La chiesa di San Michele è la parrocchiale di Cremia, in provincia e diocesi di Como; fa parte del vicariato di Gravedona.

Storia Situata in frazione Vignola, è attestata già nel 1456. L'attuale struttura risale tuttavia alla seconda metà del XVI secolo, quando la chiesa risultava parte di un convento di Umiliate. soppresso nel 1571. Di tale convento sopravvivono alcuni resti nell'attuale canonica e in un vano adiacente alla chiesa, dove si conserva un lacerto di affresco databile tra il 1450 e il 1520 che raffigura la cosiddetta "Madonna degli Umiliati" (cioè: l'incontro tra Gesù e la Madonna sulla via del Calvario.

Tra il 1551 e il 1577 la chiesa venne elevata al rango di parrocchiale di Cremia, prendendo così il posto della chiesa di San Vito. Dagli atti della visita pastorale compiuta nel 1593 dal vescovo di Como Feliciano Ninguarda, il trasferimento della dignità parrocchiale sarebbe avvenuto per ragioni di comodità.

Tra i restauri, si registrano quelli del 1933 e quelli che, a più riprese, si susseguono dal anno 2018 in avanti.

Descrizione

Esterni L'edificio si presenta con una facciata a capanna realizzata in mattoni a vista, preceduta da un pronao e sormontata da tre statue. La facciata, che al centro presenta un piccolo rosone, presenta nella sua parte più elevata una decorazione ad archetti pensili. Sopra il portale d'accesso, una lunetta affrescata riporta un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino in compagnia dei Santi Vito e Domenico.

Interni L'impianto è a navata singola, dotata di pavimento settecentesco in marmo nero di Varenna.

Sull'unica navata si affacciano una serie di cappelle laterali risalenti al XVIII secolo. In una di queste spicca un polittico del tardo Quattrocento, opera attribuita alla scuola del Bergognone e traslata dalla chiesa di San Vito. Al secolo successivo risalgono invece il catino battesimale (1533), dono di alcuni trasferiti a Genova, e un tabernacolo scolpito (1534).

L'altare maggiore conserva una pala realizzata da Paolo Caliari. L'opera, donata da un commerciante cremiese emigrato a Vicenza, ritrae lArcangelo Gabriele nell'atto di atterrare l'angelo ribelle Lucifero. I dipinti che ornano parete di fondo del presbiterio sono invece opera del pittore bolognese Cesarino Vincenzi (XX secolo).

Di scuola veneta è anche un dipinto cinquecentesco raffigurante Sant'Antonio abate. Un'altra tela - opera attribuita ai fratelli Campi - raffigura invece la scena della Consegna delle chiavi a san Pietro.

Tra le varie opere pittoriche conservate all'interno della chiesa vi sono anche una serie di dipinti di Antonio Maria Caraccioli (noto anche come "Caracciolo da Vercana"), autore peraltro delle stazioni della Via Crucis che si trovano lungo le pareti laterali della navata. La cappella intitolata alla Madonna del Rosario ospita invece alcune pitture attribuite a Giulio Quaglio il Giovane ma alterate nel corso del tempo. Giuseppe Antonio Petrini è invece l'autore del dipinto che, in corrispondenza dell'ingresso alla sagrestia, raffigura la Madonna nell'apparire a San Girolamo, opera traslata dalla parrocchia di Delebio.

L'organo - un Serassi del 1820 - venne completamente rifatto nel 1956.

Note

Bibliografia

Voci correlate Diocesi di Como Pieve di Dongo Parrocchie della diocesi di Como

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