La chiesa di Ave Maris Stella è una chiesa situata nel rione Casale di Brindisi. Progettata dall’architetto Cino Giuseppe Mazzotta, rappresenta un esempio di architettura sacra contemporanea e costituisce il perno urbanistico dello sviluppo novecentesco del quartiere.

Storia L’istituzione della parrocchia risale al 21 dicembre 1933 per volontà dell’arcivescovo Tommaso Valeri, il quale decise di scorporare il territorio del quartiere Casale dalla giurisdizione della Cattedrale. In una prima fase, le celebrazioni si tennero nella piccola chiesa di Cristo del Passo, di proprietà della famiglia Guadalupi, sotto la guida del canonico don Angelo Leuzzi. La costruzione dell’attuale edificio richiese diversi anni: i lavori iniziarono durante il parrocato di padre Terenzio da Campi Salentina e giunsero a compimento con padre Andrea Caroli. L’inaugurazione ufficiale e l’apertura al culto avvennero il 22 giugno 1958, presiedute dall’arcivescovo Nicola Margiotta. Già dal 1956, tuttavia, la gestione della parrocchia era stata affidata all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che nel 2023 ha lasciato la città e consegnato la chiesa all'arcidiocesi di Brindisi Ostuni.

Contesto urbanistico ed evoluzione del rione La genesi della chiesa è strettamente legata all’espansione urbana di Brindisi oltre la cinta muraria antica. Dopo il primo conflitto mondiale, il porto di Brindisi aveva dato impulso allo sviluppo fisico della città, portando a una crescita demografica che rese necessario il Piano Regolatore del 1935. In questo progetto, il rione Casale venne inizialmente concepito come un "quartiere giardino", caratterizzato da una bassa densità abitativa e villini circondati dal verde. Tuttavia, nel secondo dopoguerra, la pressione abitativa portò a una trasformazione morfologica: alla tipologia dei villini si affiancarono complessi multipiano destinati a dipendenti statali, militari e pescatori. La chiesa dell’Ave Maris Stella fu dunque realizzata per servire una comunità in rapida crescita, diventando l’elemento di raccordo tra il vecchio nucleo storico del rione e le nuove aree di espansione.

Architettura

L’opera dell’architetto Cino Giuseppe Mazzotta si distingue per la sensibilità nel relazionarsi con le preesistenze monumentali della zona. L’edificio è stato strategicamente arretrato rispetto al rettifilo di viale Duca degli Abruzzi, creando un ampio sagrato che funge da zona di rispetto e spazio per le assemblee all’aperto. Questa scelta architettonica permette alla chiesa di non sovrastare il vicino Monumento al Marinaio d’Italia, instaurando con esso un dialogo a distanza. La struttura, che impiega cemento armato rivestito in materiali tradizionali come il tufo di carparo e la pietra di Trani, presenta una facciata sobria dominata da un grande rosone e da un campanile laterale che riprende i volumi lineari tipici del periodo.

Interno L’interno della chiesa è costituito da un'unica, ampia navata che favorisce la partecipazione comunitaria alla liturgia. Tra le opere di maggiore rilevanza si trova un Crocifisso ligneo di antica fattura, tradizionalmente ritenuto proveniente dalla vicina chiesa di Santa Maria del Casale. Durante l’occupazione tedesca nella seconda guerra mondiale, l'opera fu sequestrata con l’intento di trasferirla in Germania, ma venne recuperata al termine del conflitto e infine collocata nella sede attuale.

L’intervento di ristrutturazione della chiesa Ave Maris Stella fu avviato nel 1995 su progetto dell’ingegner Pasquale Fischetto e dell’architetto Cino Mazzotta. I lavori hanno riguardato il rifacimento della copertura con un solaio inclinato e la sostituzione di un vecchio sistema di vetrate in ferro e vetro, che presentava problemi strutturali, con nuove aperture artistiche realizzate da Luciana Bruno. Il progetto cromatico e decorativo si ispira a criteri di semplicità e "pauperismo", cercando di trasmettere gioia e serenità attraverso l’uso simbolico dei colori (come il giallo per la luce divina, il celeste per il manto della Vergine, il bianco per lo Spirito Santo e il rosa simbolo dell’uomo rigenerato che riceve la parola di Dio). L’obiettivo finale era trasformare lo spazio in un luogo accogliente che, attraverso la bellezza delle forme sinuose e della luce, in contrapposizione alle forme spigolose della struttura, riflettesse l’amore di Dio e la serenità fra le braccia della Stella del Mare a cui è intitolata la chiesa Ave Maris Stella.

Cripta Il progetto di allestimento della cripta si focalizza sull’uso di materiali naturali locali, come la pietra leccese e il carparo, per creare un ambiente caldo e armonioso che rispetti il simbolismo biblico dell'altare. Quest’ultimo è costituito da una mensa in pietra naturale sorretta da colonnine che richiamano la simbologia della Trinità. Alle spalle dell’altare, una parete curva color ocra ospita un’icona del Crocifisso (copia di quello di san Damiano) e funge da separazione con il retrostante vano per la custodia eucaristica. Lo spazio è arricchito da elementi simbolici come il leggio ricavato da una semicolonna, un bassorilievo di san Francesco che parla agli animali e la raffigurazione stilizzata della Madonna. L’ingresso è presidiato da statue di angeli in cartapesta, mentre l’illuminazione e le decorazioni pittoriche completano l’atmosfera di preghiera e raccoglimento.

La ristrutturazione Tra il 1997 e il 1998, la chiesa di Ave Maris Stella ha subito un restauro completo che ha unito tecnica e arte. La ditta Edilbrin Sud si è occupata del consolidamento del cemento, rifacimento degli impianti e di una pulizia manuale enorme su quadrati di facciate in tufo, poi trattate per non far attaccare la polvere. Hanno anche risolto i problemi di condensa con dei particolari infissi a doppio davanzale.

Inoltre, sul fronte artistico sono stati restaurati il Cristo Deposto in cartapesta (del 1950) e un Cristo Crocifisso in legno, risalente al Quattrocento. Sono state, inoltre, aggiunte delle vetrate montate nel luglio del 1998 e realizzate da Luciana Bruno. Non sono vetri comuni, ma mosaici di vetro soffiato con murrine e cristalli che pesano oltre un quintale l’uno e raffigurano il Cantico delle Creature. Infine, per gli interni, i ragazzi della Comunità Emmanuel hanno costruito lampade e un portacero in ferro battuto, nello stesso stile del tabernacolo.

Tradizioni e impatto culturale La parrocchia è il centro nevralgico della devozione dei pescatori e della gente di mare brindisina. La tradizione più sentita è la processione a mare che si svolge nel secondo fine settimana di settembre. In questa occasione, la statua di Ave Maris Stella viene traslata dalla chiesa al Villaggio Pescatori per poi essere imbarcata su un natante infiorato che guida un corteo di barche attraverso il porto. Questo rito, ripristinato nel 1935, sottolinea il ruolo della Vergine come protettrice dei naviganti. La presenza dei frati Cappuccini ha inoltre promosso il culto di san Lorenzo da Brindisi, celebrato anche attraverso una statua monumentale posta nel piazzale antistante la chiesa nel 1969. I frati hanno lasciato la chiesa all’Arcidiocesi di Brindisi Ostuni nel 2023.

Note

Bibliografia

Archivio di Stato Brindisi, Il ritorno a Brindisi dei frati Cappuccini e la costruzione della Chiesa Ave Maris Stella. Lo sviluppo del rione Casale e l’istituzione della sua parrocchia: mostra documentario-fotografica. XL anniversario dell’inaugurazione della Chiesa, Taranto 1999.

Collegamenti esterni

Categoria:Chiese di Brindisi Categoria:Chiese dedicate a Maria Ave Maris Stella