Re David, talora indicato come Re David profeta, è un dipinto a olio su tela (223,5×167,5 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, intorno al 1651 e conservato presso la National Gallery di Londra.
Storia La prima menzione dell'opera nella letteratura artistica si trova nella Felsina pittrice di Carlo Cesare Malvasia: «Un Davide profeta al Sig. Gioseffo Locatelli, & una Sibilla all'istesso, la quale veduta principalmente dal Sereniss. Principe Mattias de' Medici, e piacendogli, mentre visitò la Casa del Sig. Gio. Francesco, la volle e finita si mandò a Fiorenza dal sig. March. Balì».
La sibilla citata dal Malvasia è la Sibilla Cumana con putto, il cui pagamento fu effettuato il 26 maggio 1651 e che il Guercino aveva probabilmente dipinto come pendant del Re David. Avendola ceduta al principe Mattias de’ Medici, l'artista eseguì per Giuseppe Locatelli una Sibilla Samia con putto in sostituzione della prima.
Il pagamento del Re David è annotato nel Libro dei conti del GuercinoIl Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. così registrato alla data del 16 maggio 1651: «Dall'Ill.mo Sig. Giosseppe Locatelli si è riceuto a bon Conto del quadro, del Proffetta Dauide, dobble de Italia n:o45, che fanno, di questa Monetta L. 666 che sono Ducato.ni n:o133 L. 1, Scudi n:o166 L 2».
Il dipinto è registrato nel catalogo di Luigi Salerno e nel catalogo generale dei dipinti del Guercino stilato da David M. Stone.
Il Re David e la Sibilla Samia con putto rimasero insieme nella collezione della famiglia Locatelli di Cesena fino al 1768, quando furono acquistati dal pittore, antiquario e mercante Gavin Hamilton per conto di John Spencer, I conte Spencer, entrando così nella collezione della famiglia Spencer, presso Spencer House a Londra e successivamente ad Althorp House, nel Northamptonshire.
Nel 2010 il dipinto fu venduto dagli Spencer e acquistato dalla famiglia Rothschild per circa 5,2 milioni di sterline. Dopo l'acquisto, l'opera tornò temporaneamente a Spencer House e fu successivamente esposta a Waddesdon Manor.
Nel 2025 il dipinto è entrato nelle collezioni della National Gallery attraverso il sistema britannico Acceptance in Lieu, mediante il conferimento allo Stato in pagamento delle imposte di successione sull'eredità di Jacob Rothschild.
Descrizione e stile Il dipinto raffigura il re biblico Davide, sovrano d'Israele e autore tradizionalmente associato ai Salmi, rappresentato in età matura mentre siede in atteggiamento meditativo all'interno di un'architettura spoglia e monumentale. Il personaggio è raffigurato seduto di tre quarti sopra un seggio rivestito di velluto verde, con il busto inclinato verso destra e lo sguardo abbassato sulla tavola marmorea che sostiene con la mano destra. Su di essa compare l'iscrizione «GLORIOSA DICTA SVNT DE TE CIVITAS DEI», tratta dal Salmo 86 (87 nella numerazione ebraica), traducibile come «Cose gloriose sono dette di te, città di Dio». Davide indossa una veste rosata stretta in vita, un ampio mantello ocra dorato e un manto bordato d'ermellino che allude alla dignità regale. Sul capo porta un turbante chiaro sormontato dalla corona, mentre nella mano sinistra regge uno scettro sottile. I calzari allacciati, simili a elementi di armatura, richiamano la sua giovinezza di sovrano guerriero, mentre la tavola iscritta e l'atteggiamento assorto evocano il re poeta e profeta.
La composizione è costruita su un equilibrio di diagonali lente e solenni: il braccio destro disteso verso la tavola inscritta, bilancia quello sinistro piegato attorno allo scettro, mentre il panneggio ampio del mantello crea un movimento continuo che accompagna lo sguardo verso il volto abbassato del sovrano. La scena è immersa in una luce morbida e calda, che esalta la preziosità delle stoffe e la morbidezza degli incarnati, conferendo alla figura un tono raccolto e malinconico. Più che come eroe vittorioso, Davide è rappresentato in un raro momento di introspezione. Secondo la lettura proposta dalla National Gallery, il dipinto alluderebbe alla meditazione del sovrano sul destino di Gerusalemme, città che egli aveva conquistato ma nella quale non avrebbe potuto edificare il Tempio a causa delle violenze commesse in guerra.
La monumentalità dell'impianto compositivo, la calibrata disposizione delle masse cromatiche e la ricchezza dei panneggi testimoniano la piena maturità raggiunta dal Guercino negli anni estremi della sua attività, caratterizzati da una pittura di grande solennità formale e da una più composta monumentalità delle figure.
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti nella National Gallery di Londra Categoria:Dipinti su David