La scomparsa di Paula Jean Welden è un caso di cronaca che riguarda la scomparsa di una studentessa universitaria statunitense. Le critiche riservate alle autorità locali per gli errori commessi nelle indagini portarono alla creazione della Polizia di Stato del Vermont. Il caso non ha mai trovato soluzione, ed è stato collegato ad altri eventi simili avvenuti nella stessa area (soprannominata per questo motivo "Triangolo di Bennington") nell'arco di cinque anni.
Si dice che la scomparsa abbia ispirato l'autrice Shirley Jackson nella scrittura del suo secondo romanzo, Hangsaman, sebbene tale ipotesi sia stata messa in discussione in tempi recenti.
La vittima Paula Jean Welden era la maggiore di quattro figlie dell'ingegnere industriale, architetto e designer William Archibald Welden (1900–1970) e di sua moglie Jean Douglas (1901–1976), originari di Stamford. Impiegato presso la Revere Copper and Brass Company, il padre di Welden era il progettista di molti utensili domestici di uso comune, nonché di eleganti shaker per cocktail e altri oggetti. Paula Jean si diplomò alla Stamford High School nel 1945.
Nel 1946, Welden era una studentessa del secondo anno al Bennington College di North Bennington, nel Vermont. Il suo dormitorio universitario era la Dewey House, uno dei dormitori più antichi del campus, tutt'oggi esistente. Alla fine di novembre di quell'anno, Welden decise di trovare e percorrere una parte del Long Trail, un sentiero escursionistico situato a poche miglia dal campus. Cercò di convincere altri studenti a unirsi a lei, ma erano occupati, pertanto decise di avventurarsi sul sentiero da sola.
Scomparsa Il 1° dicembre, dopo aver terminato il suo turno nella mensa del Bennington College, Welden tornò in camera sua e si cambiò d'abito. I suoi vestiti erano adatti al clima di quel pomeriggio, ma non al previsto calo di temperatura notturno. Non aveva preparato nessuna borsa, nessun cambio di vestiti e nessun extra in contanti, come se avesse previsto di tornare entro qualche ora.
Welden si diresse a piedi verso l'ingresso del campus e fece l'autostop dalla State Route 67A fino a un punto sulla State Route 9 vicino al Furnace Bridge, tra il centro di Bennington e Woodford Hollow. L'imprenditore locale Louis Knapp la prelevò e la portò fino a casa sua sulla Route 9, a circa 4 km dal Long Trail. Da questo punto, Welden proseguì a piedi o in autostop per il resto del tragitto fino all'inizio del sentiero a Woodford Hollow.
Un gruppo di escursionisti stava percorrendo il Long Trail mentre Welden lo stava percorrendo in salita. Si avvicinò a loro e fece alcune domande sul sentiero. Welden continuò a camminare in direzione nord sul tratto di strada del sentiero oggi noto come Harbour Road, nonostante stesse calando il buio.
Ricerche Quando Welden non fece ritorno al campus, inizialmente la sua compagna di stanza pensò che fosse andata in biblioteca a studiare per gli esami; la mattina dopo, tuttavia, non era ancora rientrata. Una volta avvisati gli amministratori del college, iniziarono immediatamente le ricerche nel campus. Fu allertato il procuratore distrettuale della contea di Bennington e lo sceriffo della contea fu chiamato per aiutare nelle ricerche. Nei giorni successivi, la visita di Welden al Long Trail venne scoperta quando uno degli escursionisti che aveva avvicinato identificò la donna dalla foto pubblicata sul giornale Bennington Banner, dove lavorava.
Nelle settimane successive, si svolsero ampie ricerche nella zona. Il Bennington College chiuse per diversi giorni e studenti e docenti parteciparono alle ricerche organizzate. Centinaia di volontari, familiari, truppe della Guardia Nazionale e vigili del fuoco cercarono Welden senza successo. Le ricerche via terra e via aria si concentrarono sul Long Trail fino al monte Glastenbury (16 km a nord), sui vari rami del sentiero e lungo la Route 9 da Bennington a Brattleboro. La maggior parte di coloro che partecipavano alle ricerche presumeva che Welden si fosse persa nei boschi. Quando non furono trovati indizi sulla sua posizione, iniziarono a essere prese in considerazione altre teorie.
Indagine della polizia di Stato del Connecticut Venne ipotizzato che Welden fosse di umore insolitamente allegro al momento della scomparsa e che ciò indicasse che volesse scappare per iniziare una nuova vita, magari con un amante segreto. Teorie più macabre sostenevano che si fosse ferita e avesse perso la memoria, che si fosse suicidata a causa di depressione, che fosse stata vittima di rapimento o di un omicidio.
All'epoca della scomparsa di Welden, nel Vermont non esisteva un'organizzazione di polizia statale e il procuratore distrettuale, lo sceriffo della contea e l'investigatore statale Almo Franzoni erano responsabili della ricerca di eventuali indizi. Il padre di Welden fece pressioni sugli investigatori e sul governatore Mortimer R. Proctor affinché venisse richiesto l'intervento di ulteriori forze dell'ordine professionali. Proctor chiese al governatore del Connecticut, Raymond E. Baldwin, di prestare assistenza. Il detective della polizia di Stato del Connecticut Robert Rundle e l'agente di polizia statale Dorothy Scoville furono incaricati del caso. Interrogarono ogni persona che poteva aver visto Welden, che viveva lungo il percorso intrapreso dalla donna o che si trovava nelle vicinanze del Long Trail il giorno della scomparsa.
Gli investigatori scoprirono che una delle ultime persone a vedere Welden vivo fu un boscaiolo di nome Fred Gaudette, che viveva lungo Harbour Road. Gaudette stava litigando con la sua partner quando Welden passò di lì. Poco dopo, arrabbiato per la discussione, se ne andò e, a seconda delle diverse dichiarazioni che fece, andò nella sua baracca e trascorse la serata da solo oppure percorse in auto la parte del sentiero (dove Welden si stava dirigendo). Mentì alla polizia in diverse occasioni e fu una persona di interesse, sia nel 1946 che quando il caso fu riaperto nel 1952. Secondo quanto riferito, Gaudette disse ad almeno due persone di essere a conoscenza del luogo in cui era seppellita Welden, ma in seguito affermò che stava scherzando. La pista investigativa fu chiusa a causa di mancanza di prove concrete sul fatto che fosse stato consumato un delitto.
Il modo in cui la scomparsa di Welden fu gestita dalle forze dell'ordine locali fu aspramente criticato. Il padre di Welden sottolineò che la mancanza di un'organizzazione statale delle forze dell'ordine e la mancanza di formazione degli sceriffi locali contribuirono a un'indagine condotta male. Entro sette mesi dalla scomparsa di Welden, la legislatura del Vermont creò la Polizia di Stato del Vermont per colmare le mancanze.
Casi collegati Nella stessa area in cui Welden scomparve, tra il 1945 e il 1950 furono segnalate almeno altre quattro sparizioni rimaste senza soluzione. A causa della stranezza di questi eventi, il conduttore radiofonico e scrittore del Vermont Joseph A. Citro soprannominò l'area boscosa a nord-est di Bennington "il Triangolo di Bennington", un riferimento alle sparizioni inspiegabili nel Triangolo delle Bermuda.
Altre due autostoppiste sono scomparse in circostanze simili nella regione del New England tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta e si è ipotizzato che tutte e tre potessero essere state vittime di un serial killer non identificato:
Katherine Hull, di ventidue anni, scomparve da Lebanon Springs, New York, il 2 aprile 1936, venendo vista l'ultima volta mentre faceva l'autostop. Contrariamente alle altre due vittime, la morte di Hull è stata effettivamente confermata, in quanto i suoi resti furono ritrovati in una battuta di caccia più di sette anni dopo, l'8 dicembre 1943, vicino al confine con lo Stato di New York, sul versante occidentale di West Mountain a Hancock, a metà strada tra la cima di West Mountain e Lebanon Springs Road, vicino al luogo dove Hull era stata avvistata prima di sparire. Le autorità non sono riuscite a stabilire la causa della morte della Hull, né se si sia trattato di una morte accidentale o di un omicidio. Constance Christine "Connie" Smith, una bambina di dieci anni, scappò da Camp Sloane a Lakeville, il 16 luglio 1952, e fu vista per l'ultima volta mentre faceva l'autostop lungo la Route 44. Poiché Smith sembrava più grande di quanto non fosse in realtà, un autore ipotizzò che potesse essere stata vittima di un serial killer con una predilezione per le giovani donne tra i 18 e i 29 anni, come Welden e Hull.
Letteratura
L'autrice Shirley Jackson potrebbe essersi ispirata alla scomparsa di Welden quando scrisse il suo secondo romanzo Hangsaman nel 1951, come indicato dai documenti della Jackson conservati presso la Biblioteca del Congresso. All'epoca della scomparsa di Welden nel 1946, Jackson viveva a North Bennington, in quanto suo marito lavorava al Bennington College, dove viveva e studiava Welden. Il racconto di Jackson La ragazza scomparsa, incluso in Un giorno come un altro (la raccolta del 1996 dei suoi racconti inediti), fa anch'esso riferimento al caso Welden. A sua volta, l'interesse di Shirley Jackson per la scomparsa di Welden viene trattato nel romanzo Shirley di Susan Scarf Merrell del 2014, da cui è stato tratto un film omonimo nel 2020. La narratrice del romanzo è ossessionata dal rapporto artistico di Jackson con il caso. L'autrice Donna Tartt ha affermato che affermato che la scomparsa di Welden è stata d'ispirazione per il suo romanzo Dio di illusioni.
Note
Welden, Paula Jean