Biografia Di Gregorio Lambranzi non si conoscono dati anagrafici certi. Le poche informazioni sulla sua vita derivano principalmente dalla sua opera Neue und Curieuse Theatralische Tantz-Schul del 1716.

Si teorizza sia nato nell’ultimo trentennio del Seicento data l’unica effige che abbiamo di lui (anch’essa presente nel trattato), che mostra un uomo di mezz’età.

Lambranzi lavorò nei primi decenni del XVIII secolo come danzatore e maestro di ballo, probabilmente in diversi paesi europei, tra cui Germania, Italia e Francia, anche se non esistono documenti ufficiali che attestino la sua attività nei teatri. È possibile che operasse in compagnie itineranti o con ingaggi privati. Intorno al 1715 si stabilì verosimilmente a Norimberga, dove pubblicò la sua opera e svolse attività di insegnamento, forse presso ambienti aristocratici.

Un’origine incerta Nel trattato Gregorio Lambranzi afferma più volte di essere veneziano, ma non ne è ancora stata ritrovata una controprova. Un possibile riscontro alla sua venezianità consisterebbe in un singolo documento del 1735 tratto dagli archivi veneziani, tra le carte dei Giudici di Petizion.Magistratura che a Venezia si occupava di stilare l’inventario dei beni lasciati dai defunti senza testamento. Questo inventario farebbe riferimento a un defunto di nome Gregorio Lambranzi, morto nel medesimo anno. Non si sa se fosse effettivamente lui il celebre coreografo, si sa solo che il Lambranzi del documento e la moglie Leonora vivevano in estrema povertà.

Un'altra teoria vede il nome di Gregorio Lambranzi come una identità di facciata per un maestro di balli di origine nordica, che avrebbe usato l’origine veneziana per dare maggiore credito alla sua esperienza teatrale. A suffragio di questo ci sarebbe la disinvoltura con cui Lambranzi scrive in corsivo tedesco (Kurrentschrift) nel manoscritto del suo trattato. Caterina Pagnini - Gianluca Stefani, Un ritratto della Commedia dell’Arte attraverso l’Europa: danza, musica e figura nella “Tantz-Schul” di Gregorio Lambranzi (1716), in «Musica & figura», XII, 2025, pp. 119-144; 119-127.

Depongono a favore dell’ipotesi sulla sua origine le sei incisioni di danze veneziane presenti all’inizio dell’opera. Inoltre, molti titoli sono scritti in veneziano; infine, la traduzione italiana delle didascalie in tedesco è più una libera esposizione che una mera traduzione. Tuttavia, questa tesi viene contraddetta dalla studiosa Friederica Derra de Moroda, la quale nel 1942 intraprese delle ricerche a Monaco di Baviera in Germania, ipotizzando che Lambranzi fosse l’italianizzazione o lo pseudonimo di un maestro di origine tedesca.Marianovella Fama, Gregorio Lambranzi: un maestro di ballo da Venezia a Norimberga, in «Biblioteca teatrale», 8, 1987, pp. 61-68.

L’opera

Il trattato Nuova e curiosa scuola di balli theatrali (Neue und Curieuse Theatrialishe Tantz-Schul) venne pubblicato nel 1716 a Norimberga dall’editore Johann Jacob Wolrab. Il volume conteneva un Avvertimento dell’autore agl’Amatori seguito da centouno incisioni di Johann Georg Puschner, suddivise in due serie rispettivamente di cinquanta e cinquantuno illustrazioni.

A differenza delle usanze del tempo non c’è una dedica a un possibile mecenate nobile.

Della versione da centouno incisioni esistono due copie coeve, messe entrambe a stampa nel 1716, l’una da Johann Jacob Wolrab e l’altra dallo stesso Puschner.

Si ipotizza che dell’opera vennero stampate originariamente trecento copie oltre alla versione manoscritta, quest’ultima contenente quarantatré fogli e ottantacinque disegni a penna e inchiostro con una dedicatoria dello stesso Lambranzi datata 14 ottobre 1715 Sybille Dahms, Gregorio Lambranzi di Venetia e il ballo d’azione a Vienna, in L’opera italiana a Vienna prima di Metastasio, a cura di Maria Teresa Muraro, Firenze, Olschki, 1989.

Il frontespizio Il frontespizio dell’opera raffigura nella parte superiore, tra le nuvole, un ovale contenente il ritratto dell’autore sorretto dalle figure di Minerva e Mercurio.

Sopra l’ovale appare la scritta: «Sig°. Greg°. Lambranzi di Venetia». Sotto l’ovale, campeggia il titolo dell’opera. Minerva, riconoscibile dal simbolo della civetta, è legata agli studenti accademici, gran parte dei destinatari del trattato (l’opera è infatti presente in più accademie per nobili).

La dea tiene in mano un pentagramma che riporta l’inizio in musica di una Loure e i disegni coreografici in notazione. La Loure proveniva dall’opera in musica Scilla di Theodoro Gatti, mentre il metodo di notazione delle coreografie faceva riferimento al metodo di Pierre Beauchamp e Raoul-Auger Feuillet. Mercurio, dall’altro lato, rappresenta la classe dei commercianti, dei borghesi, i quali furono probabilmente i finanziatori del trattato, nonché facevano parte del pubblico dell’autore.

Mercurio, con il suo elmetto e i suoi sandali alati, punta il suo bastone di Asclepio verso la metà inferiore dell’immagine, che è dominata da un palco. Questo rappresenta un teatro all’aperto delineato da capitelli di pietra a destra e a sinistra, decorati da piante e statue classiche.

Nella parte inferiore del frontespizio è presente una scritta che cita «Deliciae Theatrales» sotto la quale appare Lambranzi nelle vesti di Scaramuccia mentre esegue un passo di danza. Alla base dell’incisione, vengono riportati l’editore e la città di stampa del volume. Osservando con maggiore attenzione, si può notare l’enorme distorsione che il ballerino impone al suo corpo in questa posa: la parte superiore è girata quasi frontalmente verso il pubblico, le sue gambe mostrano il profilo di un’arabesque. La posa invita l’osservatore a seguire l’autore alla pagina seguente.

I contenuti dell’opera

Nel titolo la scuola di balli viene definita «Curieuse Theatralische». L’aggettivo «curieuse» usato nel libro di Lambranzi fa riferimento a un’idea pedagogica del teatro. Si potrebbe dire che il libro segue il metodo “curioso”, il quale permette agli allievi che hanno una considerevole conoscenza della danza formale o galante di padroneggiare la “danza grottesca” in autonomia.Klaus Abromeit, Lambranzi’s Theatralische Tantz-Schul: commedia dell’arte and French noble style, in Studi musicali/Accademia nazionale di S. Cecilia, 25, 1996, 1-2, pp. 317-328

Lambranzi dichiara di rivolgersi a un pubblico di “amatori” descrivendo le coreografie come semplici, anche se il suo vero target sono i professionisti.Pagnini - Stefani, Un ritratto della Commedia dell’Arte attraverso l’Europa”, cit.

Nell’introduzione l’autore anticipa la descrizione di danze di varie nazioni accompagnate da un’illustrazione, e «le maniere, come si devono ballare tali balli».Gregorio Lambranzi, Neue und Curieuse Theatralische Tantz-Schul, a cura di Petermann, Kurt, trad. inglese di Talbot, Michael, Leipzig, Peters, 1975. Il suo intento era fare in modo che anche chi non avesse avuto un maestro di ballo sarebbe riuscito a eseguire e imparare i passi spiegati.Pagnini - Stefani, Un ritratto della Commedia dell’Arte attraverso l’Europa”, cit., p. 132 Trattandosi di danze popolari, inoltre, l’autore spiega di non aver inserito tutte le possibili variazioni di passi, in quanto sarebbe stata necessaria una trattazione ben più ampia. L’autore fornisce una serie di danze sotto forma di “schede riassuntive” con gli elementi essenziali per una messa in scena: la musica, di solito costituita da due pentagrammi da otto battute, ciascuna da eseguire due o più volte; la rappresentazione dei ballerini con i costumi di scena e una didascalia in tedesco che spiega l’azione mimica e i passi da eseguire. Per raffigurare le posture dei ballerini fu preso come modello lo stesso Lambranzi, garantendo così una notevole fedeltà alla messa scenica.

Nell’introduzione Lambranzi fornisce la suddivisione dei passi delle prime cinquanta danze tra:

Passi Spagnoli: N° 1.2.3. Passi Romaneschi: N° 21.22. Passi Francesi: ossia tutti i tipi di caprioles (“capriole”): coupés, tombés, piroles, pas de sisonne, pas de bourée, ballonés, jetés, chassés, pas graves, contretemps, pas de chaconne, pas de courante e passi simili descritti sotto le illustrazioni. Passi Villaneschi: N° 4-12, ossia tutti i passi di pavona, chassé (tranne i passi del minuetto), parte dei pas de bourée e contrattempi villaneschi buffi come i passi di Glospied, Rigadoni e Balanzamenti. Passi Burleschi: interpretati da personaggi come Scaramuccia, Arlecchino, Scapino, Pulcinella e altre maschere che devono essere eseguite in maniera bizzarra con pose ridicole e in situazioni fuori contesto; ognuno di loro ha i suoi passi grotteschi. Scaramuccia, ad esempio, ha passi «grandi, lunghi e spropositati». La stessa cosa per le altre maschere come Arlecchino, Mezzettino, Scapino, Il Matto, il Dottore Bolognese, Narcisino, Fenocchio, Orbo, Zotto, Strupiato, Pantalone e tutti gli altri.Lambranzi, Neue und Curieuse Theatralische Tantz-Schul, cit., in Avvertimento dall’autore agl’Amatori

Nella seconda parte dell'opera ci sono i restanti cinquantuno balli, in cui viene disposta una serie di danze sulla categoria di “mestieri” tipici della tradizione popolare. Vengono così illustrate da Puschner le danze del gondoliere veneziano sopra una Furlana e una Schiavona (II, 5–6), dei marinai olandesi (II, 10–11), dei fabbri (II, 25), dei bottai (II, 26), del sarto (II, 27–28) e del ciabattino (II, 29–30).Caterina Pagnini, Gregorio Lambranzi, in Archivio Multimediale degli Attori Italiani, Firenze, Firenze University Press, 2012.

La grande originalità del trattato consiste nella notazione consapevole delle sue invenzioni teatrali, le quali si presentano figurative e molto dettagliate.

Note

Bibliografia

Abromeit, Klaus, Lambranzi’s Theatralische Tantz-Schul: commedia dell’arte and French noble style, in «Studi musicali/Accademia nazionale di S. Cecilia», 25, 1996, 1-2, pp. 317–328, ISSN 0391-7789. Dahms, Sybille, Gregorio Lambranzi di Venetia e il ballo d’azione a Vienna, in «L’opera italiana a Vienna prima di Metastasio», a cura di Muraro, Maria Teresa Muraro, Firenze, Olschki, 1989, ISBN 88-222-3705-6. Fama, Marianovella, Gregorio Lambranzi: un maestro di ballo da Venezia a Norimberga, in «Biblioteca teatrale», 8, 1987, pp. 61–68, ISSN 0045-1959 Giordano, Gloria, Gregorio Lambranzi, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell’Enciclopedia italiana, 2004, https://www.treccani.it/enciclopedia/gregorio-lambranzi_(Dizionario-Biografico)/ (ultimo accesso: 16/03/2026). Lambranzi Gregorio, Neue und Curieuse Theatralische Tantz-Schul, a cura di Kurt Petermann, trad. inglese di Michael Talbot, Leipzig, Edition Peters, 1975. Pagnini, Caterina, Gregorio Lambranzi, in Archivio Multimediale degli Attori Italiani, Firenze, Firenze University Press, 2012, https://amati.unifi.it/app/#/ (ultimo accesso: 31/03/2026). Pagnini, Caterina - Stefani, Gianluca, Un ritratto della Commedia dell’Arte attraverso l’Europa: danza, musica e figura nella “Tantz-Schul” di Gregorio Lambranzi (1716) , in «Musica & figura», XII, 2025, pp. 119–144, ISBN 978-88-9387-348-2.

Voci correlate

Commedia dell’arte Danza accademica Danza grottesca Danza popolare Maschera (Commedia dell’arte)

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