Skateholm è un sito archeologico che si trova vicino l'omonimo villaggio, nel comune di Trelleborg in Scania, nella Svezia meridionale. Descrizione Il sito di Skateholm conserva le tracce di una comunità di cacciatori-raccoglitori vissuta circa settemila anni fa, e rappresenta uno dei contesti più significativi per la conoscenza delle società del neolitico nell’Europa settentrionale.
Gli scavi archeologici, condotti tra il 1980 e il 1985, hanno interessato tre aree insediative nelle quali sono state individuate circa trecento strutture, tra cui fosse, buche di palo, focolari e sepolture, restituendo così l’immagine di una comunità articolata, stabile e ben radicata nel territorio. Particolarmente rilevanti sono i campi funerari di Skateholm I e Skateholm II, che hanno restituito rispettivamente sessantacinque e ventidue tombe, offrendo una documentazione eccezionalmente ricca sulle pratiche funerarie, sulla composizione della popolazione e sul rapporto tra lo spazio dei vivi e quello dei morti.
Necropoli Nel caso di Skateholm I, le sepolture si concentrano in un’area di circa cinquanta metri per cinquanta, all’interno della quale sessantacinque fosse sono state interpretate come tombe; di queste, cinquantasette contenevano resti umani. Sono state inoltre riconosciute sei sepolture doppie di diversa tipologia, otto tombe individuali di cane e una deposizione in cui un cane era stato sepolto insieme a un essere umano. Nel complesso, il numero degli individui sepolti raggiunge sessantatré unità; tra questi, dieci sono stati identificati come donne e undici come uomini, mentre la distribuzione per età comprende quarantuno adulti sopra i vent’anni, otto adolescenti tra i dodici e i diciannove anni e sette bambini sotto i dodici anni, tra cui almeno due neonati di meno di un anno. Solo per circa la metà degli adulti è stato possibile determinare il sesso.
Anche Skateholm II ha restituito sepolture sia umane sia canine, per un totale di ventidue tombe con ventidue individui. In questo gruppo, nove persone sono state identificate come uomini e otto come donne; quindici avevano più di vent’anni, tre un’età compresa tra i dodici e i diciannove anni e quattro erano bambini con meno di otto anni. Vi si aggiungono quattro, forse cinque, sepolture di cani, due delle quali chiaramente individuali.
Un elemento ricorrente nelle tombe è la presenza di ocra rossa, che compare in una parte consistente delle deposizioni e sembra aver avuto un preciso valore rituale. Le fosse funerarie erano generalmente poco profonde, comprese tra venti e quaranta centimetri, e le inumazioni avvenivano di norma senza cassa o rivestimenti, anche se non mancano casi in cui i defunti sembrano essere stati deposti in imbarcazioni o in tronchi svuotati. Tra gli aspetti più noti del sito figurano proprio le sepolture di cani, che fanno di Skateholm un luogo particolarmente singolare nel panorama preistorico, anche perché tali tombe presentano spesso trattamenti rituali analoghi a quelli riservati agli esseri umani.
Sepolture umane Alcune deposizioni si distinguono per caratteristiche eccezionali e hanno dato luogo a diverse interpretazioni. In una tomba, per esempio, un uomo anziano giace supino accanto a una giovane donna deposta in posizione rannicchiata, simile a quella del sonno; il fatto che i due siano stati collocati nella stessa fossa ha dato luogo a diverse ipotesi: potrebbero essere morti nello stesso periodo, oppure essere stati uniti da un legame di parentela stretto, come quello tra padre e figlia. È stata anche avanzata l’ipotesi che si trattasse di marito e moglie e che la donna sia stata sepolta con lui per ragioni di ordine sociale. A rendere il caso ancora più complesso contribuisce una lesione osservata sul lato sinistro del cranio femminile, dove una parte dell’osso risulta mancante: non è tuttavia possibile stabilire con certezza se si tratti di un colpo ricevuto in vita o di un danno post-deposizionale, forse provocato da animali.
Un’altra sepoltura, tra le più discusse, riguarda un individuo che sembra essere stato smembrato prima della deposizione. Quest’uomo aveva subito, alcuni anni prima della morte, l’attacco di un cinghiale, dal quale aveva riportato una grave ferita alla coscia; la lesione aveva causato un’infiammazione ossea tale da comprometterne seriamente la mobilità. In seguito morì per una freccia penetrata nell’addome, la cui punta rimase conficcata nell’osso del bacino.
In un’altra tomba ancora, un uomo era stato deposto a faccia in giù, probabilmente avvolto in qualche materiale, e sopra di lui furono trovate frecce conficcate nel terreno. Un simile trattamento è stato interpretato come una misura volta a impedire che il morto potesse ritornare tra i vivi, quasi a fissarlo simbolicamente alla tomba. In epoche più tarde, la deposizione in posizione prona è spesso associata a individui ritenuti pericolosi o contaminanti, e non si può escludere che concezioni analoghe fossero già presenti nel neolitico.
Sepolture canine Le sepolture canine costituiscono uno degli aspetti più sorprendenti del sito. In una delle più note, il cane era stato deposto sul fianco sinistro con le zampe raccolte, in una posizione che richiama quella del sonno umano; accanto alla schiena era stato posto un palco di cervo, sul petto un oggetto in corno interpretato come un martello, mentre presso l’anca erano stati rinvenuti tre coltelli di selce. Anche in altre tombe canine compaiono ocra rossa, deposta presso la testa e lungo la schiena, e talvolta strumenti di selce, segno che ad alcuni animali veniva riservato un trattamento funerario molto accurato. Altri cani, invece, sembrano essere stati utilizzati come offerte funerarie per accompagnare il defunto umano: in questi casi, il corpo della persona veniva collocato per primo nella tomba e, dopo un iniziale riempimento della fossa, si uccideva un cane spezzandogli il collo, per poi gettarlo nella sepoltura prima di completarne la chiusura.
Abitato Per quanto riguarda l’abitato, la fase più antica, identificata con Skateholm II, si trovava ai piedi di un pendio, in un momento in cui il livello del mare era circa due metri più alto di oggi. Con il progressivo innalzamento delle acque, l’insediamento fu spostato verso l’area di Skateholm I. Sul sito sono state rinvenute anche tracce di capanne, alcune delle quali parzialmente infossate nel terreno, probabilmente per offrire maggiore protezione dal freddo durante l’inverno.
Un dato particolarmente significativo è che le sepolture non erano separate dall’area abitativa, ma si trovavano disperse tra le case, e in un caso una tomba è stata addirittura individuata sotto una capanna. L’insediamento si sviluppava lungo una laguna sulla costa meridionale della Scania e, nel corso dei secoli, fu spostato più volte lungo le sue rive. Alcuni dei reperti oggi sono conservati nel museo di Trelleborg.
Altri ritrovamenti Anche i resti faunistici contribuiscono a delineare il quadro economico della comunità: le prede principali sembrano essere state il cinghiale, il cervo e la foca grigia, ma il ritrovamento di numerose ossa di pesce mostra con chiarezza che la pesca aveva un ruolo importante nell’approvvigionamento alimentare.
Una ricerca sui resti delle inumazioni ha individuato microscopiche tracce di piumaggio di uccelli, per i quali si ipotizza l'utilizzo durante rituali, se non addirittura ornamentale.
Note
Categoria:Siti archeologici della contea di Scania