Leccidio di Calvi dell'Umbria avvenne il 13 aprile 1944 pubblicamente in una piazzaPiazzetta dei Martiri. del centro storico di Calvi dell'Umbria e nella borgata Santa Maria Maddalena, in provincia di Terni in Umbria.
Storia L'eccidio nazifascista di Calvi dell'Umbria è un evento accaduto durante il Rastrellamento "Grande operazione contro le bande" (Grossunternehmen gegen die Banden), denominato operazione “Osterei” (Uovo di Pasqua) tra il 12 e il 15 aprile 1944 nei Comuni di Calvi dell'Umbria, Narni, Otricoli, Stroncone, Configni, Vacone, Rocchette, Montebuono, tra l'area geografica subappenninica del Monte Cosce - Monte S. Pancrazio e la Valle del Tevere, tra Lazio e Umbria. L'Armeeoberkommando tedesco ordinò il rastrellamento che fu attuato da 14 truppe: II./Brandenburg 3, I./SS-Polizei-Regiment 20, Alarmeinheiten della Platzkommandantur. Vennero fucilati 16 civili, 12 nella piazza oggi chiamata Piazzetta dei Martiri, a Calvi dell'Umbria, una persona fu uccisa nei pressi del centro storico e 3 furono fucilate a S. M. Maddalena, borgata nel comune di Calvi dell'Umbria, dove vennero incendiate alcune case con persone all'interno tra cui bambini. L'episodio di Calvi fu parte di altri tragici eventi del rastrellamento, in cui persero la vita in totale 38 persone, di cui 30 civili o partigiani non combattenti, e altre 42 persone vennero fatte prigioniere.Fonte: BA-MA, RH 20-14/33 (con carta); /106, Ic-M 15/04/44; BA, R 70 Italien/26; /27; GTB, vol. 10, 12.04.44; Lazzero, Il sacco, p. 267. Ordinato dal feldmaresciallo Albert Kesselring e dal comando supremo Sud-Ovest Europa della Wehrmacht, con sede nel Bunker Soratte dall'11 settembre 1943 al 4 giugno 1944, fu uno dei primi rastrellamenti che segnarono la scia di sangue durante la ritirata tedesca dall'Italia.
Fucilazione Il 12 aprile 1944 a Calvi dell'Umbria circa un centinaio di civili compaesani furono arrestati in base ad una lista; 12 persone furono trattenute ed interrogate tutta la notte, nella caserma degli ex Carabinieri reali occupata dalla GNR (Guardia Nazionale Repubblicana), da Giunio Faustini comandante della GNR di Terni e dai militi fascisti Bruno Proietti e Vittorio Faustini (paracadutista figlio di Giunio Faustini). La mattina del 13 aprile 1944 vennero pubblicamente fucilati da militari nazisti in una piazzetta di Calvi dell'Umbria, oggi chiamata Piazzetta dei Martiri, 12 civili, tra i quali due ragazzi di 16 e 17 anni fatti salire su degli oggetti per essere colpiti con sicurezza dalle raffiche di mitra del plotone di esecuzione, 1 persona fu uccisa nei pressi del centro storico e 3 civili furono fucilati a S. M. Maddalena, borgata nel comune di Calvi dell'Umbria. Giunio Faustini non permise ai parenti nemmeno di seppellire i loro morti.
Elenco delle vittime civili decedute: 1. Carofei Lorenzo, nato a Calvi dell'Umbria il 23/10/1885 e ivi residente, coniugato, agricoltore. 2. Fabbri Fabrizio, nato a Calvi dell'Umbria il 23/07/1902 e ivi residente nella frazione di Santa Maria in Neve, coniugato, agricoltore. 3. Guglielmi Adolfo, nato a Calvi dell'Umbria il 16/12/1896 e ivi residente, coniugato, albergatore. 4. Guglielmi Emilio, nato a Calvi dell'Umbria il 23/02/1900 e ivi residente, coniugato, autista. Carabiniere sbandato legato ai partigiani. 5. Guglielmi Ernesto, nato a Calvi dell'Umbria il 20/03/1927 e ivi residente, studente. 6. Guglielmi Genesio, nato a Calvi dell'Umbria il 12/01/1928 e ivi residente, studente. 7. Guglielmi Igino, nato a Calvi dell'Umbria il 04/07/1912 e ivi residente, coniugato, autista. 8. Lieto Antonio, nato a Casapulla (Caserta), il 25/08/1924 e ivi residente. Sbandato. 9. Londei Olindo, nato a Senigallia (Ancona), il 09/08/1924, residente a Cottanello (Rieti). Sbandato. 10. Montecaggi Liberato, nato a Calvi dell'Umbria il 04/09/1887 e ivi residente, barbiere. Antifascista. 11. Pettorossi Angelo, nato a Calvi dell'Umbria il 14/11/1916 e ivi residente, agricoltore. 12. Pielicé Pacifico, nato a Montebuono (Rieti) il 17/10/1909 e ivi residente in frazione Santa Maria Maddalena, coniugato, agricoltore. 13. Ranucci Mario, nato a Greccio (Rieti) il 27/08/1925, ivi residente, operaio. Sbandato. 14. Salvati Domenico, nato a Rossano Calabro (Cosenza) l'08/01/1905, residente a Calvi dell'Umbria, medico condotto. 15. Sernicola Ernesto, nato a Calvi dell'Umbria il 13/04/1902, residente nella frazione di Santa Maria Maddalena del Soccorso, coniugato, agricoltore.
Lapide in ricordo:
«Qui il 13 aprile 1944 furono trucidati dalle SS tedesche istigate dai delatori fascisti. Il comune per unanime volontà di popolo ne tramanda ai posteri i nomi ricordando quanto sangue costò la libertà.»
Armadio della Vergogna Nelle settimane successive la liberazione dal nazifascismo, sulla strage di Calvi indagarono i Carabinieri e gli uomini dello Special Investigation Branch britannico. I resoconti delle loro indagini costituiscono parte essenziale del fascicolo processuale aperto nel dopoguerra dalla Procura generale militare contro Giunio Faustini, il figlio Vittorio, Bruno Proietti e ignoti militari tedeschi, per il reato di omicidio e, gli imputati italiani, di aiuto al nemico. Tuttavia tale procedimento non ebbe conseguenze per gli imputati; il fascicolo costituisce infatti uno di quelli archiviati illegalmente nel 1960 nel cosiddetto “Armadio della vergogna” (fascicolo 871 del Registro generale, doc. 9/11 della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti). Ciononostante, nel 1994, a seguito del clamore suscitato dalla scoperta di tale documentazione, vennero riaperte le indagini e, con decreto del pubblico ministero della Procura militare di Roma del 1º dicembre 1994, tutti gli imputati identificati nel procedimento penale originario vennero iscritti nel Registro delle notizie costituenti reato per il reato di violenza con omicidio continuato ed altro in danno di cittadini italiani ed alleati. Tuttavia il procuratore militare il 30 giugno 1995 richiedeva al giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale militare di Roma l'archiviazione del procedimento, poiché alla data di ricezione degli atti il reato era considerato estinto per effetto di prescrizione a causa della decorrenza dei termini previsti dalla legge. Così il giudice delle indagini preliminari, con sentenza del 18 aprile 1996, accoglieva la richiesta del pubblico ministero, ritenendo «irrilevante un più puntuale accertamento in ordine alla individuazione dei responsabili», in quanto il reato era ritenuto estinto per prescrizione, e ne disponeva quindi l'archiviazione. Proprio le vicende processuali che hanno riguardato coloro che furono imputati per le responsabilità avute in questa strage, sono state prese come esempio emblematico della mancanza di volontà di perseguire e punire tali violenze da parte della giustizia militare italiana e, più in generale, dei Governi italiani nel dopoguerra. Con riferimento alla strage di Calvi, nella “Relazione di minoranza della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi a crimini nazifascisti” si evidenzia infatti come: «Sia dallo Special Investigation Branch Alleato sia dai Carabinieri che svolsero subito le indagini, vengono indicati quali corresponsabili della preparazione dell'eccidio il colonnello Giunio Faustini, Comandante del Presidio della Guardia Nazionale Repubblicana di Terni e il figlio Vittorio, sergente Maggiore dei paracadutisti della R.S.I. Il fascicolo contiene quindi la precisa indicazione dei presunti corresponsabili del crimine ma nonostante ciò l'inerzia della Procura generale militare non consentì l’avvio di alcuna indagine. Non vi è agli atti un decreto di “archiviazione provvisoria” ma comunque il fascicolo non risulta essere stato trasmesso alle competenti Procure territoriali e restò con gli altri nello “stanzino”. La Commissione ritiene quindi di dover rilevare che, anche in presenza dell'identificazione certa o quasi certa degli imputati, era ormai venuta meno, e in modo molto marcato dall'inizio degli anni Cinquanta, ogni seria volontà di condurre a buon esito le indagini relative agli episodi anche gravissimi i cui atti erano stati occultati presso la Procura generale militare».
Battaglia di Monte San Pancrazio Il monumento dedicato ai Partigiani morti in combattimento che si trova sul Monte San Pancrazio ricorda le vittime partigiane uccise durante il rastrellamento nazifascista ("Grande operazione contro le bande", Grossunternehmen gegen die Banden), denominato operazione "Osterei" del 12-13.04.1944, effettuato dai nazisti e dalla GNR fascista, su ordine del comando supremo del sud del Bunker Soratte e del feldmaresciallo Albert Kesserling: diversi ribelli partigiani della Banda Strale autonoma, infatti, riuscirono a sganciarsi, mentre i partigiani del Battaglione “Giovanni Manni”,Giovanni Manni era stato un operaio comunista accoltellato ventenne nel 1921 da un fascista e sepolto a Terni. Cfr. Operai antifascisti e partigiani a Terni, p. 372: «Non qui sotto/questa nera zolla/dovevi finire la tua gioventù/straziata da ferro omicida/». parte della Brigata Garibaldi “Antonio Gramsci”, affrontarono il combattimento per difendere i compagni. Il monumento, eretto il 25 aprile del 1975, riporta la seguente dedica:
Persero la vita 8 volontari combattenti partigiani uccisi in combattimento:
1. Bettini Umberto, 27 anni, di Narni. 2. Blacket George, statunitense di Filadelfia. 3. Cecchetti Vincenzo, di San Rocco di Terni. 4. Fossatelli Alvise, di Terni. 5. Mauri Vincenzo, 17 anni, di Narni. 6. Ostili Luigi, di Greccio (RI). 7. Poggetti Terzilio di Otricoli (TR). 8. Schiavello (o Schiavelli) Antonio di Reggio Calabria.
Episodio di Ville di Vasciano A Ville di Vasciano, comune di Stroncone. il 9 maggio 1944 furono uccisi dai fascisti: 1. Bianconi Gario, nato a Terni nel 1924 e ivi residente, celibe, partigiano del btg. Manni della brigata garibaldina “Antonio Gramsci”. 2. Bianchini Virgilio, nato a Roma nel 1923 e ivi residente, celibe, partigiano del btg. Manni della brigata garibaldina “Antonio Gramsci”. Militi fascisti della GNR di Narni oltraggiarono, sfregiando, il cadavere di Virgilio Bianchini. Una lapide in memoria è a Casal Bertone, Roma.
Note
Bibliografia
Voci correlate Valle del Tevere Brigata Garibaldina "Antonio Gramsci"
Collegamenti esterni
Categoria:Stragi nazifasciste in Italia