La Visione di san Girolamo (talora indicata solamente come San Girolamo) è un dipinto a olio su tela (345 x 199 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri intorno al 1641 e conservato presso il Museo della città di Rimini.
Storia La prima menzione nota dell'opera compare nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia, dove si legge: «Una tavola d’altare con san Girolamo, che sente la tromba del Giudizio, posta in Rimini, presso il sig. Ridolfo Stivivi.»
Nel Libro dei conti del Guercino, registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666, alla data del 16 aprile si legge: «Dall'Ill.mo Sig.r Cesare Bianchetti, e per lui dall'Ill.mo Sig.r Conte Aldrouandi si è riceuto Ungari 49 per caparra di un Quadro con San Girolamo quando le pareua di esser suegliato et chiamato al Giuditio dal Angelo, fano in tutti Schudi 100 L 1. Per Rimini.»
Il pagamento finale è registrato alla data del 20 novembre 1641: «Dal Sig.r Ridolfo Stiuiui si è riceuto, L778.15 in moneta diuersa per intiero pagam.to del Quadro del San Girolamo [cancellato: col] con l'Angelo che lo sueglia, e chiama al Giuditio, dà porrè nella chiesa dell'Oratorio di San Girolamo di Rimini, fano Schudi 195.»
Secondo Denis Mahon, il vero promotore della commissione sarebbe stato il padre teatino Tommaso (al secolo Federico appartenente alla nobile famiglia dei Carpegna, documentato a Genova nel periodo in cui fu commissionato il dipinto) di Carpegna, già confessore e confratello della confraternita di San Girolamo di Rimini, potrebbe aver preferito che il proprio nome non comparisse ufficialmente. Mahon segnala infatti una minuta di lettera a lui inviata dalla confraternita, nella quale si legge: « [...] domenica mattina che fu alli 17 corrente per parte di V.R. è stato ricapitato il quadro del Glorioso Padre San Girolamo fatto dal Guercino da Cento. Et per essere quelli un valentuomo, e per venire da V.R., la Compagnia l'ha gradito in estremo.»
Il dipinto fu collocato sull'altare maggiore dell'oratorio di San Girolamo il 17 novembre 1641. Il quadro non fu requisito dalle truppe napoleoniche perché era stato accuratamente nascosto. L'oratorio fu distrutto durante la seconda guerra mondiale, mentre la pala si salvò miracolosamente.
L'opera fu molto apprezzata a giudicare dalle citazioni nelle fonti antiche, Francesco Scannelli e Giacomo Barri. Il dipinto è ricordato anche nella letteratura di viaggio straniera di fine Seicento, come nel Nouveau voyage d'Italie di François-Jacques Deseine (1699). Marcello Oretti, in un manoscritto del 1777, segnala che fu restaurato.
Sul retro del dipinto compare inoltre un'iscrizione in quattro righe: «Questo quadro è opera del Guercino / da Cento è stato donato alla / Compagnia dal Sig. Ridolfo Stivivi, / fratello della medesima Compagnia».
Non sono note copie del dipinto. Del resto, i membri della confraternita avevano disposto «che non fosse lecito a chicchessia, nemmeno ai Fratelli, di levarne o permettere di che si levasse copia».
Pier Giorgio Pasini ha osservato che Guercino riprese, in controparte, la figura e la posa del santo in un dipinto del 1650 raffigurante san Girolamo con l'apparizione della Madonna col Bambino, conservato a Parigi nella chiesa di San Tommaso d’Aquino.
Il dipinto fu esposto alla Mostra della pittura del '600 a Rimini, tenutasi a Rimini nel 1952, dove figurava con il n. 14 del catalogo. In seguito comparve nella mostra Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591–1666), curata da Denis Mahon e tenuta al Palazzo dell'Archiginnasio di Bologna dal 1º settembre al 18 novembre 1968, con il n. 73 del catalogo. Fu quindi incluso anche nella mostra Il Guercino (Giovanni Francesco Barbieri, 1591–1666), ancora a cura di Denis Mahon, svoltasi al Museo civico archeologico di Bologna, alla Pinacoteca civica di Cento e alla Chiesa del Rosario, dal 6 settembre al 10 novembre 1991, dove compariva con il n. 88.
Iconografia Il dipinto non raffigura il consueto san Girolamo eremita e studioso immerso nella lettura dei testi sacri. Alla tradizionale iconografia del santo penitente - accompagnato dal leone e collocato in un ambiente solitario presso l'ingresso di una grotta - si aggiunge qui la presenza dell'angelo del giudizio, il cui intervento interrompe bruscamente l'attività di studio del protagonista. La scena allude a una celebre visione narrata dallo stesso san Girolamo nella lettera 22, paragrafo 30: «Mentre così m'ingolfavo in quelle letture, venni colto, verso la metà della Quaresima, da una febbre che si infiltrò nelle midolla e, senza darmi tregua - cosa incredibile a dirsi - ridusse talmente il mio corpo esausto, che la pelle mi pendeva appena sulle ossa. Già si preparavano le esequie e il calore vitale del petto palpitava appena in un corpo ormai quasi del tutto gelido, quando all'improvviso fui rapito in spirito e trascinato davanti al tribunale del Giudice. C'era tanta luce e tanto splendore irradiantesi da quanti gli stavano intorno, che, prostrato a terra, non osavo alzare gli occhi. Interrogato sulla mia condizione, risposi che ero cristiano. Ma Colui che presiedeva disse: "Menti! Tu sei ciceroniano, non cristiano; perché dove è il tuo tesoro, lì è anche il tuo cuore". Subito ammutolii e, tra i colpi della flagellazione - perché aveva ordinato che fossi torturato - ero tormentato ancor più dal fuoco della coscienza, recitando tra me quel versetto: "Chi dunque nell'inferno ti confesserà?". Cominciai allora a gridare e a dire piangendo: "Abbi pietà di me, Signore, abbi pietà di me!". Il grido risuonava tra i colpi dei flagelli. [...] Giurai allora solennemente, chiamando a testimonio il suo nome: "Signore, se mai avrò ancora libri profani o li leggerò, sarà come se ti avessi rinnegato". Dopo questo giuramento fui lasciato andare e ritornai al mondo dei vivi.»
Descrizione San Girolamo è raffigurato mentre, improvvisamente distolto dallo studio, si volge verso l'apparizione dell’angelo. Il santo, seminudo e avvolto in un ampio drappo rosso che gli scende sulle gambe, si solleva con un gesto energico, allargando il braccio destro in un moto di stupore e di timore, mentre nella mano sinistra trattiene ancora la penna con cui stava scrivendo. Accanto a lui si trova il tavolo di studio, su cui sono disposti diversi libri aperti, allusione ai suoi studi eruditi. Tra gli oggetti compaiono anche il crocifisso e il teschio, consueti simboli della meditazione sulla morte e sulla redenzione. Ai piedi della tavola è raffigurato il leone, tradizionale attributo iconografico di san Girolamo. La parte superiore della composizione è dominata dall'angelo che, librato tra le nubi, suona una lunga tromba rivolta verso il santo: il suono dello strumento interrompe il silenzio dello studio e provoca la drammatica reazione della figura sottostante.
Stile Il dipinto costituisce uno degli esiti più notevoli della produzione del maestro. La composizione, attentamente studiata, si distingue per la ricchezza cromatica e per la vigorosa impostazione delle figure, che rivelano un naturalismo ormai orientato verso un equilibrio di tipo classicistico.
La scena è arricchita dalla presenza dell'angelo del giudizio, il cui intervento - annunciato dal suono della tromba - interrompe lo studio del santo, colto in un gesto e in un'espressione di meraviglia e terrore. L'efficacia narrativa è affidata non solo alla figura dell'angelo e al gesto di san Girolamo, ma anche alla presenza della natura morta dei libri, resa con particolare evidenza e finezza descrittiva.
Nel gesto e nella torsione del corpo del santo è stata inoltre riconosciuta una dotta citazione del celebre gruppo del Laocoonte, evocato nella tensione drammatica della figura, che accentua il pathos dell'episodio e contribuisce alla sua eloquenza retorica.
Sebbene la posa del santo e l'impianto generale del dipinto possano ricordare modelli di Guido Reni, l'opera rivela una vena di maggiore intensità emotiva e di partecipazione umana. Anche il colorito, ancora energico e vibrante, rimane sensibilmente diverso da quello delle opere contemporanee del maestro bolognese.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su san Girolamo Categoria:Dipinti a Rimini