Considerato tra gli uomini più ricchi delle Tredici colonie, appoggiò inizialmente le istanze della rivoluzione americana salvo poi disapprovare il conflitto armato coi britannici e rimanere fedele a Londra.

Biografia Era figlio dell'omonimo James De Lancey, governatore di New York per conto delle autorità britanniche tra il 1753 e il 1760. La famiglia era di origine francese, piccoli nobili ugonotti costretti a fuggire dalla Francia dopo l'editto di Fontainebleau del 1685. Il nonno Stephen De Lancey si era stabilito nelle Americhe, avviando una fiorente attività commerciale e lasciando ai numerosi figli un patrimonio immenso, che faceva dei De Lancey tra le famiglie più ricche delle Tredici colonie.

Studiò legge all'Università di Cambridge, dove si laureò nel 1753. Poco dopo rientrò nelle colonie, e allo scoppio della guerra franco-indiana si arruolò volontario, divenendo aiutante di campo del generale James Abercrombie. Partecipò quindi nel 1755 alla presa di Fort Niagara e nel 1758 alla conquista di Fort Ticonderoga. Nel 1760 morì il padre, allora in carica come governatore di New York, e come suo figlio primogenito ereditò la maggior parte del suo patrimonio, divenendo così uno tra gli uomini più facoltosi delle colonie americane.

Abbandonata la carriera militare in favore di quella politica, fu eletto all'Assemblea di New York e negli anni 1760 si fece portavoce delle istanze dei newyorkesi nei confronti del governo britannico, che cercava di imporre loro numerose tasse. Durante la crisi dello Stamp Act del 1765 fu tra le principali figure che invocavano il boicottaggio dei prodotti britannici, e con l'acuirsi della crisi dei rapporti tra le colonie e la madrepatria negli anni 1770 inviò numerose richieste e risoluzioni in Inghilterra in favore dei coloni, tutte respinte dal parlamento britannico. Cercando quindi di mediare tra l'Assemblea e il parlamento, nel 1775 salpò per l'Inghilterra per intraprendere colloqui col governo britannico. I suoi sforzi non ebbero tuttavia successo, ed essendo nel frattempo scoppiata la guerra d'indipendenza americana rimase bloccato in Gran Bretagna. Non sarebbe più tornato in America.

Se dapprima era schierato dalla parte dei coloni, la deriva violenta del loro conflitto con la madrepatria gli fece cambiare idea e divenne un lealista. Dichiarato un traditore dal congresso rivoluzionario, i suoi beni vennero confiscati e la sua famiglia perseguitata. Solo nel 1788 i De Lancey furono parzialmente risarciti per i danni subiti durante la guerra, ma James scelse comunque di non tornare più e di rimanere in Inghilterra. Morì nel 1800.

Note

Categoria:Studenti dell'Università di Cambridge