Biografia Nato nel 1963, l’ascesa di Roberto Vacante all’interno della famiglia mafiosa di Catania fu significativamente influenzata dal suo matrimonio con Irene Grazia Santapaola, figlia di Salvatore Santapaola e nipote di Benedetto Santapaola, storico capo della famiglia mafiosa. Attraverso questo legame familiare, Vacante era considerato un membro integrante della “famiglia di sangue” dei Santapaola-Ercolano.

Le autorità investigative, in particolare attraverso la vasta operazione “Bulldog” condotta dalla polizia di Catania e dalla divisione antimafia, hanno rivelato una complessa rete di strutture finanziarie e societarie attribuite a Vacante. Tali attività, presumibilmente utilizzate come copertura per il reinvestimento di capitali illeciti, riflettevano quella che gli investigatori hanno descritto come una spiccata capacità manageriale nel riciclaggio dei proventi mafiosi. Il suo ruolo è stato corroborato da diversi collaboratori di giustizia, tra cui Santo La Causa ed Eugenio Sturiale, i quali hanno descritto Vacante come una figura chiave nel reinvestimento dei fondi illeciti della famiglia Santapaola in diverse attività economiche legali.

L’arresto di Roberto Vacante nel 2016 segnò un momento cruciale nelle operazioni antimafia. Fu arrestato insieme ad altre 15 persone e accusato di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e altri reati connessi. Al momento dell’arresto, Vacante fu descritto dal pubblico ministero come un esponente del cerchio ristretto del clan Santapaola-Ercolano. Nel 2017 fu condannato a undici anni e sei mesi di reclusione nell’ambito di un capo d’imputazione unificato. La detenzione fu scontata sotto il regime carcerario restrittivo del 41-bis, misura riservata ai membri di alto livello delle organizzazioni mafiose.

Il profilo criminale di Roberto Vacante fu ulteriormente corroborato da un decreto emesso all’inizio del 2018, che portò alla confisca di numerose aziende e proprietà. Il provvedimento mise in evidenza il suo ruolo di primo piano quale “mente imprenditoriale” delle operazioni di riciclaggio della famiglia Santapaola. I beni confiscati, per un valore stimato di circa 15 milioni di euro, includevano imprese operanti in settori che spaziavano dagli stabilimenti balneari e la ristorazione fino agli impianti sportivi e alla gestione dei parcheggi. Le indagini evidenziarono una marcata discrepanza tra i redditi dichiarati da Vacante e il consistente patrimonio sotto il suo controllo, spesso intestato a prestanome.

Tra i suoi principali collaboratori figurava Salvatore Caruso, successivamente condannato per reati di mafia. Il processo portò inoltre alla condanna della moglie, Irene Grazia Santapaola, e di diversi altri imputati, principalmente per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso.

Un episodio significativo che evidenziò il ruolo di Vacante all’interno dell’organizzazione emerse da un’intercettazione ambientale in cui egli dichiarò: «Io sono un Santapaola. È la mia famiglia…», in risposta a un interlocutore che faceva riferimento a presunti legami con la famiglia Santapaola. Tale affermazione, citata in diverse indagini, sintetizza l’identificazione personale di Vacante con l’eredità criminale dei Santapaola, sia attraverso vincoli di sangue sia mediante l’autorità all’interno della struttura organizzativa.

Nel corso degli anni, il nome di Roberto Vacante comparve in vari dossier di polizia, tra cui l’indagine “Kronos”, che segnalò la sua partecipazione a un vertice mafioso a Paternò nel dicembre 2016. Sebbene il presunto nuovo capo operativo della Famiglia mafiosa di Catania, Francesco Santapaola, fosse assente, gli investigatori ritengono che Vacante possa averlo rappresentato.

Vacante ha successivamente scontato la propria pena e, a partire dal 2024, risulta un uomo libero. In particolare, mentre il principale processo “Bulldog” ha subito ritardi procedurali, con una sentenza di primo grado emessa solo nel settembre 2024, il procedimento separato celebrato con rito abbreviato a carico di Vacante aveva già raggiunto una sentenza definitiva.

Note

Categoria:Mafiosi di Cosa nostra