Le Grand Méliès è un film di Georges Franju dedicato a Georges Méliès. La vita del regista e attore francese è ripercorsa in modo affettivo e rappresenta un omaggio al «genio dello spettacolo» e all'illusionista autore del Viaggio nella Luna.

Trama Autunno 1937, il castello di Orly ospita alcuni anziani cineasti in pensione, tra i quali, recita la voce della nipote Marie-Georges, Georges Méliès che insieme alla moglie Jeanne d’Alcy occupa un raffinato appartamento. Il film inizia con un valzer dedicato alla moglie che Georges suona al pianoforte e di cui Marie-Georges declama le poetiche parole. Con un viaggio all’indietro nel tempo si passa poi all’infanzia del regista e alle sue prime curiosità verso il mondo della magia della musica e dell’interpretazione fiabesca della vita. Vita che viene ripercorsa in tutto il suo arco con l’amaro finale della sequenza del la signora Méliès che porta un mazzo di viole per portarlo alla tomba di suo marito al Cimitero di Père-Lachaise insieme all’impressione del sorriso giovane della fioraia che si dissolve nel tragitto da percorrere.

Produzione Le Grand Méliès è una produzione Armor Films e fa parte di quei cortometraggi che Franju svolse nella prima parte della sua carriera prima di dedicarsi ai lungometraggi. Si tratta di un film poetico all'interno dell' «intensa e polemica attività documentaristica» come Le Sang des bêtes o Hôtel des invalides. Lo stesso regista ha comunque avuto modo di dichiarare che «Il sogno, la poesia l'insolito debbono emergere dalla realtà stessa. Tutto il cinema è documentario, anche quello più poetico. Mi piace ciò che è terribile, tenero e poetico».

Accoglienza Gerard Gozlan nel 1959 ricordò che «L'opera annoiò il pubblico e, per varie ragioni, dispiacque alla critica: "(...) ci presenta Méliès - scrisse Doniol-Valcroze più come un piccolo bottegaio e un prestigiatore che come il fantastico creatore che è stato"». Lo stesso Gozlan aggiunge «e invece è uno dei film più ricchi di emozioni, più perfetti che Franju abbia mai realizzato».

Critica Amélie Dubois ha scritto che in questo film Franju ricrea senza enfasi ma con il suo stile preciso e sobrio una vita ricca e appassionata.

Note

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