La Magistratura delle Fortificazioni fu un organo istituzionale della Repubblica di Genova preposto alla gestione, alla manutenzione e al potenziamento del sistema difensivo della capitale e dei territori dipendenti. La sua storia è legata strettamente a quella delle imponenti sette cinte murarie edificate e mantenute dalla prima metà del Cinquecento alla caduta della Repubblica nel 1797.
Contesto dell'istituzione
Nella struttura costituzionale della Repubblica di Genova (che fu definita nella sua forma definitiva dalla riforma di Andrea Doria del 1528) il governo delegava la gestione dei principali settori pubblici a magistrature specializzate dotate di proprio bilancio e in certi casi di blandi poteri giurisdizionali. I Padri del Comune ad esempio erano uno degli uffici a cui il governo delegava particolari settori d'intervento (disponendo di proprio bilancio e poteri giurisdizionali estesi, in alcuni casi fino alla pena capitale). La cura delle fortificazioni seguì la stessa logica sviluppandosi nel tempo in differenti apparati ma dallo stesso fulcro amministrativo.
La Magistratura delle Mura (1536)
La prima magistratura specificamente dedicata alle difese cittadine nacque in risposta alle nuove esigenze militari imposte dall'evoluzione dell'artiglieria. L'istituzione della Magistratura delle Mura nel 1536 aveva lo scopo di procedere all'ammodernamento e al completamento della cinta difensiva prevedendo il rafforzamento con nuovi bastioni al fronte di terra e l'integrazione delle mura di mare. La circostanza politica che ne accelerò la creazione fu l'alleanza franco-ottomana contro la Spagna, potenza cui Genova era legata: la Repubblica difatti avvertì l'urgenza di trasformare le mura medievali in un sistema bastionato capace di resistere alle bocche da fuoco moderne. La progettazione della nuova cinta bastionata venne affidata all'ingegnere milanese Giovanni Maria Olgiati, esperto tecnico cui si deve in Genova forse anche la ricostruzione della Lanterna (1543) e a partire dal 1546 la progettazione delle mura di Milano per Ferrante Gonzaga.
Il Magistrato delle Nuove Mura (1626–1643)
La minaccia sabauda dell'inizio del Seicento culminò nell'invasione del 1625 fermata al passo del Pertuso; essa impose la progettazione di una cinta del tutto nuova concepita non a ridosso dell'abitato ma sulle alture circostanti. Nel 1626 il Senato della Repubblica decretò ufficialmente la costruzione delle Nuove Mura; il 14 dicembre venne presentato al Senato il progetto per costituire il Magistrato delle Nuove Mura, organo incaricato della direzione e del finanziamento dell'opera.
Il Magistrato era composto da un Presidente e da sei membri scelti fra i cittadini nobili; di questi due a turno erano incaricati «alli negotii della mattina», ai quali spettava tra l'altro il controllo dei lavori in corso.
Il cantiere delle Nuove Mura fu uno dei più imponenti della storia genovese. Per finanziare un'operazione di tale portata tutti i lavori pubblici e privati vennero sospesi con ordinanza del governo e si ricorse all'istituzione di una serie di tasse speciali, oltre all'ingente contributo offerto dall'aristocrazia e dai potenti banchieri genovesi; dal 1630 con decreto decennale, nel pagamento delle tasse per le mura fu compreso anche il clero. Dopo una sospensione iniziale i lavori ripresero nell'ottobre del 1629 con rilievi e preventivi redatti da Ansaldo De Mari e P. da Firenzuola; il 20 maggio 1630 Bartolomeo Bianco fu nominato Architetto e Capo dell'opera. Padre Vincenzo Maculano, domenicano e ingegnere militare di fama europea, fu coinvolto nel dibattito sul tracciato ideale e collaborò con la magistratura fino alla sua chiamata a Roma nel 1626. A costruzione ultimata nel 1634 la cerchia muraria annoverava un complesso di 49 bastioni, con garitte ad ogni angolo e con 8 porte di accesso alla città le cui più importanti e monumentali erano Porta della Lanterna a ponente e Porta Pila a levante.
Le autorità soppressero il Magistrato delle Nuove Mura il 3 gennaio 1643 rendendo difficile il mantenimento della cinta in perfetta efficienza come prevedeva la legge del 22–23 marzo 1634. La gestione delle mura della capitale e delle fortificazioni nelle sue immediate vicinanze passò nel 1643 sotto i Padri del Comune.
Il Magistrato delle Fortificazioni (1748–1797)
L'assedio austriaco del 1747 che aveva messo a durissima prova le difese cittadine durante la Guerra di successione austriaca rivelò una rinata e assoluta inadeguatezza del sistema antiossidionale esistente e rese indilazionabile una riforma organica. Dopo un secolo di abbandono le autorità ricostituirono il Magistrato il 27 luglio 1748, assegnandogli il compito di restaurare le fortificazioni e di applicare nuovamente la normativa originaria. Nel 1748 la gestione delle mura e delle fortificazioni della capitale passò dunque al Magistrato delle Fortificazioni mentre gli altri forti presenti sul territorio nazionale restavano di competenza dell'Eccellentissima Camera.
La Magistratura ricostituita operò su due fronti principali: il consolidamento della cinta seicentesca e la progettazione di un sistema di opere avanzate. Tra il 1748 e il 1814 furono eseguiti numerosi interventi di consolidamento tra cui il rinforzo del Bastione di Santa Caterina verso il Polcevera e il rafforzamento delle mura dello Zerbino con parapetti, spalti e la costruzione di una «freccia» tra la strada coperta e Borgo degli Incrociati. Sul piano strategico nel 1781 il Magistrato delle Fortificazioni avviò un progetto per rivoluzionare anche il concetto di cinta muraria mediante la costruzione di torri isolate con l'obbiettivo di opporsi al nemico a distanza dalla città, individuando sette possibili direttrici d'attacco.
Alla Magistratura si deve anche la costruzione del Forte Diamante: nel 1756 su incoraggiamento del Marchese Giacomo Filippo Durazzo il Magistrato della Repubblica commissionò all'ingegnere Jacques De Sicre, all'ingegner Robert de Cotte e al maresciallo Antonio Federico Flobert la progettazione di un forte sulla sommità del Monte Diamante; il 2 giugno dello stesso anno furono approvati i disegni di Cotte e si diede inizio ai lavori ultimati nel 1758. La vigilanza operativa sul sistema era assicurata da ufficiali tecnici. Un ingegnere militare conduceva lunghe e accurate ispezioni per inventari del materiale, valutazione della manutenzione, organizzazione degli spostamenti delle artiglierie e aggiornamento sulle nuove tecniche d'assedio riferendo poi al Magistrato delle Fortificazioni. L'intero sistema difensivo della città era stato suddiviso in sei «comarche» ciascuna data in giurisdizione a un patrizio con il titolo di deputato.
Il Magistrato delle Fortificazioni cessò le proprie funzioni con la caduta della Repubblica di Genova e la proclamazione della Repubblica Ligure nel maggio 1797 che portò a una riorganizzazione di matrice rivoluzionaria di tutte le magistrature dell'antico regime.
Fonti archivistiche
La documentazione prodotta dalle magistrature delle fortificazioni è conservata presso l'Archivio di Stato di Genova nelle serie relative ai fondi delle Nuove Mura e delle Fortificazioni che comprendono disegni, mappe, capitolati d'appalto, relazioni degli ingegneri militari e atti contabili dall'inizio del Seicento alla fine della Repubblica.
Note
Voci correlate Mura di Genova Forti di Genova Repubblica di Genova Forte Diamante Bartolomeo Bianco
Bibliografia Riccardo Dellepiane, Mura e fortificazioni di Genova, Nuova Editrice Genovese, Genova, 1984 (rist. 2008, ISBN 978-88-88963-22-8) L. C. Forti, Le fortificazioni di Genova, Genova, 1975 A. Cappellini, Le Fortificazioni di Genova, F.lli Pagano Editore, Genova, 1939 G. Forcheri, Doge governatori procuratori consigli e magistrati della Repubblica di Genova, Genova R. Dellepiane, Mura e Fortificazioni di Genova, prima edizione 1984 Atti della Società Ligure di Storia Patria, voll. vari L.C. Forti, Fortificazioni e Ingegneri militari in Liguria (1684-1814), Genova, 1992 Mondani-Stringa, I castelli della Liguria / Architettura fortificata ligure, 2 volumi, 1973 S. Finauri, "Forti di Genova", Genova, Edizioni Servizi Editoriali, 2007
Categoria:Istituzioni e cariche della Repubblica di Genova Categoria:Storia militare della Repubblica di Genova Categoria:Architetture militari di Genova