È stato presidente del Libano dal 31 ottobre 2016 al 30 ottobre 2022; aveva ricoperto questa carica ad interim dal 22 settembre 1988 al 13 ottobre 1990.
Biografia Carriera militare Figlio di un macellaio in una modesta famiglia maronita libanese, studiò all'École d'application d'artillerie di Chalons-sur-Marne nel 1958-1959, nel 1958 divenne ufficiale di artiglieria nell'esercito libanese, nel 1966 frequentò un corso a Fort Sill in Oklahoma e si diplomò all'École supérieure de guerre a Parigi nel 1980.
Nel 1980 venne nominato capo della Brigata della Difesa, che era di stanza lungo la Linea Verde che separava la Beirut occidentale da quella orientale. Divenne generale di brigata nel 1982 durante la prima guerra del Libano.
Nel settembre 1983, durante la guerra civile libanese, Aoun era un generale di brigata (ʿAmīd) che guidava l'8ª Brigata di fanteria meccanizzata, prevalentemente, ma non esclusivamente, cristiana. L'ottava brigata ha contribuito a proteggere il campo profughi palestinese di Borj al-Barājine dal sinistro destino di Sabra e Shatila.
La battaglia di Suq el-Gharb La brigata di Aoun combatté contro i drusi pro-siriani e le milizie palestinesi nella battaglia di Suq el-Gharb, stabilendo fermamente le proprie capacità operative. Suq el-Gharb aveva un ruolo di spicco negli anni della guerra civile, ma durante questo particolare periodo la città attirò l'attenzione di tutto il mondo a causa del coinvolgimento della Marina degli Stati Uniti nella guerra di montagna. Al 31 agosto 1983, le forze di difesa israeliane (IDF) si ritirarono unilateralmente dal distretto di Shuf situato a sud-est di Beirut, rimuovendo così il cuscinetto tra le milizie druse e i cristiani maroniti delle Falangi Libanesi e innescando un altro giro di combattimenti brutali. A settembre, i Drusi avevano sconfitto le FL in una serie di operazioni e avevano acquisito il controllo di gran parte dello Shuf. Tuttavia, fu l'esercito libanese ufficiale, fedele al governo del presidente Amin Gemayel, che costituì una forza di blocco a Suq el-Gharb nel settembre 1983, contrastando il percorso delle milizie musulmane libanesi verso il palazzo presidenziale nel distretto di Baabda, e nei distretti urbani a controllo cristiano di Beirut est. Baabda si trovava sull'autostrada Beirut-Aley-Damasco e tutte le forze della milizia che avanzavano da sud dovevano passare attraverso Suq el-Gharb per entrare nella strada Beirut-Aley. Inoltre, Suq el-Gharb controllava una cresta che dominava i principali quartieri di Beirut est, di Baabda e Yarze, dove erano situati rispettivamente il Palazzo presidenziale e il complesso del Ministero della Difesa libanese.
L'ottava brigata fu schierata per riconquistare queste posizioni con la forza strappandole alle milizie palestinesi e druse, sostenute dai carri armati dell'esercito siriano e dall'artiglieria.
Il comandante in capo dell'esercito libanese, il tenente generale Ibrahim Tannous, cercò di coinvolgere gli statunitensi, insistendo sul fatto che avrebbero dovuto farlo, dal momento che i siriani sostenevano le milizie antigovernative. Inizialmente, gli statunitensi rifiutarono, ma alla fine furono d'accordo quando fu loro detto che Suq el-Gharb rischiava di essere invasa. L'incrociatore missilistico a propulsione nucleare USS Virginia, la fregata USS Bowen, i cacciatorpediniere USS John Rodgers e USS Arthur W. Radford spararono 338 colpi dai loro cannoni navali da 127 mm a sostegno delle unità dell'esercito libanese per difendere Suq el-Gharb. Alla fine, l'ottava brigata guidata da Aoun sopportò il peso degli attacchi e riuscì a mantenere il controllo della città dopo tre giorni di pesanti combattimenti. L'ottava brigata difese strenuamente un fronte di 15 miglia, respingendo numerosi tentativi d'impadronirsi del resto delle zone cristiane. Tuttavia rimane l'interrogativo se l'azione sarebbe riuscita senza il sostegno navale statunitense. Sfortunatamente, gran parte della città fu lasciata in rovina al termine delle ostilità.
Primo ministro e presidente ad interim Appoggiato anche dalla comunità musulmana, nel 1984 è stato nominato da Gemayel generale (ʿImād) e capo di stato maggiore della difesa.
Il 22 settembre 1988, nelle fasi terminali della guerra civile libanese, Michel Aoun, da 4 anni comandante in capo delle forze armate libanesi, ha formato un governo militare osteggiato dalla Siria e da altre fazioni combattenti. Questo suo incarico gli venne affidato dal presidente del Libano Amin Gemayel, dopo il licenziamento dalla carica di Selim al-Hoss, quando il mandato di Gemayel stava per scadere; oltre a questo Amīn nominò sei ufficiali, tre cristiani e tre musulmani, che avrebbero dovuto essere agli ordini di Aoun.
Aoun assunse inoltre alla scadenza del mandato di Amin Gemayel, la carica ad interim di presidente del Libano dal settembre 1988 al novembre 1989.
La controversa decisione vide l'ascesa di due governi rivali che si contendevano il potere in quel momento, uno del generale Aoun e l'altro del primo ministro Selim al-Hoss che, sostenuto dalla Siria e dai suoi alleati locali, aveva dichiarato non valido il suo licenziamento. Questi due governi (uno civile e principalmente musulmano guidato da al-Hoss, l'altro militare e cristiano guidato da Michel Aoun in qualità di primo ministro) si dividevano il controllo della capitale: a Beirut ovest comandava al-Hoss mentre a Beirut est era il militare a governare.
La mossa di Gemayel fu di dubbia validità, poiché violò il Patto Nazionale del 1943, che riservava la posizione di primo ministro a un musulmano sunnita. Gemayel sosteneva, tuttavia, che poiché il Patto Nazionale riservava anche la presidenza a un cristiano maronita, e poiché il primo ministro assume i poteri e i doveri del presidente in caso di vacanza, sarebbe stato opportuno affidare temporaneamente tale carica a un maronita. Gemayel fece riferimento al precedente storico del 1952, quando il generale Fu'ad Shihab, un cristiano maronita, venne nominato primo ministro di un governo di transizione in seguito alle dimissioni del presidente Bishara al-Khuri.
In lotta con la Siria Per più di un anno Aoun combatté contro l'esercito siriano per cacciarlo dal Libano e per fare questo si fece aiutare dall'Iraq, lo storico nemico della Siria, accettando armi e altri rifornimenti. Pur essendo cristiano maronita Aoun non esitò a entrare in conflitto con la milizia cristiana di destra "Forze Libanesi", capitanata dai seguaci del clan Gemayel, quando essa cercò di mettersi di traverso rispetto al suo progetto politico-militare di ricostituzione dell'autorità statale libanese.
Il 14 marzo 1989, la Siria si vendicò del tentativo di Aoun e l'artiglieria siriana bombardò il palazzo presidenziale e il Ministero della Difesa. Percependo un momento cruciale della guerra civile che infuriava in Libano dal 1975, Aoun dichiarò una "guerra di liberazione" contro l'esercito siriano. Quest'ultimo era più numeroso e godeva di una riserva strategica più profonda delle forze armate libanesi (all'epoca circa 40.000 truppe siriane erano in Libano). Le forze armate libanesi tuttavia erano meglio equipaggiate e addestrate e furono abilmente guidate da Aoun controllando anche posizioni strategiche chiave. Esse potevano contare sul sostegno della popolazione locale. Nei mesi successivi l'esercito di Aoun e i siriani si scambiarono fuoco di artiglieria a Beirut e in altre aree. A settembre, Aoun accettò un cessate il fuoco mediato dalla Lega araba.
Nell'ottobre 1989, i membri dell'Assemblea nazionale libanese s'incontrarono per redigere l'accordo di Ta'if nel tentativo di risolvere il conflitto libanese. Questo accordo è stato successivamente rivelato essere stato preparato due anni prima da Rafiq al-Hariri. Aoun si rifiutò di partecipare, denunciò i politici che lo fecero come traditori ed emanò un decreto di scioglimento dell'assemblea. Dopo che l'Accordo di Ta'if fu firmato nonostante la sua opposizione, Aoun lo denunciò ulteriormente per non aver fissato una data per il ritiro dell'esercito siriano dal Libano. Dopo aver firmato l'accordo di Ta'if, l'assemblea nazionale si riunì a novembre 1989 ed elesse René Moawad presidente della Repubblica. Nonostante la forte pressione della Siria per licenziare Aoun, Moawad non cedette e la sua presidenza terminò 17 giorni dopo quando fu assassinato.
Elias Hrawi venne eletto al suo posto. Dopo aver assunto l'incarico di presidente, Hrawi nominò il generale Émile Lahoud comandante dell'esercito e ordinò ad Aoun di uscire dal palazzo presidenziale. Aoun respinse il suo licenziamento e per quasi un anno si fronteggiarono due amministrazioni rivali. Alla fine i siriani ottennero tacitamente il sostegno del governo americano guidato da George H. W. Bush in cambio della loro partecipazione alla coalizione contro l'Iraq nella prima guerra del Golfo. L'invasione del Kuwait da parte di Saddam Hussein aveva fatto coalizzare il mondo occidentale e diversi Paesi arabi (tra cui la Siria) contro il suo principale alleato. Il 13 ottobre 1990, le forze siriane invasero le roccaforti di Aoun, incluso il palazzo presidenziale di Ba'abda, uccidendo centinaia di soldati e civili libanesi.
Esilio e ritorno in patria Con l'ingresso a Beirut delle truppe siriane della FAD, Aoun si vide costretto a rifugiarsi nell'ambasciata francese di Beirut e ad andare in esilio. Le possibilità di Aoun di ricostruire un Libano stabile e indipendente si infransero. Aoun visse a Parigi per 15 anni.
Aoun tornò in Libano il 7 maggio 2005, undici giorni dopo il ritiro delle truppe siriane dal paese e fondò e guidò il Movimento Patriottico Libero (MPL), () che contestava la Rivoluzione dei cedri, e insieme a Hezbollah e Amal si oppose alla maggioranza parlamentare antisiriana che reggeva l'esecutivo guidato da Fouad Siniora.
Nel 2006, come capo dell'MPL, ha firmato un memorandum d'intesa con Hezbollah, dando inizio a una grande alleanza che è rimasta attiva da allora. Aoun fu eletto in parlamento insieme ad altri 14 membri del partito.
Durante la crisi politica che colpì il Libano tra il 2007 e il 2008, in cui per diversi mesi non si riuscì ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, Aoun si autocandidò per ricoprire tale carica, ma questa possibilità non venne mai presa seriamente in considerazione dall'ambiente politico libanese che preferì il Capo di Stato maggiore Michel Suleiman.
L'11 luglio 2008, il partito di Aoun riuscì ad entrare nel governo libanese con Issam Abu Jamra come vice Primo Ministro, Gebran Bassil come ministro delle Telecomunicazioni e Mario Aoun come ministro degli Affari Sociali. È stata la prima partecipazione dell'MPL a qualsiasi governo libanese.
Il 3 dicembre 2008 Michel Aoun effettuò una visita ufficiale in Siria dove venne ricevuto dal presidente Bashār al-Asad. Durante la conferenza stampa, tenutasi il giorno stesso, Aoun dichiarò che voleva costruire il futuro insieme alla Siria e lasciarsi il passato alle spalle. La visita e la dichiarazione di Aoun si possono considerare storiche se si esaminano i suoi precedenti rapporti con la Siria. Nel 2008 il suo partito entrò al governo con 5 ministri.
Nelle elezioni del 2009 la sua coalizione filosiriana "Alleanza 8 marzo" con Hezbollah e Amal perse le elezioni. Il suo partito ottenne comunque 19 seggi ed entrò nel governo di unità nazionale. Il Movimento Patriottico Libero nominò tre ministri: il Ministero delle Telecomunicazioni, il Ministero dell'Energia e dell'Acqua e il Ministero del Turismo.
Nel corso del 2010 rafforzò i suoi legami con Hezbollah, al quale non fece mancare sostegno politico e morale durante la querelle riguardante il Tribunale Speciale per il Libano, che denunciò come lo strumento dell'influenza USA e israeliana. Rinsaldò anche i legami con il partito (ex-milizia) Marada, creato dall'Ex-Presidente della Repubblica Suleiman Frangieh, un altro leader cristiano maronita critico con le Falangi dei Gemayel e alle Forze libanesi di Geagea.