autarchia, in cui lo stato interveniva in modo da opporsi sia a una economia socialista, sia a una economia capitalista. Nel 1932, venne pubblicata sull'Enciclopedia la Dottrina del Fascismo, che definì lo Stato un'entità etica e assoluta, superiore all'Individuo.
Nel 1935, il regime di estrema destra dichiarò guerra all'Impero d'Etiopia; la propaganda fascista motivò l'attacco affermando che l'Italia stesse andando in Etiopia per "portare la civiltà" e abolire la schiavitù, allora ancora praticata nell'Impero di Hailé Selassié, ma questa guerra fu terribilmente violenta. Vennero utilizzati gas chimici e durante il conflitto vennero uccise 250.000 persone. Dopo la fine della guerra e la conquista dell'Abissinia, Mussolini proclamò l'Impero Italiano, il cui imperatore era Vittorio Emanuele III. Dopo l'isolamento internazionale seguito alla guerra d'Etiopia, l'Italia si avvicinò progressivamente alla Germania di Hitler. Nel 1937 l'Italia aderì al Patto Anticomintern e uscì dalla Società delle Nazioni. Il culmine diplomatico fu il Patto d'Acciaio.
Nel 1938 venne firmato il Manifesto della razza. Il documento sosteneva l'esistenza di una "razza italiana" pura, di origine ariana e prevedeva l'esclusione degli ebrei. Fu il tentativo dell'estrema destra di dare una base scientifica all'antisemitismo, fino ad allora non centrale nel fascismo rispetto al nazismo. Queste leggi proibivano agli ebrei di sposarsi, di lavorare e di avere una vita civile.
Mentre la Germania Nazista aveva già invaso l'Austria e la Cecoslovacchia, l'Italia invase l'Albania tra il 7 e il 12 aprile del 1939, principalmente a scopo di propaganda.
Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, Mussolini inizialmente non voleva intervenire, ma nel 1940 venne spinto da Hitler a partecipare alla guerra e così, dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini annunciò la Dichiarazione di guerra alla Francia e alla Gran Bretagna, portando l'Italia ufficialmente in guerra. Ci furono una serie di battaglie in Francia, nel Nord Africa, in Grecia, in Jugoslavia e la maggior parte dei conflitti si conclusero con sconfitte agghiaccianti.
Gli alleati sbarcarono in Sicilia e l'Italia era quasi sconfitta nella guerra. Durante il 25 luglio del 1943 il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò Mussolini e il Re lo fece arrestare. Il marchese Badoglio divenne Presidente del Consiglio e fece schierare l'Italia dalla parte degli alleati; per questo motivo i tedeschi invasero l'Italia e liberarono Mussolini, il quale poco dopo creò la Repubblica Sociale Italiana.
L'Italia entrò in una guerra civile e dopo due anni di battaglia, Mussolini venne trovato e sparato. Il 28 aprile del 1945, si poteva dire che il ruolo dell'Italia nella guerra era finito. Venne creata una nuova Costituzione, la quale proibiva la ricreazione di un partito fascista.
Il Movimento Sociale Italiano
L'estrema destra non morì con il fascismo, ma rinacque con il Movimento Sociale Italiano,(MSI) un partito di estrema destra fondato nel 1946 da leader come Giorgio Almirante , Cesco Giulio Baghino, Giorgio Bacchi e molti altri, di cui la maggior parte veterani della Repubblica Sociale Italiana. Durante gli anni 50', il partito si avvicinò a posizioni atlantiste e monarchiche. Almirante capì che per sopravvivere nell'Italia repubblicana, l'estrema destra doveva accettare le regole del gioco parlamentare. Questo processo viene spesso definito come la creazione di un ghetto escludente ma integrato: il MSI era fuori dall'arco costituzionale, ma sedeva in Parlamento; per questo ebbe un grande merito, ossia quello di inglobare tutti i fascisti antidemocratici in una democrazia.
Con il passare degli anni, questo movimento si allontanò sempre di più dal fascismo estremo.
Il neofascismo Il neofascismo è l'insieme di movimenti politici e sociali di estrema destra italiana con l'obiettivo di ricostruire un partito fascista in Italia.
Nonostante il Movimento Sociale Italiano fosse un partito estremo, apparteneva comunque a un'area più moderata rispetto a quella neofascista. Nacquero infatti vari movimenti rivoluzionari e terroristici, con lo scopo di ricostruire un vero partito fascista in Italia.
Una parte radicale dell'MSI si spostò in un nuovo partito, il cui nome era Ordine Nuovo. Questo partito si basava fondamentalmente sul rifiuto assoluto del sistema democratico e liberale e sulla rinascita di una società gerarchica e spirituale.
Il vessillo utilizzato da questo movimento è un riferimento chiaro alla Germania nazista: lo sfondo rosso, il cerchio bianco e il simbolo nero sono forti segnali di rottura con il Movimento Sociale Italiano e di rinascita del fascismo.
Sostituendo la svastica con la scure bipenne, il gruppo cercava di darsi una veste più "intellettuale" e legata al pensiero di Julius Evola. La bipenne rimanda a concetti di sovranità spirituale e giustizia arcaica ma, inserita in quella cornice grafica, il messaggio politico rimaneva inequivocabile.
Nel frattempo nacque anche Avanguardia Nazionale come principale alleato di Ordine Nuovo; il vessillo era molto simile e, diverse persone si iscrissero a entrambi i movimenti, sperando di cambiare l'Italia liberale e democratica.
Altri movimenti di estrema destra continuarono a nascere nel corso del tempo, come Terza Posizione, partito nazionalista e profondamente neofascista. Spesso questi gruppi politici si assemblarono in vere e proprie associazioni terroristiche.
Terrorismo Nero Il terrorismo nero è l'insieme di attività eversive condotte da formazioni di estrema destra in Italia durante i cosiddetti anni di piombo. In particolare il movimento terroristico di estrema destra più violento fu Nuclei Armati Rivoluzionari. Probabilmente uno degli argomenti più bui della storia della Repubblica Italiana fu caratterizzato proprio dalla presenza di questo movimento, il quale fu coinvolto in diversi attentati terroristici; il primo fu a Piazza Fontana nel 1969, nella Banca nazionale dell'agricoltura. L'obiettivo era colpire il cuore economico e civile dell'economia italiana. Ci furono diverse indagini, le quali si conclusero nel 2005, anno nel quale la Cassazione stabilì che l'attentato riguardava anche le cellule di Ordine Nuovo.
Nel 1974 ci fu un nuovo attentato, questa volta a Piazza della Loggia, la bomba era stata piazzata in un cestino dei rifiuti. L'attentato colpì una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato antifascista. Fu un attacco diretto alla mobilitazione democratica dei lavoratori. La verità è arrivata solo nel 2017, quando Carlo Maria Maggi venne arrestato.