I mosaici pavimentali della chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna sono un ciclo artistico realizzato nel XIII secolo. Originariamente situati sul pavimento della navata centrale, i frammenti sono oggi esposti lungo le pareti delle navate laterali per preservarli dal degrado e dall'umidità.

Storia La decorazione fu commissionata dall'abate Guglielmo nel 1213, come attestato da un'iscrizione frammentaria rinvenuta durante gli scavi ("Dnus Abbas Guilielmus hoc op [...] anno millesimo ducentesimo tertio decimo"). A causa del fenomeno della subsidenza, tipico del territorio ravennate, il piano della chiesa si è abbassato di circa un metro rispetto al livello precedente, portando alla totale sepoltura dei mosaici. I primi ritrovamenti documentati risalgono al 1763, ma solo nel XX secolo, dopo i danni causati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, i pannelli furono distaccati e sistemati nell'attuale posizione.

La quarta crociata I riquadri più famosi spiegano episodi della quarta crociata (1202-1204), dando una rara testimonianza visiva di quel evento. Assedio di Costantinopoli e Zara: Le scene mostrano torri, mura e tetti rossi a simboleggiare le città, con soldati in armatura che catturano prigionieri. Un'iscrizione identifica esplicitamente la città di Costantinopoli. Navi e vedette: Le imbarcazioni sono rese con precisione tecnica, inclusi remi timonieri e vele latine. In un pannello, un marinaio suona un corno dall'albero maestro; l'episodio è collegato all'allarme dato dalle vedette veneziane per sventare l'attacco delle navi incendiarie dell'imperatore Alessio V Ducas (detto Murzuflo) nel 1204.

Araldica Gli scudi dei soldati presentano decorazioni geometriche e insegne che sono state oggetto di approfonditi studi araldici. Sono state trovate bande blu e bianche o gialle risalibili a importanti famiglie crociate o veneziane, come i Contarini, famiglia Zen e i Duchi di Borgogna.

Bestiario e letteratura Il ciclo include numerosi animali reali e fantastici tratti dai bestiari medievali e dalla letteratura. Il funerale della volpe: Ispirato a Le Roman de Renart, raffigura una volpe che si finge morta trasportata da galli, tra cui il gallo Chanteclair, per simboleggiare l'inganno. Creature fantastiche: È presente una sirena (simbolo di lussuria), insieme a unicorni, grifoni, arpie e centauri, interpretati come allegorie della lotta tra vizi e virtù. Amor cortese: Scene di vita cavalleresca mostrano lo scambio di un fiore tra una fanciulla e un cavaliere, segno di fedeltà o di addio prima della missione.

Analisi artistica La studiosa Nurith Kenaan-Kedar ha ipotizzato una lettura unitaria del pavimento come un grande ex-voto offerto da un crociato o dalla sua vedova (forse la donante ritratta con il monogramma dell'abate) in memoria del ritorno incolume o della partecipazione all'impresa. Tale dono si ricollegherebbe al voto fatto originariamente da Galla Placidia nel V secolo. Lo stile "popolare" è caratterizzato da un forte segno grafico bidimensionale e dall'uso di tessere in marmo bianco, calcare e pasta di vetro colorata . Per la sua struttura narrativa, l'opera è stata spesso paragonata all'arazzo di Bayeux.

Note

Categoria:Opere d'arte a Ravenna Categoria:Mosaici in Italia