Il monte Guardiabella (1.218 .) è una montagna delle Alpi Liguri (sottosezione Alpi del Marguareis).

Descrizione

La montagna si trova sullo spartiacque tra la valle del torrente Giara di Rezzo (affluente dell'Arroscia, a nord-ovest), il solco principale della valle Arroscia (a nord-est) e la valle del torrente Impero (a sud). Verso ovest lo spartiacque Arroscia/Impero comprende due elevazioni minori, il monte delle Valasse () e il monte Aurigo (), scende all'insellatura di San Bernardo di Conio () e risale poi verso il Monte Grande () e il resto della catena Alpina. In direzione opposta, il crinale perde quota fino al Colle San Bartolomeo, risale monte Mucchio di Pietre e, piegando verso sud, si spinge verso il passo del Ginestro e il Pizzo d'Evigno. Dal monte Guardiabella si stacca dello spartiacque Impero/Arroscia anche un costolone che delimita verso sud-est la valle della Giara di Rezzo e che, dopo la Rocca Calderara () e il poggio Malmareto () si esaurisce poi nel solco principale della Valle Arroscia tra Vessalico e Pieve di Teco.. Amministrativamente la cima del monte Guardiabella si trova in comune di Aurigo, ma a breve distanza dalla vetta si ha la convergenza tra i confini di Auurigo, Rezzo e Pieve di Teco, tutti e tre in Provincia di Imperia..

La sua prominenza topografica è di 228 metri. Nella SOIUSA la montagna dà il nome alla Dorsale del Monte Guardiabella, un sottogruppo alpino.. La cima è segnalata da una croce con alla base una cassettina metallica che custodisce il libro di vetta.

Storia

A partire dal Medioevo la zona sommitale del monte è stata utilizzata dagli allevatori di bestiame della valle Impero come pascolo. Per migliorare la produttività di questi terreni i pastori hanno gradualmente spietrato i prati, accumulando il pietrame di risulta in allineamenti che oggi sono popolarmente noti come muraglia cinese. Attorno alla cima si trovano tutt'ora alcune caselle, le tradizionali costruzioni rurali a pseudocupola utilizzate in Liguria in ambito pastorale. Il fieno veniva anche caricato su teleferiche e fatto scendere a valle.

Sia il monte Guardiabella che il vicino Monte Grande furono interessati, nel periodo della Resistenza, dalle operazioni belliche che contrapponevano le truppe nazifasciste e i combattenti partigiani.

Nella zona tra il monte Guardiabella e il monte Moro è stata proposta la costruzione di un parco eolico. Tale iniziativa è oggetto di studi di impatto ambientale, e sulla sua utilità e sostenibilità sono state sollevate varie obiezioni.

Geologia La montagna è caratterizzata dalla presenza di flysh all'interno del quale si sviluppano fratture e acquiferi che sono alla base di fenomeni carsici di notevole importanza. Nei pressi del monte, in direzione del Colle San Bartolomeo, si trovano varie cavità naturali tra le quali una grotta denominata Sgarbu du Ventu (ovvero Buco del Vento). Le grotte e la zona circostante sono tutelate dal SIC Campasso - Grotta Sgarbu Du Ventu, istituito dalla Regione Liguria nel 2005.

Accesso alla cima

La vetta del monte Guardiabella può essere raggiunta per sentiero seguendo la dorsale principale, con partenza da San Bernardo di Conio o dal Colle San Bartolomeo. Si può anche arrivare da Calderara, con un percorso che si tiene nei pressi del costolone nord-est dalla montagna.

Note

Bibliografia

Panorama

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