L'antilope derbiana (Tragelaphus derbianus ), nota anche come eland (o elano) gigante, è un'antilope tipica delle foreste aperte e della savana. Appartenente alla famiglia dei Bovidi e al genere Tragelaphus, venne descritta per la prima volta nel 1847 da John Edward Gray. Con una lunghezza di 220–290 cm, è la più grande delle antilopi. Ne esistono due sottospecie: T. d. derbianus e T. d. gigas. È erbivora: si nutre di erba, fogliame e ramoscelli. Forma generalmente piccoli branchi composti da 15-25 membri, comprendenti sia maschi che femmine. Le antilopi derbiane non sono territoriali e occupano vasti home range. Di natura vigile e sospettosa, sono piuttosto difficili da avvicinare e osservare. Possono correre fino a 70 km/h e fanno affidamento sulla velocità per difendersi dai predatori. Gli accoppiamenti possono avvenire in qualunque periodo dell'anno, ma si registrano picchi durante la stagione delle piogge. Abitano prevalentemente le savane, le boscaglie e le radure.
L'antilope derbiana è originaria di Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Guinea, Mali, Senegal e Sudan del Sud. È scomparsa ormai da tempo in Gambia, Ghana, Costa d'Avorio e Togo. La sua presenza è dubbia in Nigeria, Guinea-Bissau e Uganda. Alle due sottospecie sono stati conferiti stati di conservazione diversi dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).
Etimologia Il nome scientifico dell'antilope derbiana, Tragelaphus derbianus, trae origine da tre diverse parole: trágos, élaphos e derbianus. Trágos (τράγος) è un termine greco che significa «capro». Élaphos (ἔλαφος), anch'esso di origine greca, significa «cervo».
L'epiteto specifico derbianus si riferisce a Edward Smith-Stanley, XIII conte di Derby, grazie al quale la specie venne introdotta per la prima volta in Inghilterra tra il 1835 e il 1851. Lord Derby inviò il botanico Joseph Burke a raccogliere animali, sia vivi che morti, in Sudafrica per il suo museo e il suo serraglio. I primi eland introdotti in Inghilterra furono una coppia di antilopi alcine e un esemplare che successivamente verrà identificato come un maschio di antilope derbiana. Tali dettagli furono annotati sulle memorie di Smith-Stanley, Cleanings from the Menagerie at Knowsley Hall, stampate in forma privata.
Sebbene l'antilope derbiana sia solo un po' più grande dell'antilope alcina, l'appellativo «gigante» si riferisce in realtà alle grandi corna. Il nome «eland» è una parola olandese che significa «alce». Probabilmente questa parola è di origine baltica, come sembrerebbe indicare il lituano élnis, che significa «cervo». Tale termine è stato successivamente preso in prestito dal francese (ellan) negli anni '10 del XVII secolo e dal tedesco (elend).
Tassonomia
L'antilope derbiana venne descritta per la prima volta nel 1847 da John Edward Gray, uno zoologo britannico, che la chiamò Boselaphus derbianus. All'epoca, veniva chiamata anche «eland dal collo nero» e «Gingi-ganga».
Per lungo tempo l'antilope derbiana è stata classificata nel genere Taurotragus, ma le recenti ricerche di filogenesi molecolare ne hanno confermato l'appartenenza al genere Tragelaphus assieme all'antilope alcina (T. oryx). Insieme al bongo, l'antilope derbiana e l'antilope alcina sono le sole antilopi della tribù Tragelaphini ad aver ricevuto in passato un nome generico diverso da Tragelaphus. Sebbene alcuni autori, come Theodor Haltenorth, considerassero l'antilope derbiana conspecifica dell'antilope alcina, le due vengono di solito considerate due specie separate.
Sono state riconosciute due sottospecie di antilope derbiana:
T. d. derbianus (), l'antilope derbiana propriamente detta, diffusa in Africa occidentale, dal Senegal al Mali; T. d. gigas (), l'antilope gigante, diffusa in Africa centrale e orientale, dal Camerun al Sudan del Sud.
Genetica ed evoluzione L'antilope derbiana ha 31 cromosomi maschili e 32 cromosomi femminili. Nel corso di uno studio filogenomico sui Tragelaphini, sono state osservate similitudini cromosomiche tra il bue domestico (Bos taurus) e otto specie di antilopi dalle corna a spirale, più precisamente il nyala (Tragelaphus angasii), il cudù minore (T. imberbis), il bongo (T. eurycerus), il tragelafo meridionale (T. sylvaticus), il cudù maggiore (T. strepsiceros), il sitatunga (T. spekii), l'antilope derbiana (T. derbianus) e l'antilope alcina (T. oryx). È stato scoperto che i cromosomi coinvolti nella fusione centrica in queste specie utilizzavano un set completo di sonde fluorescenti di bue generate dalla microdissezione laser. Lo studio ha confermato la presenza della traslocazione cromosomica nota come traslocazione robertsoniana (1;29), un marcatore evolutivo ampiamente diffuso comune a tutte le specie note di Tragelaphini.
Dall'accoppiamento accidentale tra un maschio di antilope derbiana e una femmina di cudù nacque un esemplare di sesso maschile, azoospermico. Le analisi mostrarono che era completamente privo di cellule germinali, produttrici di gameti. Ciononostante, l'ibrido emanava un pungente odore maschile e mostrava il comportamento tipico dei maschi. L'esame dei cromosomi mostrò che i cromosomi 1, 3, 5, 9 e 11 differivano dal cariotipo dei genitori. Una particolare caratteristica intermedia che questo esemplare esibiva erano le orecchie, appuntite come nell'eland ma un po' più allargate come nel cudù. La coda era lunga solo la metà di quella dell'eland, e presentava un ciuffo di peli all'estremità come quella del cudù.
Studi genetici effettuati sugli ungulati della savana africana hanno rivelato la presenza di un refugium risalente al Pleistocene nell'Africa orientale e meridionale, che ospitava anche antilopi derbiane. È stato stimato che l'antilope alcina e l'antilope derbiana si sono separate circa 1,6 milioni di anni fa.
Descrizione
Le antilopi derbiane sono antilopi dalle corna a spirale. Nonostante il nome alternativo di eland gigante, questa specie ha dimensioni simili a quelle dell'antilope alcina (Tragelaphus oryx). Tuttavia, l'antilope derbiana ha dimensioni medie leggermente superiori a quelle dell'alcina e per questo motivo viene considerata l'antilope più grande del mondo. Generalmente ha una lunghezza testa-corpo di 220–290 cm e misura circa 130–180 cm di altezza al garrese. Le antilopi derbiane presentano un certo dimorfismo sessuale, in quanto i maschi sono più grandi delle femmine. Essi pesano 400–1000 kg e le femmine 300–600 kg. La coda è lunga, presenta un ciuffo di peli scuri all'estremità, e misura circa 90 cm di lunghezza. Le antilopi derbiane possono vivere fino a 25 anni in natura e circa 20 anni in cattività.
Il manto, liscio, è di colore variabile dal bruno-rossastro al castano, generalmente più scuro nei maschi che nelle femmine, con 8-12 strisce bianche verticali ben definite sul torso. La colorazione del manto del maschio diviene più scura con l'età. Secondo lo zoologo Jakob Bro-Jørgensen, il colore del manto del maschio può riflettere i livelli di androgeno, un ormone maschile, che sono più elevati durante la stagione degli amori. Prendendo in esame le due sottospecie, T. d. derbianus è caratterizzato da 15 strisce sul corpo, dimensioni inferiori e colorazione rossiccia, mentre T. d. gigas ha dimensioni maggiori, manto color sabbia e 12 strisce sul corpo.
Una cresta di brevi peli neri, particolarmente evidente sulle scapole, si estende dal collo fino a metà del dorso. Le zampe sottili sono leggermente più chiare sulla superficie interna, e presentano segni bianchi e neri appena sopra gli zoccoli. Sulla parte superiore delle zampe anteriori vi sono grandi macchie nere. Sulla testa sono visibili sia uno «chevron» incompleto tra gli occhi che una o due macchie chiare sulle guance; labbra e mento sono bianchi, la fronte è castana e il muso è nero. Una giogaia pendula, più grande nei maschi che nelle femmine, ha origine dalla regione delle guance e giunge fino alla parte alta del petto quando l'animale raggiunge la maturità sessuale; alla sua estremità è presente una frangia di peli. Le grandi orecchie dell'antilope derbiana fungono da segnali visivi. Le antilopi derbiane hanno zampe relativamente più lunghe dell'antilope alcina, nonché segni bianchi e neri più vivaci su zampe e pastorali.
Entrambi i sessi presentano corna spiralate a forma di «V». Esse possono raggiungere i 123 cm nei maschi e i 66 cm nelle femmine. I maschi hanno corna più spesse all'estremità, più lunghe e più divergenti di quelle delle femmine. Queste caratteristiche delle corna suggeriscono che l'antilope derbiana si è evoluta a partire da un antenato in cui le corna giocavano un ruolo importante nella selezione sessuale.
Distribuzione e habitat
Le antilopi derbiane vivono nelle savane, nelle boscaglie e nelle radure dell'Africa centrale e occidentale, in due areali distinti occupati da altrettante sottospecie. Vivono anche nelle foreste, nonché al limitare dei deserti. Le antilopi derbiane sono in grado di vivere anche nei deserti, poiché producono escrementi molto secchi. Occupano un areale che si estende dal Sudan del Sud e dalla Repubblica Centrafricana fino al Camerun settentrionale e al Ciad meridionale, nonché in Guinea, Mali e Senegal.
Vivono in luoghi in prossimità di terreni collinari o rocciosi e in quelli vicini a fonti d'acqua. Secondo l'autore scientifico Jonathan Kingdon l'antilope derbiana vivrebbe unicamente nelle savane dove cresce l'Isoberlinia doka, un albero dal legno duro tipico dell'Africa. L'antilope derbiana si è infatti ben adattata a vivere nelle boscaglie ove si sviluppano gli alberi decidui del genere Isoberlinia. Studi recenti hanno dimostrato, tuttavia, che esse vivono anche in boscaglie con alberi dei generi Terminalia, Combretum e Afzelia.
In passato, le antilopi derbiane erano presenti in tutta la fascia relativamente sottile di savana arbustiva che si estende attraverso l'Africa occidentale e centrale dal Senegal al Nilo. Oggi vivono quasi esclusivamente, soprattutto in Senegal, all'interno di parchi nazionali e riserve. L'antilope derbiana propriamente detta vive prevalentemente nel parco nazionale del Niokolo-Koba in Senegal. L'antilope gigante è presente in varie riserve, ad esempio nel parco nazionale del Bénoué, nel parco nazionale del Faro e nel parco nazionale di Bouba-Ndjida in Camerun e nel parco nazionale del Manovo-Gounda St. Floris nella Repubblica Centrafricana. Ne esistono anche vari esemplari in cattività.
Biologia Comportamento Di abitudini prevalentemente notturne, le antilopi derbiane occupano vasti territori ed effettuano migrazioni stagionali. Formano gruppi separati di maschi e di femmine con i piccoli. I maschi adulti conducono per lo più vita solitaria e spesso trascorrono con le femmine solo un'ora a settimana. Specie gregaria, l'antilope derbiana vive in branchi composti solitamente da 15-25 esemplari (talvolta perfino di più) che non si disgregano durante la stagione delle piogge, suggerendo che la vita di gruppo in questa specie sia correlata più a fattori sociali che ecologici. Durante il giorno, i branchi rimangono spesso al coperto. Così come molti altri animali, le antilopi derbiane grattano gli affioramenti di sale con le corna per ammorbidire il terreno.