Biografia Nato a Pressano da un cavalier Ferdinando Passi, si laureò in legge a Bologna e per un periodo fu segretario d'ambasciata a Roma per conto di Carlo VI. Venne ordinato diacono il 21 dicembre 1715, sacerdote il 25 febbraio dell'anno seguente, nominato canonico della cattedrale di Trento nel 1726 e quindi eletto decano dal Capitolo nel 1741; a quest'ultima carica rinunciò il 18 dicembre 1748, quando divenne invece preposito. Nel periodo che fu a Roma, il cardinal Giovanni Antonio Guadagni gli donò il corpo di san Vincenzo, e fra' Tommaso Cervioni quello di santa Fausta (entrambi corpi santi tratti dalle catacombe); portatili a Trento, vennero collocati dapprima nella chiesa delle Orsoline e poi, quando il convento venne soppresso e adibito a caserma nel 1810, trasferiti in quella di San Francesco Saverio.
Il 28 settembre 1744 Bartolomeo Passi venne nominato titolare di Pella e suffraganeo per il principe vescovo di Trento Domenico Antonio Thun; venne consacrato il successivo 25 ottobre a Vienna dal cardinal Sigismund von Kollonitz, concelebranti Maurizio Adolfo Carlo di Sassonia-Zeitz-Neustadt, vescovo di Litoměřice, e Ferenc Barkóczy, titolare di Tanagra. Il suo ufficio come suffraganeo avrebbe dovuto essere limitato al tempo di episcopato del Thun, invece rimase tale anche dopo che questi ebbe lasciato la sede nel 1748, anche se non risulta che venisse stipendiato in quanto tale; sempre nel 1748 concelebrò alla consacrazione di Leopold von Spaur come principe vescovo di Bressanone. Dal 1749 accompagnò Leopoldo Ernesto Firmian, coadiutore e sostituto del Thun, nella visita pastorale della diocesi; quell'anno consacrò la chiesa di San Giuseppe presso il lago di Caldaro e la cappella di Sant'Anna a Lana; nel 1750 visitò le Giudicarie passando anche a Ledro, Valvestino e Tignale; nel 1751 seguì il coadiutore nelle valli di Non e Sole.
Dimessosi il Firmian nel 1755, il Capitolo elesse come nuovo coadiutore Francesco Felice Alberti d'Enno, che il Passi consacrò il 14 novembre 1756 e che succedette al Thun come principe vescovo quando questi morì due anni dopo. In qualità di preposito il Passi fece restaurare la chiesa di Sant'Apollinare a Piedicastello, e la consacrò il 21 luglio 1760: nel tentativo di arginare l'umidità e prevenire i danni delle inondazioni del vicino Adige, il pavimento della chiesa venne rialzato di oltre un metro e mezzo, comportando tra l'altro il rifacimento del portale d'accesso; vennero inoltre messi tre nuovi altari e costruita la sagrestia.
Essendo abile nella gestione degli affari pubblici, nel 1762 venne inviato a Vienna per la questione dell'interdetto di Rovereto, un grave contrasto ecclesiastico tra il principe vescovo e la città di Rovereto, che riuscì a far risolvere in favore del primo. Qui venne colto dalla notizia della morte del vescovo, e fece velocemente ritorno a Trento dove trovò i canonici in disaccordo per l'elezione del successore: propose come candidato il cardinal Cristoforo Migazzi, ma senza esito, e, dopo trentaquattro scrutini a vuoto, il decano rimise l'elezione al Papa, nonostante il Passi si fosse opposto. Egli fece così pervenire al Pontefice una raccomandazione per il canonico Cristoforo Sizzo de Noris: questa venne accettata, e il Passi lo consacrò quindi principe vescovo il 21 dicembre 1763. Questo nuovo vescovo intraprese personalmente la visita pastorale della diocesi e si avvalse del suffraganeo solo per amministrare Cresime e ordinazioni sacre in città.
Bartolomeo Antonio Passi morì il 23 luglio 1774 nel Palazzo della Prepositura di Trento, accanto alla chiesa di Santa Margherita. Dopo il funerale in cattedrale, con l'orazione funebre tenuta da don Vincenzo Angeli, venne tumulato nel sepolcro in marmo posto sulla facciata della chiesa di Sant'Apollinare, che era servito in precedenza per gli abati benedettini dell'annesso monastero; sopra al sarcofago venne posta una lapide con iscrizione composta da don Bartolomeo Galvagni, segretario del vescovo.
Genealogia episcopale e successione apostolica La genealogia episcopale è: Cardinale Sigismund von Kollonitz Vescovo Bartolomeo Antonio Passi
La successione apostolica è: Vescovo Francesco Felice Alberti d'Enno (1756) Vescovo Cristoforo Sizzo de Noris (1763)
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Studenti dell'Università di Bologna Categoria:Vescovi ausiliari di Trento