Nahr al-Bared (in arabo: نهر البارد, letteralmente: Fiume Freddo) è un campo profughi palestinese nel nord del Libano, a 16 km dalla città di Tripoli (Libano), prende il nome dal fiume che scorre a sud del campo stesso.

Nel campo e dintorni vivoni circa palestinesi sfollati e i loro discendenti.

In base agli accordi del Cairo del 1969 la sicurezza interna è garantita dalle fazioni palestinesi, l'esercito libanese non entra convenzionalmente nei campi profughi palestinesi.

Nahr al-Bared si trova affacciato sul Mar Mediterraneo. Esso è composto dal un campo "ufficiale" o "vecchio" e da un campo "non ufficiale" o "nuovo".

Il campo "vecchio" si estende per circa 0,2 km² ed è sotto la responsabilità dell'UNRWA. Il campo "nuovo" si estende principalmente a nord del vecchio campo e, in misura minore, a est e a sud. È meno densamente popolato, molte famiglie benestanti vi hanno costruito le proprie case negli ultimi anni.

Il campo fu istituito nel dicembre del 1949 dalla Lega delle Società della Croce Rossa per accogliere i rifugiati palestinesi sfollati a seguito dell'espulsione e della fuga dei palestinesi avvenute durante la guerra civile palestinese del 1948.

Il campo fu allestito al di fuori dei principali centri abitati e insediamenti libanesi, questo rese Nahr al-Bared più isolato dalla società libanese rispetto a molti altri campi profughi del Libano. Tuttavia, grazie alla sua posizione sulla principale via di comunicazione con la Siria e alla sua vicinanza al confine siriano, Nahr al-Bared divenne un importante centro di scambi commerciali per i libanesi della regione di Akkar.

Nella tarda notte di sabato 19 maggio 2007, a Tripoli, un edificio circondato dalle Forze di Sicurezza Interne libanesi (ISF) stava ospitando un gruppo di militanti di Fath al-Islam accusati di aver partecipato ad una rapina in banca avvenuta quello stesso giorno. Le ISF attaccarono l'edificio nelle prime ore di domenica 20 maggio 2007, dando inizio ad scontri durati l'intera giornata tra le ISF e i militanti di Fatah al-Islam. In risposta, alcuni membri di Fatah al-Islam nel campo profughi di Nahr al-Bared (a 16 km da Tripoli) attaccarono un posto di blocco dell'esercito, uccidendo diversi soldati. L'esercito rispose immediatamente bombardando il campo.

Il campo divenne il centro di pesanti scontri tra l'esercito libanese e Fatah al-Islam. Subì pesanti bombardamenti durante l'assedio e causò la fuga della maggior parte degli abitanti che cercarono rifugio nel vicino campo profughi palestinese di Beddawi (raddoppiandone la popolazione) più a sud, verso Tripoli, Beirut e Saida. Gli ultimi civili (25 donne e 38 bambini, familiari di membri di Fatah al-Islam) furono evacuati dal campo venerdì 24 agosto 2007.

Il conflitto tra l'esercito libanese e Fatah al-Islam si concluse domenica 2 settembre 2007 quando l'esercito libanese assunse il pieno controllo del campo profughi.

L'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), incaricata di offrire assistenza ai palestinesi, ebbe grandi difficoltà a contenere questa crisi umanitaria senza precedenti. Nel frattempo, la maggior parte degli sfollati attendeva in rifugi improvvisati nel campo di Beddawi e in altri accampamenti l'arrivo di una sistemazione.

Nahr al-Bared ospitava anche uno dei più grandi mercati del Libano settentrionale, molti libanesi facevano affidamento sui prodotti quivi commercializzati a prezzi inferiori perché esentasse o perché provenienti dal mercato nero, questo permetteva di mantenere basso il costo della vita in un paese con un'inflazione al 5,6%. La chiusura di Nahr al-Bared fu un colpo devastante per l'economia locale. Il fallimento della comunità internazionale, e in particolare degli stati arabi, nel rispondere all'emergenza umanitaria di Nahr al-Bared significò uno stravolgimento della vita dei rifugiati del campo profughi.

Note

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