Nesebăr (, pronuncia ), anticamente nota come Mesembria (in greco Μεσήμβρια) e in epoca precedente come Menebria, è una delle più antiche città della Bulgaria. Ḕ situata sulla costa del Mar Nero, nel distretto di Burgas.

La città rappresenta uno dei più importanti centri storici del Paese. La sua parte antica sorge su una penisola rocciosa – in origine un’isola – collegata alla terraferma mediante un istmo artificiale. La posizione strategica, spesso prossima ai confini di grandi imperi, ha contribuito alla formazione di un patrimonio storico e culturale particolarmente ricco.

Oggi Nesebăr è una rinomata destinazione turistica, inserita in un’area a forte vocazione ricettiva; a pochi chilometri a nord si trova Sunny Beach (Slănčev Brjag), la località balneare più frequentata della regione. Al 2022 gli abitanti di Nesebăr, insieme a quelli di Sunny Beach, ammontavano а persone.

Per l’eccezionale concentrazione di monumenti architettonici e testimonianze storiche, nel 1983 la città vecchia di Nesebăr è stata iscritta nella Lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Geografia La città si trova a a nord‑est del capoluogo distrettuale Burgas. È situata su una penisola nella parte meridionale del comune di Nesebăr, che occupa il settore più settentrionale della costa del Mar Nero nel distretto di Burgas. Il comune comprende 14 insediamenti, dei quali tre sono città: Nesebăr, Sveti Vlas e Obzor; Nesebăr è il centro abitato più grande e la sede amministrativa comunale. Il centro storico sorge su una piccola penisola lunga e larga , collegata alla terraferma da un istmo artificiale. A ovest si estendono i quartieri della Città Nuova: Hristo Kudev, Mladost, Perla, Černo More (1, 2 e 3) e Aurelia. Nelle immediate vicinanze, a nord, si trova il complesso turistico di Sunny Beach (Slănčev Brjag).

La posizione costiera della città determina un clima mediterraneo con influenze sia continentali sia marittime. Le temperature medie estive variano tra 28 e per l'aria e tra 20 e per l'acqua. La brezza costante mitiga le temperature estive, mentre la vicinanza al mare comporta un’elevata umidità relativa.

I terreni dell’area sono costituiti prevalentemente da suoli forestali di tipo bruno‑cannella. Nel territorio di Nesebăr si trovano cinque dune, dichiarate monumento naturale nel 1976 e inserite nel registro dei fenomeni naturali nel 2001.

La flora delle dune comprende diverse specie rare, elencate nel Libro Rosso della Bulgaria: il giglio di sabbia (Pancratium maritimum), l’erianthus corvino (Erianthus ravennae), l’anemone di mare (Eryngium maritimum) e la stalchide marina (Stachys maritima). Accanto a queste sono presenti numerose altre specie caratteristiche degli ambienti sabbiosi, tra cui il papavero di sabbia, il lino giallo di sabbia, la zucca di sabbia еcc.

Le favorevoli condizioni naturali e climatiche, insieme all’elevata temperatura media annua, influenzano in modo determinante la struttura settoriale dell’economia comunale, orientata principalmente verso il turismo, gli affari, le attività ricreative e lo sport.

Le risorse balneari del comune di Nesebăr sono tra le più estese della costa bulgara del Mar Nero: si estendono per decari e dispongono di una capacità complessiva di posti spiaggia.

Toponomastica Il nome della città è composto da due elementi: bria, termine tracico che significa “città”, e mena o melsa. Secondo Strabone, mena sarebbe il nome del fondatore dell’insediamento; secondo Stefano di Bisanzio, il fondatore portava invece il nome di Melsa.

Mesembria fu ribattezzata Nesebăr con l’ordinanza n. 2820 del 1934, che dispose il cambio di nome di insediamenti in tutta la Bulgaria.Пело Михайлов, 80 ГОДИНИ ОТ НАЙ-МАСОВОТО СЕЛИЩНО ПРЕИМЕНУВАНЕ В БЪЛГАРИЯ

Storia Antichità Ellenismo La penisola su cui sorge Nesebăr – l’antica Mesembria Pontica, chiamata nel basso Medioevo Mesembria e successivamente Nesebăr – era abitata già alla fine dell’età del bronzo. Gli antichi Traci la chiamavano Melsambria, “città di Melsa”, in riferimento al leggendario fondatore. La città disponeva di due porti naturali, uno meridionale e uno settentrionale, nei quali sono stati rinvenuti numerosi resti di antiche imbarcazioni.Storia di Nesebăr e della regione , visitnessebar.org, посетен на 25 април 2012

Secondo alcune fonti antiche, Esopo, di origine tracica, sarebbe nato a Mesembria intorno al 620 a.C.

Alla fine del VI secolo a.C. giunsero i primi coloni greci, di origine dorica, provenienti da Megara Nisea. Da allora Nesebăr fu un importante centro commerciale, rivale della vicina Apollonia (l’odierna Sozopol). La città si sviluppò progressivamente: vennero costruiti templi, una scuola, un teatro e un ginnasio; fu eretta una possente cinta muraria e si formarono i quartieri residenziali. Fiorirono diverse attività artigianali, in particolare la lavorazione dei metalli.

La città cominciò a coniare le proprie monete intorno al 440 a.C., periodo a partire dal quale furono coniate le prime monete d'oro. Intrattenne intensi rapporti commerciali con le polis del Mar Nero, del Mar Egeo e del Mar Mediterraneo. Numerosi reperti di questo periodo, testimonianza della vita economica, culturale e religiosa della città, sono oggi esposti nel Museo archeologico di Nesebăr.

Le rovine dell’epoca ellenistica comprendono un’acropoli, un’agorà e un tempio di Apollo. Sul lato settentrionale della penisola è ancora visibile un tratto delle antiche fortificazioni greche.

Periodo romano Nel 72 a.C. la città fu conquistata senza resistenza dai Romani, pur mantenendo alcuni privilegi, tra cui il diritto di coniare moneta. Dopo una breve occupazione, nel I secolo d.C. Mesembria fu integrata stabilmente nell’Impero romano. Con le sue mura fortificate intatte e i grandi edifici pubblici, la città continuò a coniare monete di bronzo e rimase un importante centro commerciale e culturale sulla costa occidentale del Mar Nero. Nel 134 d.C. Mesembria fu menzionata da Arriano nella sua opera Il viaggio sul Mar Nero.„Обиколката на Черно море“ от Фравий Ариан, ald-bg

Il trasferimento della capitale imperiale a Costantinopoli e l’adozione del Cristianesimo come religione ufficiale favorirono una nuova fase di prosperità per le città del Mar Nero. A Mesembria furono costruite nuove chiese cristiane, basiliche, mura difensive, un sistema di approvvigionamento idrico e terme pubbliche, tutti realizzati secondo modelli architettonici della capitale. La chiesa principale della città fu dedicata a Santa Sofia, come l’omonima basilica di Costantinopoli.

Medioevo bulgaro e bizantino Dopo che l’Impero bizantino cedette la regione di Zagore alla Bulgaria all’inizio dell’VIII secolo, Mesembria rimase entro i confini imperiali, ma iniziò gradualmente a declinare, soppiantata dal nuovo porto di Poros, situato nei pressi dell’odierno villaggio di Debelt.

La città entrò a far parte del Primo Impero bulgaro nell’812, quando il khan Krum la conquistò dopo un assedio di due settimane, e vi si stabilirono popolazioni slave e protobulgare. Nell’864 Nesebar, come venne chiamata dagli Slavi, fu ceduta ai Bizantini da Boris I di Bulgaria per un certo periodo e rimase a lungo sotto controllo bulgaro durante il regno di Simeone I il Grande.

Tra il XII e il XIII secolo la città sviluppò intensi rapporti commerciali con le regioni del Mar Mediterraneo e del Mare Adriatico, nonché con i principati a nord del Danubio. In questo periodo furono costruite e affrescate le chiese di Santo Stefano (XI secolo) e di San Giovanni Battista (XI secolo), che divennero modelli per le successive chiese di Nesebăr, capolavori architettonici dei secoli XIII e XIV.

Per 62 anni, dal 1201 al 1263, Nesebăr, come le altre città del Mar Nero a sud dei Balcani, fu stabilmente inclusa nei confini del Secondo Impero bulgaro. La città ebbe un ruolo significativo nella politica bulgara e bizantina durante i regni di Kalojan, Ivan Asen II e Costantino I. A questo periodo risalgono le chiese di Santa Paraškeva (XIII secolo), San Teodoro (XIV secolo) e dei Santi Arcangeli Michele e Gabriele (XIV secolo), che presentano strette analogie con l’architettura della capitale Tărnovo. Nesebăr mantenne attivi rapporti commerciali con Costantinopoli, Venezia, Genova, Pisa, Ancona, Dubrovnik e altre città.

Dopo quasi quarant’anni di dominio bizantino, Nesebăr tornò sotto il controllo bulgaro nel 1304, durante il regno del re Teodor Svetoslav. La città conobbe un periodo di particolare prosperità sotto il re Ivan Alexandăr.

Nel 1366 Nesebăr fu conquistata e saccheggiata dai cavalieri del conte Amedeo VI di Savoia nella Crociata sabauda, per poi essere ceduta all’imperatore bizantino.

La città fu attaccata e probabilmente distrutta dai Turchi per la prima volta nel 1396. La sua definitiva caduta nelle mani dell’Impero ottomano avvenne nel 1453, insieme alla conquista di Costantinopoli.

Periodo ottomano e Risorgimento bulgaro La conquista ottomana del 1453 segnò l’inizio del declino di Nesebăr, anche se il patrimonio architettonico accumulato nei secoli rimase in gran parte intatto e fu ulteriormente arricchito nel XIX secolo con la costruzione di case di legno tipiche della Rumelia.

La Condica di Mesembria riporta che Mesembria fu attaccata dai cosacchi in tre occasioni: nel 1611, nel 1613 e nel 1651, con l’incursione più devastante avvenuta proprio nel 1651, quando la città fu saccheggiata e incendiata. L’episodio fu confermato anche dal viaggiatore ottomano Evliya Çelebi, che visitò la città nel 1657.

Durante il dominio ottomano la vita economica e culturale non si interruppe: furono costruite nuove chiese, dipinte icone e mantenute tradizioni artigianali e religiose. Nel 1762 Paisij di Hilendar menzionò la città nella sua Storia slavo‑bulgara, chiamandola Zamoria.История Славяноболгарская, Зографска чернова с превод на съвременен български език от Петър Динеков и Божидар Райков, „БГ Учебник“ 2017, p. 173

Il porto di Nesebăr continuò a essere uno dei principali centri del commercio estero sul Mar Nero. Nei dintorni sopravvissero fino al XVIII–XIX secolo diversi monasteri e metochi. Numerose abitazioni del periodo del Risorgimento bulgaro sono giunte fino a oggi, rappresentative dell’architettura tradizionale del Mar Nero, insieme a mulini a vento, terme pubbliche e fontane.

All’inizio del XIX secolo molti abitanti aderirono all’organizzazione patriottica greca Filikí Etería, e parte della gioventù locale partecipò alla guerra d’indipendenza greca sotto la guida di Alessandro Ypsilanti.

L’11 luglio 1829, durante la guerra russo‑turca (1828–1829), Nesebăr fu conquistata per la prima volta dalle truppe russe, che catturarono una corvetta turca di recente costruzione ormeggiata presso il vicino villaggio di Ravda. La nave fu ribattezzata Olga, in onore della principessa ereditaria russa.

Dopo la Liberazione della Bulgaria Quando nel 1870 fu istituito l’Esarcato bulgaro, Nesebăr non venne inclusa nel suo territorio, poiché la maggior parte della popolazione ortodossa locale era di lingua e cultura greca.

Dopo la liberazione della Bulgaria dal dominio ottomano nel 1879, Nesebăr entrò a far parte della provincia autonoma ottomana della Rumelia orientale, nel dipartimento di Burgas, fino all'unificazione con il Principato di Bulgaria nel 1885.

Dalla fine del XIX secolo Nesebăr rimase una piccola città, la cui economia si basava principalmente sulla pesca e sull’agricoltura, in particolare sulla viticoltura e sulla produzione di lino. Nel 1900 contava circa abitanti, di cui l'89% di etnia greca.

Nel corso del XX secolo la città si trasformò progressivamente in uno dei principali centri turistici della costa bulgara del Mar Nero, grazie alla costruzione della città nuova e al restauro sistematico del centro storico.