Il castello dei Bagliani è un castello medievale situato nella frazione di Casalbagliano, ad Alessandria.

Storia Il toponimo di Casalbagliano deriverebbe dalla famiglia alessandrina dei Bagliani, che secondo il Dizionario corografico degli Stati Sardi edificò il castello nel 1280. Per via di questo legame tra il castello e la famiglia Bagliani La località venne indicata come Casalis Balianorum che sarebbe poi diventato Casalbagliano.

Il castello, posto in posizione strategica tra il Tanaro e la Bormida, svolse più volte funzione difensiva per la vicina Alessandria, fungendo da antemurale della città. Secondo le fonti, impedì alle truppe francesi di muovere in direzione Alessandria durante le guerre del 1643 e del 1657.

L'edificio rimase proprietà dei Bagliani fino all'estinzione della famiglia, passando successivamente agli Inviziati di Branciforte, ai Petitti di Roreto e, in ultimo, ai Parravicini. Verso la metà del XIX secolo il marchese Carlo Inviziati di Branciforte promosse un ampio restauro del complesso, trasformandolo in residenza signorile e circondandolo di un vasto parco.

Nel corso del Novecento il castello venne utilizzato come ospedale militare durante la prima guerra mondiale e successivamente come sede locale del Partito Nazionale Fascista. Ceduto al comune di Alessandria, il complesso negli anni subì un continuo degrado accentuato dall'alluvione del Tanaro del 1994 che ne aggravò ulteriormente le condizioni strutturali.

Descrizione Del complesso originario sopravvive in particolare la torre medievale del XIII secolo, successivamente inglobata in una residenza seicentesca. Nel corso dei secoli il castello venne arricchito da interventi attribuiti a Carlo Caniggia e Francesco Mensi. Precedentemente dotata di giardino e di muro di recinzione entrambi risultano scomparsi a causa dei decenni di abbandono dello stabile.

L'area, in stato di abbandono e considerata pericolante, non è accessibile al pubblico. Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Architetture di Alessandria Alessandria Alessandria