Le elezioni presidenziali in Benin del 2026 si sono tenute il 12 aprile per il rinnovo della Presidenza del paese.

Esse hanno visto la vittoria schiacciante, come ampiamente previsto, dell’indipendente Romuald Wadagni che, forte di un’esperienza ministeriale consolidata e supportato dai due partiti politici già a supporto del suo predecessore Patrice Talon — Unione Progressista per il Rinnovamento (UP-R) e Blocco Repubblicano (BR) —, ha cosi potuto essere eletto con il 94,27% dei voti già al primo turno, sebbene in un clima elettorale in parte criticato per non essere stato completamente equo, per un nuovo mandato alla Presidenza.

Il presidente uscente, Patrice Talon, avendo raggiunto il limite costituzionale di due mandati consecutivi (oltre che, per altri motivi), non si è presentato per la rielezione.

Sistema elettorale Per le elezioni presidenziali, la legge elettorale beninese (come previsto anche dalla Costituzione, Artt. 42-43, 45-47), prevede l’applicazione di un sistema maggioritario a doppio turno: per essere eletti, infatti, è necessaria la maggioranza assoluta delle preferenze (50%+1).

Tuttavia, qualora ciò non avvenga, si attua un secondo turno di votazione tra i primi due candidati.

Novità di questa elezione, infine, è stata l’allungamento del mandato presidenziale che, per effetto di una riforma costituzionale approvata nel 2025, è ufficialmente passato a partire da questa elezione da cinque a sette anni.

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