Himantolophus appelii è una specie di pesce abissale appartenente alla famiglia Himantolophidae, il gruppo dei cosiddetti footballfishes o pesci palla abissali, lofiiformi adattati alla vita nelle profondità oceaniche. La specie venne descritta nel 1878 dal naturalista neozelandese Frank Edward Clarke con il nome originario Aegoeonichthys appelii, per poi essere successivamente trasferita nel genere Himantolophus.

Etimologia Il nome del genere Himantolophus deriva dal greco himas o himantos («cinghia», «laccio» o «striscia di cuoio») e lophos («cresta» o «ciuffo»), in riferimento al robusto illicio coriaceo che sporge dalla testa di questi pesci. L'epiteto specifico appelii onora invece un certo «Mr. Appel» di Hokitika, in Nuova Zelanda, che mise a disposizione dell'autore uno degli esemplari studiati.

Descrizione

Questa specie presenta il tipico aspetto dei footballfishes: un corpo globoso e compresso lateralmente, pelle scura coperta da piccole spine dermiche e una testa enorme rispetto al resto del corpo. La bocca è molto ampia e armata di denti lunghi, sottili e ricurvi verso l'interno, adattati a trattenere prede relativamente grandi in un ambiente dove il cibo è raro e gli incontri con altre forme di vita sono sporadici. Sopra la testa si sviluppa il caratteristico illicio bioluminescente, una struttura modificata simile a una canna da pesca che termina con un'esca luminosa (esca), utilizzata per attirare le prede nel buio assoluto degli abissi.

H. appelii è una delle specie più grandi del genere e può raggiungere circa 40 cm di lunghezza. Le femmine sono molto più grandi dei maschi, mostrando un marcato dimorfismo sessuale tipico dei Ceratioidei. I maschi, minuscoli e relativamente rari, possiedono organi olfattivi estremamente sviluppati che permettono loro di individuare le femmine nelle immense distese oceaniche profonde. Negli Himantolophidae i maschi si attaccano temporaneamente alla femmina senza fondersi permanentemente con i suoi tessuti, diversamente da quanto avviene in altre famiglie di pesci abissali.

Distribuzione e habitat La specie ha una distribuzione circumglobale negli oceani dell'emisfero australe, ad eccezione del Pacifico orientale. È stata segnalata nell'Atlantico meridionale, nell'Oceano Indiano e nel Pacifico sud-occidentale, comprese le acque attorno alla Nuova Zelanda, al Sudafrica e alle Isole Falkland. Vive prevalentemente nelle zone mesopelagiche e batipelagiche, a profondità comprese tra circa 338 e 1360 metri.

Un esemplare raccolto nel 2007 a est delle Isole Falkland rappresentò una notevole estensione verso sud dell'areale conosciuto della specie. Gli studiosi ipotizzarono che le correnti oceaniche dell'Atlantico meridionale potessero trasportare uova o larve oltre il limite abituale della distribuzione subtropicale della specie.

Biologia Come gli altri footballfishes, H. appelii è un predatore opportunista. L'esca luminosa prodotta grazie a batteri bioluminescenti attira piccoli pesci, calamari e crostacei abbastanza vicino da essere catturati con un rapido scatto della bocca. I denti rivolti all'indietro impediscono alle prede di sfuggire una volta intrappolate.

Conservazione La specie è raramente osservata viva e gran parte delle conoscenze deriva da esemplari catturati accidentalmente nelle reti da pesca profonde. A causa dell'habitat remoto e della scarsità di dati biologici, molti aspetti del suo ciclo vitale rimangono sconosciuti. La IUCN classifica tuttavia H. appelii come specie a Least Concern («rischio minimo»), poiché possiede un ampio areale oceanico e non sono note minacce globali significative.

Note

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Categoria:Lophiiformes