Nella seconda guerra mondiale le forze britanniche e gli alleati catturarono e deportarono prigionieri di guerra italiani in India.

Si stima che circa 68.000-70.000 militari italiani siano stati trasferiti in India, rendendo questo uno dei maggiori contingenti di prigionieri di guerra italiani detenuti fuori dall'Europa e dal Nord Africa.

Storia Fin dal 1940 affluirono in India i primi prigionieri di guerra italiani catturati nel Mar Rosso e successivamente in Nord Africa a seguito della controffensiva inglese nel periodo dicembre 1940 - marzo 1941.

La maggior parte dei prigionieri fu catturata durante le offensive britanniche in Libia e in Africa Orientale Italiana (Etiopia, Eritrea, Somalia). Dopo la sconfitta italiana a Bardia (dicembre 1940-gennaio 1941) e in altre battaglie, migliaia di soldati vennero fatti prigionieri dagli inglesi e dagli australiani. Durante tutta l’Operazione Compass vennero catturati 115 000 prigionieri italiani e tra questi 22 generali.

Per alleggerire la pressione sui campi in Egitto e in Medio Oriente, e per evitare che potessero essere liberati, i britannici decisero di trasferirli via nave in India, colonia dell'Impero britannico lontana dai teatri di guerra.

I primi convogli arrivarono a Bombay (oggi Mumbai) già all'inizio del 1941. I prigionieri sbarcavano e venivano fatti marciare per le strade della città sotto scorta armata, prima di essere distribuiti nei campi. Il trasporto avveniva su navi affollate, con condizioni spesso dure durante la traversata.

I prigionieri furono distribuiti in circa 29 campi di prigionia militari organizzati in 6 gruppi principali:

Bangalore uno dei campi più grandi e importanti (campi 1-8);

Bhopal enorme campo, ospitò decine di migliaia di italiani (campi 9-16);

Yol, vicino a Dharamsala, ai piedi dell'Himalaya (circa 1.800 metri di altitudine): ospitò fino a 10.000 ufficiali italiani. A Yol esiste ancora oggi un piccolo monumento commemorativo dedicato ai prigionieri italiani.

Ramgarh (Bihar/Jharkhand) campo di transito iniziale per molti (campi 21-24)

Dehradun / Premnagar / Clement Town (Uttarakhand)

Ahmednagar (Maharashtra) usato soprattutto per internati civili

Nel 1944 il numero di prigionieri diminuirono sensibilmente in quanto parte di questi vennero trasferiti in Australia e in Inghilterra.

Vita nei campi I prigionieri indossavano uniformi color rosso scuro con una grande stella a cinque punte integrata nella stoffa (per impedire rimozioni). Le condizioni variavano: baracche di legno o tende, recinzioni di filo spinato, guardie indiane e britanniche. Gli inglesi diffusero tra le guardie indiane voci che gli italiani fossero "cannibali" per aumentarne la sorveglianza, ma col tempo i rapporti migliorarono.

Note

Bibliografia

Ferdinando Bersani, I dimenticati: I prigionieri italiani in India. 1941-1946, Mursia, 1975 ISBN 9788842521310

Categoria:Prigionieri di guerra nella seconda guerra mondiale