Lintaglio in osso di Cholmogory () è una forma d'artigianato originaria e praticata per secoli nei villaggi del distretto di Cholmogory, nell'oblast' di Arcangelo in Russia. Lo stile di intaglio di Cholmogory fonde diverse tradizioni culturali: quella della Russia settentrionale, quella della Russia centrale, quella dell'Europa occidentale (con tecniche di intaglio e di incisione olandesi e tedesche, nonché di incisione) e le tradizioni delle popolazioni indigene del nord.

Storia Le origini di questa lavorazione risalgono al XVII secolo, quando nel centro di Cholmogory si affermò una produzione specializzata nella decorazione dell'osso. Le prime testimonianze documentarie sono legate all'attività dei fratelli Evdokim e Semën Šešenin, artigiani locali chiamati a operare presso l'Armeria del Cremlino, istituzione incaricata di realizzare manufatti per la corte zarista.

Il periodo di massimo sviluppo si colloca nel XVIII secolo, durante il regno di Pietro il Grande. In questa fase gli artigiani utilizzavano principalmente avorio di tricheco e ossa di foca, ricorrendo più raramente anche a materiali pregiati come l'avorio di elefante o di mammut. Tra gli oggetti più diffusi figuravano cofanetti intagliati, bracciali, cornici per ritratti e altri manufatti decorativi. In questo contesto mosse i primi passi anche lo scultore Fedot Šubin, considerato lo scultore più significativo dell'epoca di Caterina II di Russia, il quale, discendente da una famiglia di intagliatori del villaggio di Tjučkovskaja, iniziò la propria carriera proprio come intagliatore di avorio di tricheco; tra gli altri maestri più rilevanti della seconda metà del XVIII secolo si ricordano poi Osip Dudin e Nikolaj Vereščagin. L'opera di quest'ultimo, in particolare, presenta caratteristiche quali la rigorosa qualità grafica dell'intaglio e la particolare eleganza dell'ornamento geometrico, associate all'avvento di un nuovo stile artistico dell'epoca, il neoclassicismo, in netto contrasto con gli intricati riccioli del rococò.

Nel corso della seconda metà del XIX secolo l'attività conobbe un progressivo declino, tanto che negli anni Ottanta dell'Ottocento erano rimasti attivi solo pochi artigiani. Le autorità locali tentarono di rilanciare la tradizione istituendo nel 1885, nel vicino villaggio di Lomonosovo, una scuola di intaglio in osso; tuttavia l'iniziativa terminò nel 1900 a causa dello scarso interesse.

Un nuovo tentativo di recupero avvenne nel 1934, quando il Comitato esecutivo centrale dell'Unione Sovietica emanò un decreto specifico volto a promuovere lo sviluppo di questa produzione artigianale. I manufatti ottennero un riconoscimento internazionale all'Esposizione universale di Parigi del 1937 ma, durante quel decennio e fino agli anni 1950, la produzione fu in larga parte orientata alle esigenze della propaganda sovietica, assumendo caratteristiche stilistiche riconducibili al classicismo socialista.

A partire dagli anni 1960 gli artigiani tornarono a ispirarsi alle tecniche e ai motivi decorativi del XVIII secolo, favorendo una maggiore individualizzazione delle opere. Nel XXI secolo la tradizione dell'intaglio su osso di Cholmogory è portata avanti principalmente presso la Fabbrica di intaglio in osso Cholmogory (), istituita nel 2002 dopo il fallimento della storica Fabbrica di intaglio in osso M. V. Lomonosov (), che era stata aperta nel 1933.

Note

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