Una notte di maggio, o L'annegata (in russo Майская ночь, или Утопленница?) è il terzo racconto della raccolta Veglie alla fattoria presso Dikan'ka, scritta tra il 1829 e il 1832 da Nikolaj Gogol'.

Trama Il giovane cosacco Levko, figlio del sindaco di un non precisato villaggio dell'Ucraina, corteggia la giovane e bella Anna intonando per lei canzoni d'amore. Anna vorrebbe che lui la sposasse ma il giovane non ha ancora ottenuto il consenso di suo padre, il quale è sordo all'argomento e lo rimprovera invece per il suo vagabondare.

Sul villaggio aleggia la storia della vecchia casa di un capitano dei cosacchi e del fantasma di sua figlia indotta a gettarsi nel lago dalla matrigna, rivelatasi una strega. Levko racconta ad Anna che lo spirito della ragazza guida le anime delle altre donne annegate e un giorno ha trovato la sua vendetta trascinando la strega nel lago. Ma la strega trasformandosi in uno degli spiriti è riuscita a sfuggire alla sua condanna. Da allora ogni volta che qualcuno si avvicinava al lago, la ragazza gli chiede di aiutarla a riconoscere la matrigna.

Il sindaco è un uomo dall'aspetto severo, rispettato e temuto da tutti. Non perde occasione di rinnovare il suo prestigio raccontando di quella volta che fu scelto dalla zarina Caterina la grande come guida per un viaggio in Crimea. È vedovo ma vive con quella che ufficialmente è sua cognata, sebbene vi siano dubbi sulla reale natura del loro rapporto.

Levko scopre che suo padre insidia segretamente la giovane Anna, comprende quindi le ragioni del suo diniego al matrimonio e decide di dargli una lezione. Coinvolge allora un gruppo di ragazzi che mascherati vanno a far baccano in giro per il villaggio e poi, dividendosi, a casa del sindaco e del segretario, anche questo meritevole di lezione, dove lanciano sassi e intonano canzoni derisorie. Presto i ragazzi si disperdono e Levko raggiunge il lago e la casa abbandonata dove, stanco, si addormenta. Sogna allora lo spirito della ragazza annegata e l'aiuta riconoscendo la matrigna tra le anime delle annegate che giocano sotto la luce della luna piena.

Riconosciuta la strega, lo spirito della ragazza gli mette in mano un biglietto, dopodiché Levko si risveglia e, con sua stessa sorpresa, si ritrova in mano un biglietto che però lui non sa leggere. Intanto viene raggiunto dal sindaco e dal segretario che dopo aver catturato per sbaglio la cognata credendola il capo dei furfanti, unitisi ad altra gente, si son messi ad inseguirlo. Stupito di vedere suo figlio, il sindaco comanda comunque di catturarlo. Levko allora mostra il biglietto e dice di avere l'ordine di consegnarglielo. Il segretario prontamente riconosce nel biglietto la grafia del prefetto e ne legge il contenuto. Dopo una serie di insulti, il biglietto intima al sindaco di ammogliare Levko con Anna, di sistemare i ponti della strada provinciale e di non dare per alcun motivo, alcun cavallo ad alcun impiegato del tribunale. Il prefetto chiederà conto del tutto con una sua visita al villaggio. Levko racconta di aver ricevuto il biglietto dal prefetto in persona, incontrato in città la sera prima e di aver appreso che il prefetto sarebbe stato a pranzo da loro dopo qualche giorno.

Lusingato dall'avere a pranzo il prefetto, concessione mai avvenuta prima ad un sindaco, secondo il segretario, il sindaco acconsente finalmente al matrimonio, che viene stabilito celebrarsi il giorno successivo.

Adattamenti Il racconto è stato adattato per il teatro e successivamente per il cinema:

opera comica Notte di maggio composta da Nikolaj Andreevič Rimskij-Korsakov tra il 1877 e il 1879 film Notte di maggio per la regia di Aleksandr Arturovič Rou nel 1952

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