Lot e le figlie è un dipinto a olio su tela (172x222 cm) realizzato da Giovanni Francesco Barbieri detto Guercino nel 1650/1651 e custodito presso il Museo del Louvre a Parigi.

Storia È il secondo quadro raffigurante Lot e le figlie, citato da Carlo Cesare Malvasia nella Felsina pittrice: «Un altro Lotto per il Sig. Girolamo Panessi (Pavesi); mà questo ancora corse la fortuna del primo, poiché veduto dalla Serenissima Arciduchessa di Mantova con l'occasione della venuta à Bologna per la festa della Porchetta, e condotta in casa del Sg. Gio. Francesco à vedere le sue pitture, se ne invaghì, e la volse ordinando l'A.S. del Duca suo consorte presente, che si mandasse à Mantova, come fù fatto».

Il dipinto fu consegnato entro il 1651 accompagnato da una lettera datata 9 settembre 1651 indirizzata al Duca Carlo II di Gonzaga-Nevers. Viene citato per la prima volta nell'inventario Gonzaga del 1709. Come si evince dal Libro dei conti,Il Libro dei conti è il registro amministrativo compilato dal fratello minore Paolo Antonio Barbieri dal 1629 al 1649, anno della sua morte, e proseguito dai familiari fino al 1666. il pagamento fu fatto il 23 dicembre 1657. «Dal Se:mo Duca di Mantoua si è riceuto doble de Italia n:o150 a L 14-16 fanno di questa moneta la ualuta L 2220 fanno Ducatoni n:o404 che fanno Scudi 555 e questo è il pagamento delli dui quadri fatto al Sig:r Duca di Mantua, cioue il Lotto e il San Sone e Dalila». Il Sansone e Dalila citato dal Libro dei conti è invece il dipinto conservato a Strasburgo.

Iconologia Il soggetto del dipinto è tratto dal libro della Genesi: «Lot partì da Zoar e andò a stabilirsi sulla montagna con le sue due figlie, perché temeva di restare a Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie. Ora la maggiore disse alla più piccola: «Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra. Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così conserveremo una discendenza da nostro padre». Quella stessa notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; egli non se ne accorse, né quando ella si coricò né quando ella si alzò. All'indomani la maggiore disse alla più piccola: «Ecco, ieri notte io mi sono coricata con nostro padre; facciamogli bere del vino anche questa notte e va’ tu a coricarti con lui, così conserveremo una discendenza da nostro padre». Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; egli non se ne accorse, né quando ella si coricò né quando ella si alzò. Così le due figlie di Lot rimasero incinte del loro padre. La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono ancora oggi. Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò Ben-Ammi. Costui è il padre degli Ammoniti che esistono ancora oggi» (Genesi, 19, 30-38).

Descrizione Il dipinto raffigura Lot seduto al centro della composizione mentre beve il vino offertogli dalla figlia posta sulla destra, seminuda e avvolta in un ampio drappo rosso. L'altra figlia, seduta sul lato opposto, osserva la scena in atteggiamento raccolto. Sullo sfondo compaiono l'incendio di Sodoma e la figura della moglie di Lot trasformata in statua di sale. Le tre figure sono disposte lungo una linea orizzontale, ma articolate su piani differenti di profondità. La figlia di destra ruota il busto verso l'osservatore mentre versa il vino nella coppa del padre; la nudità del torso e la posa scoperta accentuano il carattere sensuale della scena. I toni caldi dei drappi - rossi, aranciati e rosati - dominano la composizione e contrastano con il paesaggio scuro retrostante.

Stile Il dipinto interpreta il racconto biblico in chiave fortemente teatrale e sensuale, trasformando l'episodio morale dell'ubriacatura di Lot in una scena di intensa ambiguità erotica. In questa tela Guercino accentua il carattere allusivo della vicenda attraverso le posture delle due figlie, entrambe rivolte verso il padre con atteggiamenti simulatamente disinvolti, quasi a suggerire il complotto narrato nella Genesi. Rispetto alla versione giovanile del 1617 conservata all'Escorial e a quella del 1650 circa oggi a Praga, questa redazione appare meno concitata sul piano drammatico ma più esplicitamente provocante sotto il profilo erotico. La giovane di destra, parzialmente nuda e avvolta nel mantello rosso, viene assimilata dal critico a modelli iconografici di Venere o Susanna. Anche il colore assume un ruolo espressivo centrale: il rosso del mantello, gli aranci e i toni caldi disseminati nella scena trovano un corrispettivo simbolico nell'incendio di Sodoma sullo sfondo, che contribuisce ad accrescere la tensione emotiva della composizione.

Note

Bibliografia

Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti su Lot Categoria:Dipinti nel Louvre