Mattino sul Wissahiccon (Morning on the Wissahiccon), noto anche come L'alce (The Elk), è un breve scritto di Edgar Allan Poe, a metà tra un saggio e un racconto di viaggio.

Storia editoriale L'opera fu pubblicata nel 1844 su The OpalDawn B. Sova, Edgar Allan Poe, A to Z, Checkmark Books, 2001, p. 79 (titolo esteso The Opal: A Pure Gift for the Holy Days), libro strenna annuale curato da Nathaniel Parker Willis e fondato da Rufus Wilmot Griswold, stampato a New York e pubblicato dal 1844 al 1849.

Si trattava di un plate article, ossia un articolo appositamente concepito per accompagnare un'incisione: in questo caso, si trattava di un'illustrazione di John Gadsby Chapman ritraente un alce in un contesto naturale.Louis A. Renza, "Ut Pictura Poe: Poetic Politics in The Island of the Fay and Morning on the Wissahickon", in The American Face of Edgar Allan Poe, The Johns Hopkins University Press, Baltimore 1995, p. 309

Trama L'autore analizza il paesaggio naturale statunitense in relazione a quello europeo: a suo dire, la conoscenza delle principali bellezze naturali statunitensi è molto limitata dalla loro inaccessibilità, cosa che induce molti visitatori stranieri a trascurare alcune aree meno facilmente raggiungibili. Infatti, mentre in Europa la fitta rete di infrastrutture permette di visitare ogni luogo con facilità, negli Stati Uniti le bellezze più autentiche sono recondite e selvagge, raggiungibili solo a piedi attraverso percorsi impervi. Per esemplificare questa tesi, il saggio descrive il Wissahiccon, un breve ruscello che scorre in Pennsylvania, non lontano da Filadelfia; nonostante la vicinanza alla città, esso è rimasto a lungo ignorato per la mancanza di strade carrozzabili. L'autore descrive le caratteristiche morfologiche del ruscello e lo celebra quale modello di natura ancora incontaminata.

L'autore ricorda quindi di aver compiuto egli stesso un'escursione lungo il ruscello, sentendosi trasportato ai tempi in cui l'area era scarsamente antropizzata e abitata, prima della colonizzazione europea, solo dai nativi americani. Proprio mentre era assorto in queste fantasticherie, avvistò un maestoso alce, interpretandolo come il simbolo nostalgico della natura incontaminata. La comparsa di un servo che avvicina l'animale rivela però che si tratta di un alce addomesticato di una famiglia che vive nei pressi, ribaltando così la visione romantica in una presa di coscienza della definitiva antropizzazione dell'area.

Note

Collegamenti esterni

Contiene un'analisi dello scritto e la traduzione integrale di Maria Gallone (1949).

Categoria:Opere di Edgar Allan Poe Categoria:Opere ambientate in Pennsylvania