L'interrogatorio di Lucullo () è un radiodramma del poeta e drammaturgo tedesco Bertolt Brecht. In seguito, insieme a Paul Dessau, ne adattò il libretto per l'opera lirica con il titolo La condanna di Lucullo (Die Verurteilung des Lukullus).

Le origini dell'opera

Brecht scrisse l'opera, in soli sette giorni nell'autunno del 1939, durante l'esilio in Svezia, poco dopo lo scoppio della seconda guerra modiale, in collaborazione con Margarete Steffin, su commissione della Radio Svedese di Stoccolma.

Poco tempo dopo, Brecht offrì l'opera alla Radio Beromünster del Cantone di Lucerna in Svizzera, che la trasmise il 12 maggio 1940, tramite il trasmettitore di Beromünster.

Da opera radiofonica a opera teatrale

In seguito Brecht tentò, senza successo, di far musicare l'opera. Solo nel 1945/46, le musiche furono composte negli Stati Uniti da Roger Huntington Sessions (28 dicembre 1896 – 16 marzo 1985) compositore, insegnante e scrittore di musica statunitense: Brecht non partecipò, però, a questa produzione. L'opera debuttò all'Università della California a Berkeley nel 1947 e, in seguito, fu messa in scena in altri teatri statunitensi.

Nel 1949, Bertolt Brecht e Paul Dessau, entrambi rientrati dall'esilio, nella loro città d'adozione, Berlino Est, crearono un altro adattamento musicale dell'opera su commissione dell'emittente radiotelevisiva regionale tedesca di Amburgo Nordwestdeutscher Rundfunk (NWDR - North West German Broadcasting Corporation), ma non venne trasmessa: il motivo per cui la stazione decise di non trasmettere l'opera rimane tuttora un mistero.

Già dieci anni prima, nel 1939, con la versione de LInterrogatorio di Lucullo, concepita per la trasmissione radiofonica, Brecht aveva messo sotto accusa ogni forma di espansione militare. Nel 1949 e negli anni successivi, una nazione intera, seppure divisa, si trovava ad affrontare la questione della responsabilità per una guerra criminale, la Seconda Guerra Mondiale. Qualunque conclusione a cui il pubblico dell'epoca potesse essere giunto, gli autori auspicavano un giudizio critico, concludendo il dramma con una condanna del comandante supremo Lucullo: "Nell'oblio con lui!" ("Ins Nichts mit ihm!"): la condanna di Lucullo era una condanna che, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, era rivolta ai grandi, ai potenti, responsabili del crimine supremo della Guerra.

La prima esecuzione della partitura nel 1951, con la sua spettacolare sezione di fiati e percussioni, si trasformò in uno scandalo culturale e politico.

L'opera si trovò al centro di un dibattito sul formalismo nell'arte, già in corso nella Germania dell'Est dal 1950 circa su istigazione dell'Amministrazione militare sovietica in Germania (SMAD).

Rappresentazione teatrale

Il debutto dll'opera fu eseguita alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino il 17 marzo 1951, nonostante l'opera fosse già stata bandita dal Comitato Centrale del SED (Partito Socialista Unificato di Germania) il 12 marzo e poi denunciata dal V Plenum il 17 marzo come opera formalista e decadente. Il Ministero della Pubblica Istruzione si fece carico della distribuzione dei biglietti per lo spettacolo, che Brecht aveva promosso, a "compagni e amici onesti e coscienziosi dai quali ci si poteva aspettare un atteggiamento sano nei confronti di questa musica formalista" ("gute und bewusste Genossen und Freunde, von denen man eine gesunde Einstellung zu dieser formalistischen Musik erwarten konnte"), come affermato in una lettera del Ministero al Comitato Centrale. I biglietti furono così distribuiti: 500 ciascuno per il SED e la FDGB, e 300 per la FDJ. Accadde però che alcuni degli invitati non interessati all'opera vendettero i loro biglietti omaggio ad altri appassionati d'opera che attendevano fuori dal Teatro dell'Opera di Stato e che non erano riusciti ad avere il biglietto d'ingresso. Invece del previsto scandalo teatrale, il pubblico (con venti minuti di applausi) assistette a uno dei più grandi trionfi del teatro musicale contemporaneo. Brecht attribuì il successo dell'esecuzione (immediatamente censurata) all'alta qualità artistica.

Nella successiva disputa con i funzionari della Partito Socialista Unificato di Germania (Sozialistische Einheitspartei Deutschlands - SED), Brecht apportò piccole modifiche per dissipare le presunte "tendenze pacifiste".

Dessau rivide ampiamente la sua musica. La prima mondiale, intitolata La condanna di Lucullo (Die Verurteilung des Lukullus), ebbe luogo il 12 ottobre 1951 al Teatro dell'Opera di Stato di Berlino (Deutschen Staatsoper).

La prima nella Germania Ovest (Direzione musicale: Hermann Scherchen, Direzione: Werner Jacob) si tenne il 30 gennaio 1952 nella ricostruita "Großes Haus" (Grande Casa), l'ex Schauspielhaus (Teatro dei giochi), odierna Oper Frankfurt sulla Willy-Brandt-Platz a Francoforte, con la messa in scena della prima versione operistica. Il successo internazionale arrivò intorno al 1957. Una produzione di Lipsia fu rappresentata a Parigi nel 1958.

1951: modifica del finale

Influenzato dal processo di Norimberga, il finale originale, che metteva a confronto il bene e il male senza emettere un verdetto ("La corte si ritira per deliberare"), fu modificato nell'opera in modo che i giudici proclamassero: "Ah sì, al nulla con lui, e al nulla con tutti quelli come lui! ("Ah ja, ins Nichts mit ihm, und ins Nichts mit allen wie er!).

Sinossi (versione del 1939)

Roma, 56 a. C. Dopo la morte, un solenne corteo funebre accompagna Lucullo verso il suo arco di trionfo. Il feretro con il defunto viene condotto al monumento sepolcrale sulla via Appia; lo segue un numero di schiavi impegnato a trascinare un enorme fregio su cui sono incise le imprese del celebre condottiero. A sepoltura ultimata, la folla si disperde rumorosamente. Degli alunni leggono su libri di storia le imprese del generale. Alle porte del regno delle ombre Lucullo attende con impazienza il turno del proprio interrogatorio; Tertullia gli ricorda che in quel luogo non vengono fatte preferenze. Quando il giudice e i giurati passano a esaminare il caso di Lucullo, si vedono costretti ad assumere come testimonianza a suo favore il fregio che ne celebra i trionfi: nessun intercessore si è infatti fatto vivo, e la giuria deve potersi pronunciare circa i meriti o i demeriti dell’interrogato. Le figure del fregio prendono vita e riferiscono le imprese del generale. Lucullo giustifica il proprio operato ma contro di lui si levano le migliaia di morti e le cinquantatré città distrutte. L’unica attenuante che gli viene concessa è quella di aver sviluppato una nuova arte culinaria e di aver importato il ciliegio dall’Asia. Una delle ombre, il contadino, esprime una lode nei confronti del ciliegio ma la giuria rimane compatta nella sua decisione finale: per le ciliege, che avrebbero potuto esser importate dall’Asia anche da un solo uomo, sono caduti ottantamila soldati. La corte si ritira per deliberare.

Personaggi del radiodramma L'interrogatorio Lucullo (Das Verhör des Lukullus)

Lucullo Speaker del tribunale dei morti Giudice dei morti L'araldo Due ragazze Due mercanti Due donne Due plebei Un carradore Il maestro (scabini del tribunale dei morti) La cortigiana (scabini del tribunale dei morti) Il fornaio (scabini del tribunale dei morti) La pescivendola (scabini del tribunale dei morti) Il contadino (scabini del tribunale dei morti) Il re La regina Due giovinette con una targa Due ombre Due legionari Il cuoco L'uomo dal ciliegio Coro di soldati Coro degli schiavi Coro delle sculture del fregio Voce atona del guardiano del regno delle tenebre Una vecchia donna che aspetta La triplice voce Coro di bambini Voci

(versione del 1951: conclusione con la condanna) La versione originaria del radiodramma si concludeva con i seguenti versi:

La scena della sentenza è stata introdotta ne La condanna di Lucullo. In quest'ultima non sono chiamate a deporre le sculture del fregio, bensì sono interrogate come testimoni le ombre delle vittime effigiate sul fregio stesso.

Lucullo è condannato a rimanere nel nulla eterno:

Personaggi della storia de La condanna di Lucullo (Die Verurteilung des Lukullus)

Lucullo, generale romano (tenore) Il Re (Basso) La Regina (Soprano) Due legionari (bassi) Due bambini (muti) Laso, cuoco di Lucullo (tenore) Il portatore del ciliegio (Tenore) La cortigiana (Mezzosoprano) La pescivendola (una vecchia) Il contadino (Tenore) L'insegnante (tenore) Il fornaio (tenore) Tertullia (una vecchia) Voci femminili (soprani nell'orchestra) Voci dei tre banditori cittadini (soprani) Il giudice dei morti (basso) Una voce femminile di commento (soprano nell'orchestra) Cinque ufficiali (tre tenori, due bassi) Oratore della Corte dei Morti Due ragazze giovani Tre banditori cittadini Un cocchiere Due mercanti Due donne Due plebei Coro, comparse: folla, persone, schiavi, ombre Coro di bambini.

Luogo e tempo: a Roma, il regno delle ombre nell'antichità (intorno al 56 a.C.).

Sinossi delle 12 scene

Scena 1: Il corteo funebre.

Il generale romano Lucullo è morto e gli uomini più importanti di Roma stanno dando al suo catafalco un ultimo onorevole saluto. Un enorme fregio, destinato ad adornare la sua tomba e raffigurante le sue gloriose gesta, viene portato dietro al catafalco dagli ufficiali del suo reggimento. Solo il popolo, che si ferma incuriosito lungo il percorso ad osservare il corteo funebre, non dà credito alla fama del generale, poiché ha sofferto non solo sotto il suo governo, ma anche sotto le sue guerre. Non credono agli inni di lode verso Lucullo, piuttosto gridano assieme: “Quando ci risparmieranno le sciocchezze sulla fama?”

Scena due e tre: Il funerale.

Sulla celebre Via Appia, il catafalco viene deposto nella tomba allestita per la sepoltura con una cerimonia solenne. Cinque ufficiali danno l'ultimo saluto al loro comandante morto con gli onori militari poi, con cinismo, si dedicano ai propri piaceri.

Scena quarta: Nei libri di lettura.

Anche a Roma come negli altri paesi gli scolari devono memorizzare le date delle campagne e delle battaglie dei conquistatori romani ed essere in grado di recitarle con la stessa facilità con cui si scocca una freccia con un arco.

Scena quinta: Il ricevimento.

Nell'anticamera del Regno delle Ombre, Lucullo è in attesa ed è agitato perché non gli viene concesso di entrare subito; il trattamento preferenziale che ha ricevuto sulla Terra non gli è riservato qui, dopo la morte. L'anziana Tertullia, che lo precede nella fila, cerca di calmarlo e gli spiega che davanti ai giudici del Regno delle Ombre tutti i "candidati" sono uguali, poiché essi attribuiscono il massimo valore all'utilità di una persona.

Scena sesta: La scelta dell'avvocato.

Dopo il processo di Tertullia, che si svolge rapidamente, Lucullo viene convocato e deve rendere conto davanti ai giudici dei morti – un giudice con cinque giurati (un'ex pescivendola, una cortigiana, un insegnante, un fornaio e un contadino) – se ha "beneficiato o nuociuto" all'umanità. All'ex generale viene chiesto di nominare un avvocato e, senza esitazione, sceglie Lucullo sceglie Alessandro Magno, il suo grande modello nella vita. Ma nessuno qui lo conosce! Lucullo è sconcertato dal fatto che il grande re e conquistatore sia sconosciuto in quel luogo allora Lucullo propone di consultare le persone rappresentate nel suo fregio.

Scena settima: Il fregio viene portato alla luce.

Con grande stupore di Lucullo, i giudici dei morti insistono affinché vengano evocate le ombre delle persone raffigurate sul fregio. Tra queste, naturalmente, ci sono anche le vittime dei suoi intrighi. La sua obiezione all'ordine della corte, tuttavia, è vana.

Scena otto: L'interrogatorio.