The Shape of Things to Come è un romanzo di fantascienza dello scrittore britannico H. G. Wells, pubblicato nel 1933. L'opera assume la forma di una storia futura a sfondo utopico che termina nel 2106.
Il romanzo è presentato attraverso una cornice narrativa: Wells afferma di aver curato gli appunti di Philip Raven, un eminente diplomatico immaginario, che avrebbe avuto visioni oniriche di un manuale di storia pubblicato nel futuro e avrebbe trascritto quanto riusciva a ricordare. Il testo è diviso in cinque "libri".
Storia editoriale The Shape of Things to Come fu pubblicato in volume a Londra da Hutchinson nel 1933 con il titolo secondario The Ultimate Revolution. Parti dell'opera erano già apparse sul Sunday Express tra il 25 giugno e l'11 settembre 1933. Nello stesso anno il romanzo uscì negli Stati Uniti presso The Macmillan Company di New York.
La concezione dell'opera deriva dall'intreccio tra la saggistica politico-sociale degli ultimi anni di Wells e la forma narrativa della storia futura. Secondo The Encyclopedia of Science Fiction, The Work, Wealth and Happiness of Mankind, pubblicato nel 1931, prefigura direttamente The Shape of Things to Come, definito dalla stessa fonte come l'ultimo e più ampio esercizio wellsiano di storia futura. La stessa fonte osserva che il romanzo è presentato come una storia del mondo scritta alla fine del XXII secolo e trasmessa fino al 1933 attraverso un riferimento diretto alle teorie sul tempo di John William Dunne. Il dispositivo narrativo riprende le idee di Dunne sulla possibilità che i sogni anticipino eventi futuri. La voce su Dunne della Encyclopedia of Science Fiction indica infatti The Shape of Things to Come tra le opere influenzate da An Experiment with Time, pubblicato nel 1927, precisando che il romanzo prende la forma di una storia futura ricavata dal tipo di sogno descritto da Dunne.
La sceneggiatura che Wells trasse dal romanzo, poi realizzata come film La vita futura (Things to Come, 1936), apparve a puntate su This Week tra il 27 settembre e il 25 ottobre 1935 e fu pubblicata in volume nello stesso anno.
Trama Il romanzo è presentato come l'edizione, curata da Wells, degli appunti lasciati da Philip Raven, diplomatico legato alla Società delle Nazioni. Raven, morto a Ginevra nel 1930, avrebbe avuto per anni visioni oniriche di un libro di storia pubblicato nel futuro e avrebbe trascritto ciò che riusciva a ricordare. La narrazione che ne risulta segue la storia mondiale dalla crisi del primo dopoguerra fino all'anno 2106.
La prima parte descrive il progressivo esaurimento dell'ordine nato nel XIX secolo. Dopo la prima guerra mondiale, le istituzioni internazionali, la diplomazia, la finanza e i governi nazionali non riescono a risolvere le tensioni economiche e politiche. La fiducia nel progresso si arresta nel 1933: la crisi economica continua, i tentativi di cooperazione internazionale falliscono e in molti paesi si rafforzano dittature, movimenti nazionalisti e organizzazioni politiche violente.
Negli anni successivi la crisi si estende. L'ordine educativo tradizionale si sfalda, il potere degli Stati si indebolisce e la competizione tra nazioni alimenta nuove forme di guerra. In Asia il controllo occidentale si allenta, il Giappone riprende la via militare e la Cina diventa teatro di conflitti e disgregazione. In Europa, la Germania occupa una posizione centrale nella tensione internazionale, mentre l'odio politico e nazionale prepara una nuova guerra.
La guerra scoppia nel 1940 e si protrae fino al 1950. Il conflitto coinvolge progressivamente vari paesi, ma non produce una vittoria decisiva. Le operazioni militari si svolgono in un mondo già indebolito dalla crisi economica e sociale; l'impiego dell'aviazione e delle nuove tecniche belliche aumenta la distruzione, mentre gli apparati statali perdono capacità di controllo. Il conflitto termina non con un trattato stabile, ma con una sospensione delle ostilità promossa da Edvard Beneš.
Alla guerra segue una fase di collasso generale. Le popolazioni sono indebolite dalla fame, dalla disorganizzazione dei servizi sanitari e dalla distruzione delle infrastrutture. Epidemie di influenza, colera e peste bubbonica precedono la comparsa della febbre maculata, malattia che si diffonde rapidamente e provoca un'ulteriore riduzione della popolazione mondiale. L'Europa e l'America entrano in una fase di disgregazione, mentre le vecchie strutture politiche sopravvivono solo in forme sempre più inefficaci.
In questo mondo frammentato acquistano importanza i tecnici, i piloti e gli addetti ai sistemi di trasporto rimasti funzionanti. Da queste reti di tecnici e piloti nasce il nucleo dello Stato moderno, che si organizza attraverso il controllo dell'aria, del mare, delle comunicazioni e dei trasporti. La Conferenza di Bassora riunisce i gruppi tecnici e scientifici favorevoli a una nuova organizzazione mondiale e formula il progetto di uno Stato mondiale capace di superare i vecchi Stati nazionali.
La nuova autorità, nota come Dittatura dell'Aria, si impone gradualmente sui governi superstiti. Il suo programma mira a ristabilire l'ordine mondiale, garantire trasporti e comunicazioni e costruire su basi scientifiche un sistema educativo che superi le divisioni nazionali. Il Basic English viene imposto come lingua comune e le religioni organizzate sono progressivamente soppresse, poiché considerate ostacoli alla formazione di una nuova umanità.
L'opposizione allo Stato moderno assume forme diverse. In varie aree sopravvivono nazionalismi, gruppi religiosi e interessi locali contrari alla nuova autorità. La Chiesa cattolica rappresenta una delle resistenze più persistenti; altri conflitti riguardano il destino degli ebrei, la soppressione dell'Islam, il rapporto con la Russia e il confronto con i resti delle ideologie politiche precedenti. La Dittatura dell'Aria ricorre al controllo, alla repressione e all'educazione per consolidare il proprio potere.
Nel corso del XXI secolo lo Stato moderno diventa pienamente dominante. La sua azione non si limita alla politica, ma investe la scuola, il comportamento, il lavoro, la lingua e l'organizzazione della vita quotidiana. La società viene riorganizzata in modo da eliminare la guerra, ridurre le disuguaglianze e trasformare l'intera popolazione mondiale in una comunità istruita e disciplinata. Il lavoro fisico residuo è affidato a forme di servizio giovanile, mentre la vecchia divisione tra classi tende a scomparire.
Dopo circa un secolo di governo, la Dittatura dell'Aria viene superata senza una guerra civile. La Dichiarazione di Megève segna la fine della fase militante dello Stato moderno e l'inizio di una nuova epoca. Gli ex dirigenti sono allontanati con onore e la società mondiale entra in una fase in cui il potere politico tende a dissolversi nella gestione razionale della vita collettiva.
L'ultima parte descrive il mondo ormai trasformato. La popolazione vive in condizioni di sicurezza materiale, con accesso all'istruzione, alla salute e alla libertà personale, entro i limiti stabiliti dal bene comune. Lo scopo finale della nuova società è produrre individui sempre più capaci, liberi dai conflitti nazionali, religiosi ed economici che avevano dominato i secoli precedenti. La storia futura si conclude nel 2106, con l'umanità avviata verso una condizione utopica stabile.
Personaggi Philip Raven Diplomatico al quale la cornice narrativa attribuisce gli appunti da cui Wells dichiara di aver tratto il libro.
Gustave de Windt Visionario che formula il progetto del futuro "Stato moderno" e rifiuta il principio dell'opposizione parlamentare.
Ambientazione La storia futura immaginata nel romanzo si estende dalla prima guerra mondiale al 2106 e viene presentata come ricostruzione storica redatta a partire dagli appunti onirici di Philip Raven.
Cronologia e luoghi La narrazione è ancorata a luoghi e date precisi. Ginevra, dove Philip Raven muore nel 1930, rappresenta il centro delle istituzioni internazionali del periodo interbellico. Il conflitto futuro si svolge tra il 1940 e il 1950; la Conferenza di Bassora, tenuta in un crocevia delle reti di trasporto superstiti, fonda il progetto del nuovo Stato mondiale; la Dichiarazione di Megève ne segna la fine della fase militante. La storia futura si chiude nel 2106.
In Asia il romanzo riserva spazio particolare al Giappone, presentato come potenza militare in espansione, e alla Cina, descritta come teatro di conflitti e disgregazione nel periodo della crisi.
Lingua e infrastrutture Lo Stato mondiale impone il Basic English come lingua internazionale comune, strumento di unificazione culturale e fondamento del sistema educativo mondiale che lo Stato intende costruire. Sul piano delle infrastrutture, la Conferenza di Bassora sancisce l'abbandono definitivo delle ferrovie: il controllo del territorio e delle comunicazioni è affidato all'aviazione, che diventa la base materiale del potere della Dittatura dell'Aria. Per indicare gli anni della narrazione Wells usa la sigla "C.E.", specificando che essa sta per Christian Era: il calendario gregoriano è mantenuto, ma con una denominazione presentata come neutrale rispetto al Cristianesimo.
Organizzazione politica La Dittatura dell'Aria non è una struttura militare tradizionale, ma un'autorità tecnocratica fondata sul controllo dei trasporti, delle comunicazioni e della scienza. Sul piano programmatico, l'autorità si propone di abolire gli Stati nazionali, promuovere la ricerca scientifica e costruire un sistema educativo mondiale. La figura programmatica del nuovo ordine è Gustave de Windt, visionario immaginario che ne formula il progetto e rifiuta il principio dell'opposizione parlamentare. La transizione al nuovo ordine avviene senza guerra civile attraverso la Dichiarazione di Megève, dopo la quale gli ex dirigenti vengono allontanati con onore.
Religioni Nel mondo futuro del romanzo la costruzione dello Stato mondiale comporta l'abolizione delle religioni organizzate, presentata come condizione per il controllo dell'istruzione da parte dello Stato moderno. L'Islam viene abolito attraverso la chiusura dei principali luoghi santi della Mecca, mentre alcune moschee sopravvivono per il loro valore architettonico. Nel romanzo vi è un breve riferimento all'abolizione del Buddhismo, mentre l'opposizione religiosa più estesa è attribuita alla Chiesa cattolica. Wells dedica inoltre attenzione al destino degli ebrei, che nel romanzo subiscono persecuzioni, pogrom e infine l'assimilazione forzata nello Stato moderno.
Politica e società Il romanzo contrappone democrazia, fascismo e comunismo all'emergere dello Stato moderno mondiale. La democrazia parlamentare è presentata come una forma politica superata, mentre fascismo e nazismo sono destinati alla disgregazione nel corso della guerra immaginaria. Nel mondo futuro di Wells la classe operaia non viene abolita attraverso una dittatura del proletariato, ma attraverso un processo di mobilità sociale ascendente che porta alla formazione di una società di "intellettuali di classe media". Il lavoro fisico residuo viene svolto dai giovani mediante una forma di coscrizione al lavoro, che sostituisce la coscrizione militare.
Accoglienza e critica The Shape of Things to Come è stato collocato tra i principali tentativi tardi di Wells di riassumere le proprie riflessioni sul futuro e sull'organizzazione del mondo. Il romanzo è stato inoltre collegato alla tradizione della storia futura e alla teoria dei sogni anticipatori di John William Dunne.
Peter J. Bowler ha inquadrato l'opera nel rapporto tra fantascienza e futurologia, osservando che il romanzo presenta una previsione del futuro in forma narrativa. Secondo Bowler, il romanzo immagina una guerra capace di portare la civiltà quasi alla distruzione, ma conserva l'idea che da quel collasso possa emergere uno Stato razionalmente pianificato guidato da scienziati e tecnici.