La dissezione dell'arteria vertebrale (VAD) è una lacerazione a forma di lembo nella parete interna dell'arteria vertebrale, che si trova nel collo e fornisce sangue al cervello.
La dissezione dell'arteria vertebrale si verifica in circa 1 persona su ogni anno. È meno comune della dissezione dell'arteria carotide (la dissezione delle grandi arterie nella parte anteriore del collo). Se considerate insieme, queste due lesioni costituiscono il 10-25% degli ictus ischemici nei giovani e nelle persone di mezza età.
La VAD fu descritta in modo completo per la prima volta dal neurologo canadese C. Miller Fisher, negli anni Settanta.
Le VAD possono verificarsi in seguito a traumi meccanici al collo, come quelli imputabili a tosse, incidenti stradali, strangolamento o manipolazioni vertebrali, ma possono anche manifestarsi spontaneamente. In seguito alla lacerazione, il sangue entra nella parete arteriosa e forma un trombo, causandone così l'ispessimento, e impedendo, spesso, la corretta circolazione del sangue. L'emorragia subaracnoidea è una delle possibili complicanze.
Chi è affetto da disturbi del tessuto connettivo, come la sindrome di Ehlers-Danlos, è sottoposto a rischi più alti.
I sintomi iniziali generalmente consistono in un'insorgenza improvvisa di mal di testa e cervicalgia concentrata su un lato del collo; questi primi sintomi possono essere accompagnati da sintomi tipici dell'ictus, come difficoltà nell'articolare le parole, perdita di coordinazione o visione doppia.
La diagnosi viene solitamente effettuata tramite tomografia computerizzata (TC) o risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto.
In genere, il trattamento viene effettuato somministrando farmaci antiaggreganti, come l'aspirina, o anticoagulanti, come l'eparina o il warfarin.
Circa il 10% delle persone affette da VAD muore poco dopo l'esordio. Di coloro che sopravvivono a questo periodo iniziale, circa il 75% guarisce completamente, o comunque accusa un impatto minimo sulle proprie funzionalità, mentre la percentuale restante subisce danni più gravi, e il 2% circa muore a causa di complicanze.
Note
Categoria:Angiologia Categoria:Malattie dell'apparato cardiocircolatorio