Biografia

Janez Šubic nacque da una famiglia di artisti, il cui capostipite era il padre Stefan, pittore e intagliatore. Tutti e cinque i figli furono artisti, ma quelli che si distinsero maggiormente furono appunto Janez e Jurij.

Dopo gli studi in un istituto tecnico e in un liceo, Janez Šubic studiò scultura e pittura, dapprima con il padre, poi con l'amico di questi, Janez Wolf. Nel 1873, si iscrisse all'Accademia di belle arti di Venezia, città in cui l'anno successivo si aggiudicò il primo premio per la composizione Gli ultimi momenti di Raffaello.

Dopo aver interrotto bruscamente gli studi, si recò all'Esposizione universale di Vienna del 1873 con il fratello Jurij e con il maestro Janez Wolf. Nella capitale asburgica ebbe modo di conoscere il pittore Anselm Feuerbach.

Nel biennio 1874-1875 Šubic visitò l'Italia con il pittore ceco Vojtěch Hynais. I due si recarono a Ferrara, Bologna, Firenze e Roma. A Roma, nell'ottobre 1875, Šubic riuscì a beneficiare di una borsa di studio per frequentare la locale Accademia di belle arti. Durante gli anni in Italia si dedicò alla pittura di paesaggio e studiò la luce e le condizioni atmosferiche tipiche del Mediterraneo. Questo lavoro si rivelò fondamentale nello sviluppo della successiva pittura paesaggistica slovena.

Rientrato in patria, nel 1877 dipinse il presbiterio della chiesa parrocchiale di Horjul, poi dal 1878 al 1880 visse a Vienna, dove fu allievo di Hans Makart, nonché suo collaboratore nella decorazione del corteo per le nozze d'argento dell'Imperatore Francesco Giuseppe. Nella capitale asburgica frequentò l'intellighenzia slovena (uno fra tutti Josip Stritar) e strinse contatti con la comunità ceca, che gli commissionò la decorazione del foyer e il restauro degli affreschi del Teatro Nazionale di Praga, andati in rovina in un incendio avvenuto nel 1883. Sempre a Praga Šubic si occupò di decorare con la grafite il Ponte Carlo.

Con i fratelli Valentin e Pavlet Jr. dipinse il presbiterio della chiesa capitolare di Buccari, in Croazia. Alla morte del padre, sopraggiunta nel 1884, rientrò in Slovenia e aiutò il fratello a completare alcune delle opere che il padre aveva già iniziato. Divenne professore di pittura decorativa presso la Scuola del Museo di arti e mestieri di Kaiserslautern e accettò di dipingere la nuova sede da destinare al museo, opera che eseguì tra il 1884 e il 1885. Nel 1885 dipinse l'atrio dell'allora Museo provinciale di Lubiana (oggi Museo nazionale della Slovenia) con il celebre dipinto Carniola, patrona della scienza e dell'arte.

Šubic si occupò anche di illustrazioni, di cui fu un pioniere nella sua nazione. Collaborò alle riviste Zvon (1878) e Slovan (1887) e all'almanacco Die österreichische Monarchie im Wort und Bild.

Morì nel 1889, dopo aver contratto la polmonite in uno dei suoi numerosi viaggi.

Note

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