Biografia Paolo Belfiore nacque il 22 maggio del 1840 a Mortara, in provincia di Pavia, da una madre nubile che dichiarò alla levatrice di non conoscere il padre e pertanto di non voler tenere il bambino. Dopo essere stato battezzato, venne esposto lo stesso giorno nel brefotrofio di Vigevano, città della stessa provinciaIl sindaco G. Bertolli e il segretario G. Marchetti, “Verbale di registrazione d’un Bambino illegittimo”, Mortara, 22 maggio 1840.. Il 19 giugno“Registro Generale degli Esposti per il Circondario di Lomellina in Vigevano 1819-1849 n. 1”, Vigevano, 1840., (alcune fonti dicono vent’uno giorni dopo la nascitaGiuseppe Ottone, Un ricoverato del nostro Brefotrofio nella spedizione dei Mille, “Viglevanum. Rivista della società vigevanese di lettere, storia ed arte”, anno IV, Vigevano, 1910, p. 148. e altre ventisetteGiacomo Locatelli, Uno dei Mille, “Il Libero Operaio”, Vigevano, 1º agosto 1885.), il bambino fu affidato ad Antonio (altrove Giuseppe) Frascada e a Maria (in alcuni documenti Antonia.) Longhini, che abitavano a Ottobiano di Lomellina, dove fu allevato insieme alle figlie della coppia, con le quali strinse rapporti di affetto fraterno fino alla morte. Da questa famiglia acquisì il secondo cognome, Frascada..
Durante l’adolescenza svolse i mestieri prima di spazzacamino e poi di stalliere.
Tra gli ultimi giorni di aprile e i primi di maggio del 1860, all’età di vent’anni, ebbe l’occasione di incontrare a San Giorgio di Lomellina, mentre con una carriola piena di asparagi e con le scarpe legate al collo (al tempo era garzone di mercato) si stava recando al mercato di Pavia, alcuni studenti guidati dai fratelli Cairoli che stavano cantando a passo di marcia in direzione di Quarto per imbarcarsi poi verso la Sicilia; questi gli offrirono di unirsi a loro e così partì il 6 maggio.
A Talamone fu affidato alla XV divisione., VII compagnia, comandata dal capo Salterio, insieme al gruppo che aveva conosciuto a San Giorgio.
Nella battaglia di Calatafimi il 15 maggio fu ferito tre volte, la prima e la seconda di baionetta alla coscia destra e alla mano, la terza fu colpito da un proiettile tra il naso e l’occhio sinistro che gli uscì poi sotto l’orecchio destro vicino alla nuca. Venne creduto morto e spogliato della camicia rossa, fino a quando, il terzo giorno, lo zoccolo del cavallo di un ufficiale garibaldino che stava vigilando la sepoltura dei morti, lo toccò e lui diede segni di vita. Venne portato in ospedale ad Alcamo e si riprese. Riuscì a partecipare dunque ad altri combattimenti e a guadagnarsi in luglio il grado di sergente con la medaglia al valore militare. Al termine della campagna venne trasferito alla Real Casa Invalidi di Sorrento il 10 gennaio 1861 e poi in quella di Asti.
Ebbe la medaglia commemorativa e la pensione dei Mille per la prima Spedizione a Marsala con decreto del Senato di PalermoIl Ministro, “Documento Ministero della Guerra n. 452”, Torino, 15 marzo 1865. e la suddetta medaglia d’argento al valor militare con annesso soprassoldo di lire cento annue in seguito a Regio Decreto del 12 giugno 1861 per essersi distinto durante la Campagna dell’Italia Meridionale.
Ottenne il congedo assoluto nel 1862 in seguito a sua stessa richiesta con la quale rinunciava a ogni beneficio economico futuro; gli fu però concessa una buonuscita equivalente a un anno di paga e la gratuità del mezzo del trasporto per il rientro a casa. Su tale foglio di congedo furono specificate alcune sue caratteristiche fisiche: statura metri 1,70, capelli castani, sopracciglia normali, occhi normali, fronte spaziosa, naso aquilino, bocca media, mento acuto, viso piccolo, colorito olivastro, segni particolari cicatrice all’occhio sinistro.
Dopo il congedo si trasferì a Garlasco il 3 gennaio 1865Il sindaco, “Scheda delle notizie inviata ad Archivio Storico dei Mille di Milano”, Garlasco, 1º settembre 1904. dove si sposò con Teresa Ferri e si diede al commercio di legname senza molta fortuna“Libretto di famiglia di Frascada Belfiore Paolo”, Garlasco, 6 agosto 1888, p. 1..
Nel 1866 seguì di nuovo Garibaldi nella Campagna del Tirolo. Fu ferito, ma riuscì a scampare ancora una volta alla morte e poté fare ritorno alla sua famiglia a Garlasco..
Nei giorni in cui partiva il pellegrinaggio a Palermo per celebrare il venticinquesimo anniversario dell’eroica rivoluzione, si ammalò e questa volta, il 28 maggio del 1885Il sindaco, “Scheda delle notizie inviata ad Archivio Storico dei Mille di Milano”, cit., morì, tra l’indifferenza generale sia a Garlasco che a Vigevano, lasciando alla moglie quattro figli, Alberto nato nel 1877 (parrucchiere“Annotazione anagrafe”, Torino, 10 settembre 1904.), Antonia del 1879 (maestraIl sindaco, “Nota n. 630”, Ottobiano, 6 settembre 1904.), Giuseppe del 1882 e Paolo del 1885 (parrucchieri“Annotazione anagrafe”, cit.)“Libretto di famiglia di Frascada Belfiore Paolo”, cit., pp. 3-4., quest’ultimo non avrebbe mai conosciuto il padre..
''' Note
Bibliografia
Il sindaco G. Bertolli e il segretario G. Marchetti, “Verbale di registrazione d’un Bambino illegittimo”, Mortara, 22 maggio 1840. “Registro Generale degli Esposti per il Circondario di Lomellina in Vigevano 1819-1849 n. 1”, Vigevano, 1840.
Il Ministro, “Documento Ministero della Guerra n. 452”, Torino, 15 marzo 1865. Il sindaco, “Scheda delle notizie inviata ad Archivio Storico dei Mille di Milano”, Garlasco, 1º settembre 1904. “Libretto di famiglia di Frascada Belfiore Paolo”, Garlasco, 6 agosto 1888. “Annotazione anagrafe”, Torino, 10 settembre 1904. l sindaco, “Nota n. 630”, Ottobiano, 6 settembre 1904.