Biografia Nato a Calabritto, nella diocesi di Conza, nel 1703 da Berardino e Geronima Hilario, prese gli ordini minori nel 1719, fu ordinato presbitero nel 1726 e si addottorò in utroque jure all'università di Roma il 4 maggio 1729Era di nobile famiglia di stirpe normanna. Sui del Plato, baroni di Quaglietta, si veda M. Putatuto Donati Viscido di Nocera, I conti Viscido di Nocera. Una famiglia longobarda consanguinea dei principi di Salerno della prima dinastia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2003, pp. 65-67, 69-71, .Invece, per quanto concerne la figura del vescovo si rimanda a C. Biscaglia, Antonio Francesco del Plato, vescovo di Tricarico (3 marzo 1760 – † Tricarico, 3 agosto 1783), «Fermenti», XXV (2015), n. 131, pp. 30-32.. Vicario generale della diocesi di Sora, poi di quella di Muro e, successivamente, dell'arcidiocesi di Salerno, diventò vescovo di Carinola su indicazione di papa Benedetto XV nel 1749, succedendo a Giovanni Bufalini, rimasto in carica per soli sei mesi.
Nella relazione inviata a Roma alla Congregazione del concilio nel 1752, lamentò di aver trovato a Carinola e negli altri centri sotto la sua giurisdizione una serie di difficoltà, che affrontò anche attingendo al proprio patrimonio personaleIl testo di questa relazione del vescovo è quasi integralmente riportato nel volume di Don Amato Brodella, Storia della diocesi di Carinola, Minturno, Caramanica editore, 2005, ISBN 8874250517.. Governò la diocesi per undici anni, si adoperò per restaurare l'antica cattedrale, ridusse l'interno del vescovado da cinque a tre navate, ricavando da una parte il Guardaroba e dall'altro la cappella del Rosario e lo fece adornare di stucchi. Durante il suo episcopato venne effettuata una prima ricognizione del corpo di san Bernardo, ritrovato "intatto con tutti i vestimenti vescovili" all'interno di un antico sarcofago di marmo di epoca tardo-antica posto nella cattedraleMenna L., Saggio istorico della città e diocesi di Carinola, Aversa, Tipografia del Reale Morotrofio di Aversa, 1848, libro terzo, p. 29. L'episodio della ricognizione è ricordato anche in https://www.treccani.it/enciclopedia/santo-bernardo_(Dizionario-Biografico)/. Per ovviare alla prolungata chiusura durante i mesi estivi del seminario di Carinola, dovuta a ragioni climatiche, fece costruire un seminario estivo nella frazione di CasaleSull'operato del vescovo del Plato a Carinola oltre a Menna L. op. cit, si veda anche il saggio di G. D'Angelo, Carinola nella storia e nell'arte, Teano, Tipografia D'Amico, 1958, p. 110.. Come scrisse egli stesso, pose ogni "sollecitudine a riordinare il seminario", incaricando personalmente docenti preparati in grado di insegnare, oltre alla teologia e alla disciplina morale, "grammatica, lettere umane e retorica"In Brodella A., op. cit, p. 259..
All'epoca la zona di Carinola era ancora ammorbata dalla presenza di aree paludose nelle vicinanze e in estate l'aria era considerata poco salubre per cui risiedette spesso nel palazzo vescovile di Casale, posto in leggera altura, ciò nonostante si ammalò e, a causa delle febbri, restò a lungo lontano dalla diocesi, a Napoli, finché per ragioni di salute venne trasferito in BasilicataNel volume di Brodella è riportato un certificato del medico Domenico Bersani che attesta l'insalubrità dei luoghi per cui "Monsignor del Plato, mentre era vescovo di Carinola, che a gran stento mi riuscì curare dopo averlo tenuto per più settimane moribondo", ib. p. 302..
Il 3 marzo del 1760 si insediò come 59º vescovo di Tricarico, successore di Antonio Zavarroni. A Tricarico promosse importanti lavori di ristrutturazione alla cattedrale e al palazzo vescovile che nuovamente finanziò, in parte, di tasca propriaI dettagli dei lavori commissionati dal vescovo del Plato e delle spese sostenute sono contenute in ASDT, Fondo "Capitolo cattedrale", Serie "Inventari dei beni", Apprezzo della venerabile cattedrale della città di Tricarico, 23 dicembre 1777, fasc. 6, sottofasc. 1.. In particolare, la cattedrale fondata nell'XI secolo da Roberto di Montescaglioso, originariamente in stile romanico, appariva bisognosa "di gran riparo" e ne affidò i lavori al regio ingegnere Carlo Brancolino per le opere strutturali e al napoletano Domenico Sannazzaro per il rifacimento degli stucchi. Inoltre abbellì la cattedrale con altre pregevoli opere tra cui un coro ligneo di probabile fattura irpina, il nuovo altare maggiore di marmo policromo recante il suo stemma, il fonte battesimale e due acquasantiere di marmo, un altare in marmo rosa per una cappella laterale, dei candelabri d'argento, un ostensorio, dei quadri per lo più opera di botteghe o di artisti napoletaniPer i lavori realizzati in cattedrale e per le opere con lo stemma del vescovo del Plato si veda anche https://chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/AccessoEsterno.do?mode=guest&type=auto&code=60797. Conclusi i lavori, consacrò la cattedrale all'Assunta e vi depose le reliquie dei santi Fausto e Valente. Terminata questa ristrutturazione, si occupò di far restaurare altri quattro palazzi della diocesi, tra cui il palazzo vescovile abbellendolo con stucchi di gusto rococòSulle opere commissionate dal vescovo del Plato si veda anche: A. Putaturo Murano, Un episodio di committenza in Basilicata: Francesco Antonio del Plato vescovo di Tricarico, in F. Abbate – F. Sricchia Santoro (a cura di), Napoli, l’Europa. Ricerche di storia dell'arte in onore di Ferdinando Bologna, Catanzaro, Meridiana, 1995, ISBN 9788886175111..
Riorganizzò completamente anche il seminario di Tricarico, introducendo lo studio di nuove discipline secondo i canoni dell'Illuminismo. Era infatti in contatto e in amicizia con l'abate Antonio Genovesi, uno dei maggiori intellettuali dell'epoca e famoso illuminista napoletano, fondatore nell'Università di Napoli, della prima cattedra di economia in una università europea. Su consiglio del Genovesi, chiamò ad insegnare al seminario di Tricarico illustri docenti come Emilio Pacifico, allievo dello stesso Genovesi, ed inoltre dotò il seminario di nuovi libri, arricchendone la biblioteca, e introdusse l'insegnamento della metafisica e della logica, discipline già presenti all'estero, come materie di studio, in Francia e in Germania. Con l'ausilio di Pacifico e con il comune intento di "far teste utili alla Chiesa e allo Stato", diede vita anche ad un'accademia. Grazie al suo interessamento e alle modifiche apportate, il prestigio del seminario crebbe enormemente e vi studiarono molti giovani lucani educati secondo le nuove idee illuministe, tra cui Niccolò Fiorentino, tant'è che lo stesso Genovesi ebbe a dire che "tutti coloro che vengono di costà, si lodano di codesto seminario".
Morì a Tricarico il 3 agosto 1783 e fu sepolto nella cripta della cattedrale. Un suo ritratto è conservato in chiesa.
Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Cardinale Scipione Rebiba Cardinale Giulio Antonio Santori Cardinale Girolamo Bernerio, O.P. Arcivescovo Galeazzo Sanvitale Cardinale Ludovico Ludovisi Cardinale Luigi Caetani Cardinale Ulderico Carpegna Cardinale Paluzzo Paluzzi Altieri degli Albertoni Cardinale Flavio Chigi Papa Clemente XII Cardinale Giovanni Antonio Guadagni, O.C.D. Cardinale Ferdinando Maria de' Rossi Vescovo Antonio Francesco del Plato
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