Inghiottiti dal Maelström! è un racconto avventuroso horror fantastico di Emilio Salgari, pubblicato in due puntate nel 1894 sulla rivista Silvio Pellico dell'editore Speirani. Il racconto è incentrato sul Maelstrom, il gorgo marino che si forma lungo le coste norvegesi delle isole Lofoten, reso celebre dalla letteratura d'avventura ottocentesca, che nella produzione salgariana ricorre in altre due opere.
Storia editoriale Il racconto fu pubblicato in due puntate, il 18 e 25 febbraio 1894, sulla rivista Silvio Pellico - Periodico di letture educative, utili e amene edito da Giulio Speirani e Figli di Torino, che nello stesso anno di Salgari pubblicò anche Le novelle marinaresche di Mastro Catrame. Il racconto rimase a lungo introvabile prima di essere incluso nell'antologia Gli antropofaghi del mare del Corallo. Racconti ritrovati, pubblicata da Oscar Mondadori nel 1995.
Nel 2009 il racconto è stato riproposto nell'antologia Ottocento nero italiano. Narrativa fantastica e crudele, pubblicata da Nino Aragno Editore. È stato incluso anche nell'antologia Alla conquista della Luna, pubblicata da Cliquot nel 2016 con prefazione di Felice Pozzo, che raduna sei racconti fantastici e fantascientifici di Salgari.
Trama La nave protagonista dell'incontro col vortice è la Marfa, un mercantile russo di ottocento tonnellate al comando del capitano Worsoff, unico sopravvissuto alla spaventosa esperienza, che impazzisce per il terrore. Nel racconto il vortice si annuncia con un miscuglio confuso di boati, tonfi ed altri rumori inquietanti, tra cui strane grida di creature viventi; nell'atto di inghiottire compaiono narvali, pescicani, foche, trichechi ed altri animali che manifestano il loro terrore.
Critica Il racconto si inserisce nella tradizione letteraria ottocentesca del Maelstrom, che Edgar Allan Poe aveva reso celebre con Una discesa nel Maelström (1841) e Jules Verne aveva ripreso in Ventimila leghe sotto i mari. Salgari, prendendo spunto da Poe o da Verne, o da entrambi, si cimentò per tre volte con il tema del vortice norvegese: in questo racconto, poi nel romanzo breve I naufraghi dello Spitzberg (1896) e infine nell'instant-book sulla spedizione artica del Duca degli Abruzzi La Stella Polare e il suo viaggio avventuroso (1901). Il Maelström nelle descrizioni salgariane viene chiamato «abisso girante» e tra le vittime del gorgo compaiono anche narvali e balene.
Pozzo individua il terrore come elemento fondamentale del racconto: pronunciare il nome Maelstrom fa diffondere a bordo una paura irrefrenabile, come quando si annuncia la presenza di un mostro spietato. Salgari costruisce in crescendo il dominio del bianco — dalla nebbia ai ghiacci ai fantasmi, dall'iceberg che fracassa la nave all'immenso lenzuolo di candida spuma — fino all'apocalittica descrizione finale in cui il gorgo inghiotte persino la nebbia. Pozzo nota inoltre che il capitolo intitolato Il Maelstrom nel romanzo salgariano Nel paese dei ghiacci è in pratica il racconto stesso, inserito nel romanzo con intere descrizioni riportate parola per parola.
Edizioni Prima pubblicazione, in due puntate.
Traduzioni Finlandese
Note
Bibliografia
Voci correlate Emilio Salgari Maelstrom Una discesa nel Maelström
Collegamenti esterni
Categoria:Racconti di Emilio Salgari Categoria:Racconti di avventura Categoria:Racconti fantastici Categoria:Racconti horror Categoria:Opere ambientate in Norvegia