L’Historia de preliis J3 è una delle redazioni interpolate della Nativitas di Leone Arciprete.

Essa non ne deriva direttamente, ma deriva dal più antico di questi rifacimenti, l’Historia de Preliis J1, ed è trasmessa da circa cinquanta manoscrittiGaullier-Bougassas, C., Alexandre et la formation d’un espace littéraire européen, in Ead. (dir par). La Fascination pour Alexandre le Grand dans les littératures européennes (xe-xvie siècle). Réinventions d’un mythe, vol. III, Turnhout, Brepols, 2015, p. 1714.. Probabilmente è stata composta in Sicilia, o da un ebreo italiano, o da un cristiano che aveva esperienza dell'ambiente poliglotta e multiculturale della Sicilia di Federico IIC. R. Stones, Proud Kings, Polyglot Scribes, and the J3 Historia de preliis: The Origins of Latin Alexander Romance in Norman and Staufen Italy, «Speculum», 91.3 (2016), p. 733.. Questo rifacimento è stato composto tra il 1218 e il 1236: il terminus post quem dipende dal fatto che nell’episodio di Gog e Magog, i popoli malvagi sono definiti “Tartari” e le prime notizie in Occidente sull’arrivo dei Mongoli, a cui generalmente ci si riferiva con quell’appellativo, sono da collocare nel periodo dell’assedio di Damietta del 1218. Il terminus ante quem è ricavato dalla data di composizione di un’opera che sicuramente deriva da questo rifacimento, ovvero l’Historia Alexandri Magni di Quilichino da SpoletoIbid., p. 732..

Si tratta della redazione più riccamente interpolata e per questa ragione è anche nota come Historia Aucta “storia accresciuta”: l’aspetto più caratteristico, oltre alla mole degli interventi e al generale miglioramento stilistico, è l’inserimento di numerosi episodi sconosciuti alla latinità occidentale e che derivano dalla tradizione ebraica di storie su Alessandro, in cui spicca il tono moralizzante con il quale le imprese del Macedone vengono rilette e riproposte. Uno di questi episodi, che grazie a J3 avrà fortuna in Occidente, è l’incontro di Alessandro con un basilisco, che riesce a sconfiggere utilizzando uno specchioKratz, D.M. (trad.), The Romances of Alexander, New York&London, 1991.

La moralizzazione della storia: il prologo Questa redazione, a differenza delle altre, è introdotta da un prologo che in un certo modo richiama quello della Nativitas di Leone ArcipretePer un’analisi del Prologo della Nativitas di Leone Arciprete, si rimanda alla pagina della Nativitas, nella sezione “Prologo”.: l’autore promuove l’importanza di leggere le storie degli antichi tanto per i laici quanto per i cristiani. Questa premessa viene poi arricchita ponendo sin dall’inizio dell’opera uno spunto su cui si basa tutto lo sviluppo della storia di Alessandro e che culmina nell’epilogo: la grandiosità di Alessandro si scontra sulla sua incapacità di vincere la morte, a causa della lussuria e della superbia. La moralizzazione della figura di Alessandro e della sua parabola, che già si intuivano nella prima redazione interpolata J1, qui diventa la riflessione centrale, e attraversa tutta l’opera.

La moralizzazione della storia: Alessandro e DarioPer i contenuti dell’opera, si rimanda alla pagina dedicata alla Nativitas, nella sezione “Trama”. A tirare le fila di questo percorso riflessivo che segue le imprese del Macedone è il rapporto tra Alessandro e Dario. Nella prima fase del loro conflitto, il personaggio oggetto di condanna è il re persiano, che si paragona a un Dio: Alessandro, di fronte a lui agisce come un moralizzatore che umiliando il suo avversario lo mette di fronte al pericolo di paragonarsi agli Dei quando in realtà si è solo degli esseri mortali. Questo avviene seguendo la dinamica tradizionale che coinvolge i due personaggi: Dario si comporta da re grande e potente e ridicolizza Alessandro ancora giovane, che poi si dimostra in grado di sconfiggerlo. Lo sviluppo della vicenda viene poi raccontato con uno sguardo più riflessivo, giocato sul ribaltamento della sorte: quando Dario viene sconfitto, si fa in prima persona moralizzatore pronunciando un monologo che vuole mettere in guardia Alessandro sulla mutevolezza del destino e sulla pericolosità dell’ira divina, che abbatte i superbi per poi aiutarli dando loro l’occasione di risollevarsi nel bene e nell’umiltà. Tuttavia, Alessandro non fa tesoro delle parole del suo nemico, e dopo la conquista della Persia cade negli errori di Dario, inizia a credersi un dio, si definisce per la prima volta figlio di Ammone: la parabola di Alessandro, come avviene nelle fonti ebraiche che il redattore può leggere, dalla conquista della Persia si alimenta di desideri inappagati, che si scontrano con i limiti posti da DioIbid., p.735-738..

La moralizzazione della storia: il viaggio celeste «[…] Dum crederent alta petere, ad terram infimam descenderunt. […]»Historia Alexandri Magni (Historia de preliis). Rezension J3, ed. K. Steffens, Meisenheim am Glan, 1975, p.128.

Historia de Preliis J3[...] Mentre credevano di raggiungere i cieli, precipitarono nella terra più bassa [...]

Il famoso episodio del viaggio celeste, viene rielaborato e diventa la chiara dimostrazione del fallimento della folle corsa di Alessandro alla conquista del mondo: il Macedone, come nel resto della tradizione, lega dei grifoni a una gabbia dove si può sedere e li fa volare ponendo sopra di loro un’asta con del cibo. Tuttavia, una volta spiccato il volo, una forza divina lo blocca e gli impone di tornare a terra. Il valore di questo episodio viene poi chiarito nell’epilogo (si rimanda al prossimo paragrafo)Questa riflessione è condotta da uno dei tre filosofi che discutono nell’epilogo originale dell’opera, Demostene, che recita un intermezzo poetico impersonandosi in Alessandro; cfr. ibid., p. 206.: la caduta dal cielo è il simbolo della vanità del desiderio di possedere sempre di più, e sul limite di Alessandro vinto dalle passioni, dalla lascivia e dall’iraC. R. Stones, Proud Kings…, op. cit., p. 739-740. (mentre nella versione di Leone Arciprete si limitava all’immagine di Alessandro che guarda il mondo dall’alto)Si rimanda alla sezione “Trama” nella pagina dedicata alla Nativitas..

La moralizzazione della storia: l’epilogo Uno degli elementi di maggiore originalità di questa redazione è l’epilogo, costruito interamente a partire da materiale interpolato, con l’inserimento di alcuni brani poetici. Qui, tre filosofi commentano la parabola di Alessandro diventando implicitamente i portavoce dei principali giudizi medievali sul Macedone: Doctemeus esprime una visione positiva su Alessandro, rappresentandolo come un re-filosofo; Demostene, le cui argomentazioni hanno più spazio, è il portatore del giudizio negativo sul Macedone: guarda alla sua gloria passata contrapponendola al suo corpo che giace morto e vinto dalle passioni e dalla tracotanza. Il terzo filosofo, ebreo, approfondisce questo giudizio negativo, presentandolo nei termini di una vera e propria lotta spirituale.

L’interpolazione di una lettera fittizia ad Alessandro da parte di un certo Mardocheo, illustra come il Macedone abbia avuto davanti a sé due opzioni: una vita abbandonata alle passioni, che conduce alla perdizione, o una vita condotta nel rispetto delle leggi di Dio. Ad Alessandro non è negata la possibilità di salvezza, ma diventa un esempio negativo che mette in allerta sui rischi di condurre una vita all’insegna della vanitàIbid., pp. 740-742..

Fortuna La fortuna di questa redazione si colloca principalmente in area italiana: l’opera più illustre che si basa sull’Historia de preliis J3 è l’Historia Alexandri Magni di Quilichino da Spoleto, e da essa viene tratto un volgarizzamento fiorentino ad opera di Domenico Scolari: l’ Historia de Alessandro Magno.L’elenco è stato compilato basandosi sulla consultazione di D.J.A.Ross, Alexander Historiatus…, op. cit., pp. 60 e seguenti; C. Gaullier Bougassas, La Fascination…, op. cit., pp. 1737-1738.

Sono stati tratti anche volgarizzamenti utilizzando J3 come fonte diretta:

prosa

un frammento contenuto nel manoscritto Berlin, Staatsbibliotheck, Ital. quart. 33; due volgarizzamenti fiorentini, uno attestato in due manoscritti (Firenze, Biblioteca Riccardiana 1922 (Q.II.12) e Biblioteca Nazionale, Magliab. CI.XXIII.135), l’altro in un solo manoscritto (Firenze, Biblioteca Nazionale, II.I.363); una versione fiorentina, nota con il titolo di “Libro del nascimento, de la vita con li grandissimi fatti et della morte infortunata de Alessandro Magno”, che ebbe una certa fortuna anche nella tradizione a stampa; una versione in prosa contenuta in un manoscritto veneziano (Biblioteca Marciana, It. CI.VI.66, Sign. 6033).

versi

Alessandreida in Rima cavata dallatino, un poema in dodici canti scritti in ottava rima.

Esistono anche numerose versioni in diverse lingue dell’est europeo, per cui si rimanda allo spoglio curato da D.J.A.Ross: Alexander Historiatus. A Guide to Medieval Alexander Illustrated Litterature.D.J.A.Ross, Alexander Historiatus... op. cit., pp. 60 e seguenti.

Note

Bibliografia

Edizione di riferimento dell'opera

Steffens, K., Historia Alexandri Magni (Historia de preliis). Rezension J3, , Meisenheim am Glan, 1975.

Altra bibliografia

Campopiano, M., Parcours de la légende d'Alexandre en Italie. Réflexions sur la réception italienne de l'Historia de Preliis J3 (XIIe-XVe siècles), in L'historiographie médiévale d'Alexandre le Grand cur. Catherine Gaullier-Bougassas, Turnhout, Brepols 2011 (Alexander redivivus 1), pp. 65–84. Gaullier-Bougassas, C., Alexandre et la formation d’un espace littéraire européen, in Ead. (dir par). La Fascination pour Alexandre le Grand dans les littératures européennes (xe-xvie siècle). Réinventions d’un mythe, vol. III, Turnhout, Brepols, 2015, pp. 1709–1813. Kratz, D.M. (trad.), The Romances of Alexander, New York&London, 1991. Liborio, M. (cur.), Alessandro nel Medioevo occidentale, , Milano, Fondazione Valla-Mondadori, 1997. Ross, D.J.A., Alexander Historiatus. A Guide to Medieval Alexander Illustrated Litterature, London, 1963. Stones, C.R., Proud Kings, Polyglot Scribes, and the J3 Historia de preliis: The Origins of Latin Alexander Romance in Norman and Staufen Italy, «Speculum», 91.3 (2016), pp. 724–744.

Categoria:Nativitas et victoria Alexandri Magni regis