Biografia Nacque nel 1398 da Angelo, condottiero originario di Pergola che fu poi al servizio del duca di Milano Filippo Maria Visconti e che fu creato conte di Biandrate.

Intrapresa la carriera ecclesiastica, era chierico nella diocesi di Gubbio quando, il 24 agosto 1425, papa Martino V lo nominò vescovo di Parma. Ricevette la consacrazione episcopale il 18 settembre 1426 dalle mani del vescovo Pietro Grassi, vescovo di Pavia. Quello stesso giorno prese possesso della sede parmense. Nel 1430, inoltre, si addottorò a Pavia.

Fin dagli inizi, il suo episcopato si caratterizzò per la strenua difesa dei diritti del vescovo: nel 1431 riacquistò il possesso dei beni della mensa vescovile, che gli erano stati sottratti dal duca Filippo Maria. Nel 1432, dopo aver ricevuto a Parma l'imperatore Sigismondo di Lussemburgo (che confermò i privilegi vescovili), prese parte ai lavori del concilio di Basilea. In quella sede ritornò più volte negli anni seguenti: nel 1434 ottenne il riconoscimento del possesso di Castrignano, nel 1436 ottenne la conferma dei privilegi riconosciuti ai vescovi di Parma da papa Innocenzo IV. Inoltre, fu incaricato di recarsi in Oriente per trattare la partecipazione degli ortodossi al Concilio di Basilea: alla metà del 1436 si recò in Oriente, mentre due anni dopo fu inviato in Grecia. Il suo operato si concluse con un successo, in quanto al Concilio presero parte anche l'imperatore Giovanni VIII Paleologo, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Giuseppe II e altri 700 prelati ortodossi.

Nonostante le frequenti assenze da Parma, si impegnò a lungo per difendere i diritti e l'autorità vescovili, e al contempo cercò di aumentare le ristrette entrate della diocesi. Per questo motivo era solito concedere indulgenze a chi contribuiva economicamente alla costruzione di chiese.

Nel 1452 ricevette l'incarico di visitare la diocesi dal cardinale Bessarione, legato a Bologna, mentre nel 1459 si recò a Mantova, dove si era riunito un concilio finalizzato a preparare una crociata contro gli ottomani.

Nel 1463 si accordò con Giacomo Antonio della Torre, vescovo di Modena, per cedergli la sede parmense; in cambio, della Pergola avrebbe ottenuto la sede di Modena. L'accordo fu formalizzato da Pio II il 24 settembre 1463.

A Modena, nei due anni del suo episcopato, dispose nel 1464 di effettuare un censimento delle chiese della diocesi e di tutti i benefici, mentre all'inizio dell'anno successivo emanò un editto contro gli usurai.

Morì nel corso dei primi mesi del 1465.

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Vescovo Pietro Grassi Vescovo Delfino della Pergola

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Vescovi di Parma Categoria:Vescovi e arcivescovi di Modena