È principalmente noto per la sua attività di portavoce della Global Sumud Flotilla.

Biografia Nasce a Brasilia, da Ivo de Araújo e Oliveira Teresa "Têca" Ávila. Dopo essersi laureato in comunicazione, nel 2009 fonda Globalvisa, società specializzata in servizi per visti e documentazione internazionale, dalla quale si è successivamente allontanato per dedicarsi all'attivismo. Fra le varie cause che ha supportato, oltre a quella palestinese, la campagna per la liberazione del presidente Lula, quella per la restituzione delle terre agli indigeni, e manifestazioni di sostegno al governo cubano. Nel 2022 è stato candidato alla carica di deputato federale in Brasile con il Partito Socialismo e Libertà senza essere eletto.

Nel giugno 2024 è stato invitato all'«International Summit on Gaza» a Teheran, in Iran, evento a cui hanno preso parte autorità locali come il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Il suo lavoro gli è valso il riconoscimento dell’ambasciata dell’Iran a Brasília, che ha evidenziato la sua «attività di comunicazione e solidarietà con il popolo palestinese».

A febbraio 2025 ha partecipato, assieme a numerosi altri influencer da tutto il mondo, al funerale di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah ucciso da un raid dell'esercito israeliano nel 2024. Durante la visita, Ávila ha pubblicato diversi contenuti sui social media elogiando Nasrallah come figura «ispiratrice» nella storia delle lotte anticoloniali e anti-imperialiste, nonché come «martire»

Nel giugno 2025 ha fatto parte dell'equipaggio della Madleen, un'imbarcazione della Freedom Flotilla partita da Catania, in Italia, con a bordo forniture mediche, cibo e beni igienici destinati a Gaza. L’iniziativa, organizzata da coalizioni filo-palestinesi, mirava simbolicamente a rompere il rafforzato blocco israeliano nel contesto del Genocidio a Gaza e a denunciare la «punizione collettiva» nei confronti dei palestinesi. Tra i partecipanti figuravano anche l’attivista climatica svedese Greta Thunberg e l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan. L’imbarcazione è stata attaccata e intercettata dalla marina israeliana in acque internazionali del Mar Mediterraneo nella notte fra l'8 e il 9 giugno e condotta al porto di Ashdod. Ávila è stato tenuto prigioniero assieme agli altri membri dell’equipaggio, in attesa di essere rimpatriato, ma dopo aver rifiutato di firmare i documenti di espulsione e intrapreso uno sciopero della fame viene trasferito nella prigione di Ayalon dove viene detenuto in isolamento. È stato poi rilasciato e rimpatriato il 12 giugno dopo l'intervento del consolato, e una richiesta formale di rilascio da parte del governo brasiliano.

Dopo il rientro in patria è entrato a far parte del direttivo della Global Sumud Flotilla, salpando nuovamente verso Gaza il 31 agosto 2025. Dopo l’abbordaggio della GSF da parte di Israele all’inizio di ottobre, è stato nuovamente arrestato e ha intrapreso uno sciopero della fame insieme ad altri attivisti. È stato espulso poco dopo, atterrando a San Paolo il 9 ottobre.

Il 30 aprile 2026 viene nuovamente arrestato dall'esercito israeliano che lo blocca in acque internazionali a largo di Creta mentre era a bordo di una missione umanitaria diretta a Gaza, e viene trasportato in Israele assieme all'attivista spagnolo Saif Abukeshek con l'accusa di essere affiliati alla Conferenza Popolare dei Palestinesi all'Estero, sanzionata dagli Stati Uniti d'America e da Israele per i legami con Hamas. Dopo 10 giorni di detenzione, è stato rilasciato ed espulso dal paese il 9 maggio. Note

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