Biografia All'inizio degli anni '30 si arruola nella Milizia. Militare di carriera, partecipò come volontario alla Guerra d'Etiopia nel 1935 e alla Guerra civile spagnola nel 1937. Prima del secondo conflitto mondiale ottenne il grado di aiutante maggiore della 138ª Legione CC.NN. a Napoli. Nella primavera del 1943 fu al comando del 3° Battaglione arditi dell'11º Corpo d'armata in Croazia.

Il comando a Torino e la fine della guerra Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, rimane prigioniero dei tedeschi a Lubiana, e il 9 novembre aderì alla Repubblica Sociale Italiana, assumendo il 15luglio 1944 l'incarico di comandante provinciale dell'Ufficio politico investigativo (UPI) della GNR a Torino. Il 9 ottobre, viene scelto per dirigere il nuovo Comando milita­re provinciale di Torino, veste nella quale si rese protagonista di numerosi atti di repressione contro la Resistenza, in quanto comandante della caserma Dogali che divenne luogo di detenzione e di tortura per tutti i sospettati di appartenere alla Resistenza.

Durante i giorni dell'insurrezione dell'aprile 1945, Cabras abbandona il capoluogo piemontese guidando una colonna fascista di circa 3000 uomini. La colonna si arrese infine il 5 maggio a Ivrea e Cabras venne arrestato.

Il dopoguerra Nel 1946, Cabras fu condannato a 20 anni di carcere per collaborazionismo, tuttavia, nel 1947 in seguito all'Amnistia, la Cassazione annullò la sentenza, disponendone l'immediata scarcerazione. Si ritirò a vita privata a Cagliari, dove lavorò come rappresentante di commercio fino alla morte, avvenuta nel 1981.

Note